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venerdì 31 agosto 2012

Un anarchico dalla parte del torto: stiamoci anche noi



di Massimo Zucchetti

tratto dal Manifesto


Bisognerà proprio che anche questa volta ci sediamo dalla parte del torto, dato che tutti gli altri posti sono come al solito occupati. Massimo Passamani, 40 anni, una figura importante fra gli anarchici di Rovereto, è stato arrestato la notte del 27 agosto dalla Digos di Trento, insieme a un’altra militante del movimento anarchico, Daniela Battisti, alla quale però sono stati concessi dal gip gli arresti domiciliari. Passamani invece è in carcere, ancora una volta simbolo di una operazione che pare sia stata molto vasta, con perquisizioni in due centri anarchici a Trento e Rovereto, e in molte abitazioni di militanti del Movimento.

A prima vista, Massimo e Daniela devono rispondere di capi d’accusa molto pesanti: addirittura 29, fra cui danneggiamenti, incendi, manifestazioni violente, nonché l’occupazione dell’ex asilo di via Manzoni a Trento (fatto risalente al 2009).
Sarebbe quindi buon dovere di ogni intellettuale “rispettabile” sedersi dalla parte della ragione, “prendendo le distanze” dai “violenti anarcoinsurrezionalisti”. C’è però un problema: molti di noi sono dotati di una certa memoria e notano certe coincidenze.
Massimo Passamani ha subito negli ultimi vent’anni molte “attenzioni” da parte dello Stato: nel 1996 è dovuto persino riparare in Francia per sfuggire a un mandato di cattura in seguito a un’indagine dei Ros. Arrestato e detenuto alla Santè di Parigi, venne poi rilasciato nel 1998, dato che le accuse si rivelarono del tutto infondate. Altro arresto nel 2004 per aver partecipato a scontri con estremisti di destra fuori dall'Università di Trento: puntuale, dopo una settimana, la scarcerazione. Nel 2006 il peccato più grave ed altro arresto: violenza privata e resistenza a pubblico ufficiale. Passamani aveva addirittura osato togliere di mano la Torcia delle Olimpiadi invernali Torino 2006 a una nota atleta tedofora che stava portando la sacra fiamma in piazza Duomo, a Trento, per l'accensione dell’olimpico tripode. Anche qui, Massimo venne assolto dalle accuse.
Se la memoria non ci inganna, quindi, pare ci sia una lunga storia di arresti e detenzioni, seguite sempre però da scarcerazioni e assoluzioni. Oltre ad avere memoria, siamo anche in grado di notare la coincidenza temporale con il fatto che, fra pochi giorni, è previsto il campeggio NOTAV a Rovereto, proprio la Rovereto dove milita Massimo, proprio il movimento NOTAV al quale Massimo ha partecipato attivamente in questi ultimi anni. Certamente, è del tutto casuale che – con questa operazione – si ponga ancora una volta sotto una luce di pericolosità e violenza il movimento NOTAV. Certamente, è’ del tutto casuale che gli arresti - disposti quasi un mese fa - siano stati eseguiti a ridosso dell’inizio del campeggio.
Oltre a scrivere straordinari articoli sulle riviste anarchiche internazionali che denotano una cultura e una preparazione profonde, Massimo Passamani è infine specializzato nel sedersi dalla parte del torto: poco più che ventenne, prese posizione a favore di un gruppo di anarchici arrestati sul Garda, poi dichiarò apertamente la sua contrarietà alla leva militare, che allora (che tempi!) era addirittura obbligatoria. Mettiamoci dalla parte del torto anche noi, allora: stiamo con Massimo, e chiediamo che esca dal carcere al più presto.

martedì 12 aprile 2011

INTERVENTO DEL COMPAGNO ZUCCHETTI ALLA FEDERAZIONE SINDACALE MONDIALE


Una delegazione dei dipartimenti esteri e lavoro di Comunisti Sinistra Popolare, con i compagni Alfonso Galdi, Ivana Fiondi, Denis Valenti, Canzio Visentin e Massimo Zucchetti, ha partecipato al 16esimo congresso della Federazione Sindacale Mondiale, con 828 delegati provenienti da 104 paesi (per l’Italia era presente oltre a CSP anche l’USB) che si è tenuto ad Atene dal 6 al 10 Aprile 2011.


Questo l’ Intervento del compagno Massimo Zucchetti:
“Un saluto, compagni, amici del 16 ° World Trade Union Congress. Grazie per essere qui da tutto il mondo, per raccogliervi in questa occasione cosi’ importante, grazie a tutti i compagni greci del Comitato Organizzatore che ci han permesso di essere qui in qualità di osservatori, e un caloroso ringraziamento a tutti i compagni del Comitato Organizzatore per l'organizzazione – eccellente e perfetta - di questo congresso. Vi porto i saluti del nostro Segretario Nazionale, Marco Rizzo, e di tutti i compagni del nostro partito - una delegazione e’ qui ad Atene al Congresso - e in Italia.
Parlo a nome del nostro partito, Comunisti Sinistra Popolare. Siamo un partito comunista che in Italia ha scelto di non avere compromessi e nessuna alleanza di sorta con il cosiddetto "centro sinistra" (Partito Democratico); naturalmente, siamo all’opposizione dell'attuale governo neo-fascista in carica in Italia.
Vorrei dare una breve descrizione della situazione dei lavoratori in Italia e l’intervento si concludera’ con una dichiarazione.
Noi pensiamo che, attualmente, vi è una situazione di grande crisi nel settore dell'occupazione in Italia, e in particolare:
- Un aumento preoccupante della disoccupazione, soprattutto tra i giovani (1 su 3 dei giovani è disoccupato).
- La precarieta’ del lavoro e’ la piaga dominante: essa è diventata la forma usuale di accesso al lavoro, per mezzo di posti di lavoro non permanente, senza alcuna garanzia per il lavoratore.
- Inoltre, la precarieta’ non riguarda solo il primo periodo della carriera dei lavoratori, ma è esteso a tutta la vita di lavoro. È oramai possibile diventare vecchi mentre si lavora in un modo precario.
- La flessibilità è un altra nefasta parola chiave. Il lavoratore ha poca o nessuna garanzia circa il numero di ore da lavorare, e dei luoghi di lavoro che gli sarà chiesto di frequentare: questo viene sempre omesso nei contratti-capestro che i lavoratori sono costretti ad accettare.
- Ciò è dovuto alle nuove norme introdotte dalla nuova normativa di legge (progettate da tutti i governi - sia centro-destra e centro-sinistra - che sostanzialmente sono d'accordo su tali strategie), legislazione che è stata particolarmente dura contro la classe operaia e in netto favore dei grandi gruppi capitalistici.
- La precarieta’ ha investito anche alcune figure di lavoratori che sembravano intoccabili, come i dipendenti statali. Anche le professioni della ricerca, della scuola, dell’università e così via, sono colpite dalla precarizzazione e da retribuzioni ridicolmente basse; così i ricercatori più brillanti italiani scelgono di abbandonare la ricerca e andare all'estero, o smettere di essere ricercatori e cercare di riciclarsi nel settore industriale con grandi difficoltà.
Abbiamo anche notato - a causa delle situazioni elencate in precedenza - un forte aumento del conflitto di classe e sul territorio, anche se con la deludente caratteristica di una chiara mancanza di connessione tra le lotte, che sono spesso scoordinate tra loro. Esse possono portare a volte ad accordi economici che paiono vantaggiosi, ma rinunciano a qualsiasi idea di significato politico e visione globale.
Ciò è dovuto alla mancanza di una classe sindacale forte e riconosciuta. Schematicamente, il sindacato in Italia può essere diviso in tre segmenti: i primi due sono entrambi parte della Confederazione internazionale dei sindacati. Sono i sindacati CISL, UIL e altri sindacati minori (con circa 8 milioni di iscritti) di ispirazione padronale. Vi e´ poi la Cgil, di derivazione eurocomunista e socialista, con una minoranza di classe (circa 6 milioni di iscritti), che ha come compito principale quella di sostenere l'opposizione di centro-sinistra al governo Berlusconi.
L'ultimo segmento potrebbe essere definito, almeno in linea di principio, il sindacalismo di base e di classe (USB, Cobas e altri sindacati minori, circa 400 000 iscritti), purtroppo con una posizione di minoranza (anche se di lotta) tra i lavoratori. Salutiamo anche qui in questa Conferenza la presenza di USB - Unione Sindacale di Base.
Abbiamo bisogno di ripensare l'azione sindacale e la relazione con l'azione politica nel nostro paese. A causa di questo fatto, siamo ancora in una fase di riflessione e di organizzazione. Tuttavia, naturalmente, stiamo cercando di promuovere la lotta con tutti i nostri mezzi e di seguirla e sostenerla ovunque.
Vorrei concludere il mio intervento con una dichiarazione sulla guerra in Libia. Ma vorrei chiamarla con il suo vero nome: l'aggressione imperialista NATO e UE in Libia. Non si possono non riprendere le parole che il compagno Mavrikos ha detto all'apertura del Congresso: noi pensiamo che i proletari – con in testa la classe operaia - hanno tutti il diritto storico di lottare per i loro diritti e per migliori condizioni di vita, per la giustizia e la libertà. Ma questo non deve essere fatto con l'aiuto dei missili e delle bombe imperialiste! L'aggressione imperialista in Libia non ha alcuna intenzione di aiutare il popolo libico, ma e’ fatta solo per mettere le mani sporche dell’imperialismo sul petrolio libico e le altre risorse, per commettere di nuovo un crimine di guerra e un altro furto contro il terzo mondo. Noi diciamo NO alla guerra, come abbiamo detto NO alla guerra in Iraq, NO nei Balcani e NO in Afghanistan. Ciò non ha nulla a che fare con dare alcun sostegno al governo locale, e non esclude assolutamente la solidarietà con i proletari in lotta per la loro libertà in tutto il mondo. Abbiamo pubblicato un libro che mostra gli effetti delle armi a uranio impoverito radioattivo che la NATO e gli Stati Uniti hanno buttato in Iraq, Jugoslavia e Afghanistan, e ora in Libia: migliaia e migliaia di civili che muoiono di cancro, migliaia di bambini innocenti nascono con malformazioni orribili. È questa la vostra guerra umanitaria? NO alla guerra imperialista, ora e sempre!
CONTINUIAMO A LOTTARE CON CHI LOTTA, PER L'INTERNAZIONALISMO, PER IL TRIONFO DELLA RIVOLUZIONE PROLETARIA! HASTA LA VICTORIA SIEMPRE! REVOLUCION O MUERTE! VENCEREMOS! “
Massimo Zucchetti Comunisti Sinistra Popolare (CSP)www.comunistisinistrapopolare.com

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