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i Quaderni di Bandiera Rossa "La Storia è finita" di Norberto Fragiacomo
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domenica 22 marzo 2015

A PROPOSITO DELL'INIZIATIVA PER LA "COALIZIONE SOCIALE" di Franco Turigliatto






A PROPOSITO DELL'INIZIATIVA PER LA "COALIZIONE SOCIALE"

di Franco Turigliatto


Già da alcuni giorni le prime pagine dei giornali, si occupano della “coalizione sociale” a cui stanno lavorando Maurizio Landini e il gruppo dirigente della Fiom.
Gran parte della stampa, ben consapevole del vuoto abissale che esiste alla sinistra del PD e contemporaneamente dello spazio potenziale che lì è aperto, ricama maliziosamente sulle ambizioni politiche del leader dei metalmeccanici Cgil. E, altrettanto consapevole del fatto che le lavoratrici e i lavoratori, la Fiom e l’intero movimento sindacale hanno subito nel corso degli ultimi anni pesanti sconfitte, culminate nel varo del Jobs Act, insinua il desiderio di Landini di defilarsi da un troppo impegnativo incarico sindacale per “buttarsi” in politica.
Landini, nega ogni velleità partitica, e ancor meno istituzionale, ma non chiarisce del tutto la natura del suo progetto.

venerdì 7 novembre 2014

IL PROCESSO A FRANCO TURIGLIATTO AGGIORNATO A MARZO



IL PROCESSO A FRANCO TURIGLIATTO AGGIORNATO A MARZO



«Un militante politico italiano ha avuto il coraggio e l’onestà intellettuale di definire un gatto come gatto. Si tratta di Franco Turigliatto, dirigente di Sinistra Anticapitalista, piccolo partito della sinistra italiana, che nel 2008 ha rifiutato di partecipare a un dibattito televisivo con il dirigente di Forza Nuova, Roberto Fiore, qualificandolo come fascista». Jean-Luc Mélenchon e il suo Parti de Gauche solidarizzano con l’esponente di Sinistra anticapitalista e aderiscono all’appello di solidarietà antifascista lanciato a ridosso della prima udienza del processo per una presunta diffamazione del noto gruppo di estrema destra.
L’udienza s’è svolta il 4 novembre a Roma e, dopo la presentazione di un corposo dossier da parte di ambo le parti in causa le prime schermaglie procedurali, la giudice ha rinviato tutto al 24 marzo quando verranno sentiti Roberto Fiore, leader della formazione che, secondo una sentenza della Cassazione, non è diffamatorio definire fascista, e Bruno Vespa perché, sei anni fa, il 12 marzo del 2008 Turigliatto, senatore uscente, lasciò gli studi di Porta a Porta sdegnato per l’arrivo di Fiore, fondatore e leader di Forza nuova.
Turigliatto, senza nemmeno sapere di essere denunciato, ha ricevuto alcuni mesi fa un decreto penale che lo condannava a una pena pecuniaria. Una condanna inaccettabile soprattutto dal punto di vista politico e contro la quale, oltre all’impugnazione, Sinistra anticapitalista ha promosso un appello di solidarietà antifascista che ha raccolto centinaia e centinaia di firme da quelle di Ken Loach e Noam Chomsky, a quelle di Erri De Luca e dell’eurodeputata Eleonora Forenza della lista Tsipras, di Nicoletta Dosio (No Tav) e di Sergio Bellavita (Opposizione Cgil, Il sindacato è un’altra cosa), per arrivare al noto gruppo musicale di sinistra Banda Bassotti. Altre firme sono arrivate anche dall’estero: docenti, attivisti e parlamentari di Syriza e di Podemos e, ancora dall’Italia, Marco Revelli, Paolo Ferrero, Haidi Giuliani, mamma di Carlo, Stefania Zuccari, mamma di Renato Biagetti, ucciso dai fascisti nel 2006, Daniele e Maria Varalli, fratello e madre di Claudio, ucciso dai fascisti a Milano.
La campagna continuerà con iniziative in varie città anche per raccogliere fondi per le spese processuali (per aderire iostoconfranco@gmail.com).
Anche Mélenchon è stato denunciato, proprio per aver utilizzato il termine “fascista”, da Marine Le Pen, leader del Front national francese, formazione a cui si ispira la stessa strategia di FN in Italia. «La giustizia – scrive il Parti de Gauche nel suo messaggio pervenuto assieme ad altri importanti comunicati di solidarietà – non può rischiare di dare fiato alle forze fasciste, tanto meno nel contesto italiano, di fronte agli eredi degli anni bui del secolo scorso. Un gatto deve essere definito gatto, un fascista fascista, un qualificativo politico per denominare i gruppi di estrema destra, come l’esito del processo intentato da Marine Le Pen ha d’altra parte confermato».

martedì 28 ottobre 2014

LA NOSTRA SOLIDARIETA' A TURIGLIATTO

Turigliatto, denunciato da Forza Nuova, «costretto a perder tempo per spiegare che il fascismo era fascista». Da Syriza a Podemos, dalla Cgil al Prc, centinaia di firme solidali

di Checchino Antonini
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«Da incriminato confermo la mia solidarietà e sottoscrivo». Quello dello scrittore Erri De Luca, anche lui nel mirino della magistratura per la solidarietà No Tav, è solo uno delle centinaia di messaggi giunti a Franco Turigliatto nelle ore successive al lancio dell’appello di solidarietà antifascista. Luigi Surdich, ordinario di letteratura italiana all’Università di Genova, ha aderito trascrivendo due righe di Tabucchi: «E’ avvilente dover perder tempo per spiegare che il fascismo era fascista» (da “L’oca al passo. Notizie dal buio che stiamo attraversando”, Feltrinelli). Ed è proprio quello che sta accadendo a Turigliatto, dirigente della Quarta Internazionale in Italia dal ’69 fino ad ora con Sinistra Anticapitalista, dovrà affrontare un processo contro Forza nuova per una vicenda di sei anni fa.
Era la campagna elettorale delle politiche del 2008 quando Turigliatto, senatore di Sinistra critica, lasciò lo studio di Porta a Porta in polemica con l’arrivo di Roberto Fiore. Quasi sei anni dopo sarebbe stato condannato, con decreto penale (ossia senza processo e senza sapere di essere accusato) per una presunta diffamazione del leader di quell’organizzazione di estrema destra che satura da anni la cronaca nera con le gesta violente contro migranti, persone glbtq e militanti di sinistra.
In questi giorni, l’organizzazione in cui milita Turigliatto, Sinistra Anticapitalista, s’è attivata nell’appello. Diversi soggetti hanno lavorato e svolto ricerche per la compilazione di un dossier da mettere a disposizione del collegio di difesa nel processo pubblico scaturito dall’inaccettabilità di quel decreto penale.
Tra le prime firme quelle di Noam Chomsky del MIT di Cambridge e Ken Loach (suoi film come Piovono Pietre o Terra e libertà). Loach e Chomsky si attivarono a sostegno di Turigliatto quando, da senatore, condusse una lunga campagna contro la guerra in Afghanistan.
La lettura delle centinaia di firme, quasi mille in tre giorni, è una mappa di attuali e storiche resistenze in Italia e in Europa, di volti noti e militanti di base, sindacalisti e docenti universitari, parlamentari greci di Syriza e spagnoli di Podemos. Ci sono, tra gli altri, Eleonora Forenza (eurodeputata de L’Altra Europa con Tsipras, capo delegazione italiana al Gue), Haidi Giuliani, mamma di Carlo, Stefania Zuccari, mamma di Renato Biagetti, ucciso dai fascisti nel 2006, Daniele e Maria Varalli, fratello e madre di Claudio, ucciso dai fascisti a Milano, Nicoletta Dosio, storica figura della Valsusa contro il Tav, Erri De Luca, appunto, e Marco Rovelli; giuristi come Gianni Ferrara e Rescigno, Loredana De Petris, presidente dei senatori di Sel, Russo Spena e Giorgio Nebbia, Alex Zanotelli e Vittorio Agnoletto, Marco Revelli e Giorgio Cremaschi e, ancora, Sergio Bellavita, portavoce di Il sindacato è un’altra cosa, l’area dell’Opposizione di sinistra in Cgil, in compagnia di settori del sindacalismo di base come Fabrizio Tomaselli dell’Usb.
Dall’estero, si possono leggere le firme di Michel Husson, economista, di Attac Francia, di Alain Bihr, Teresa Rodríguez-Rubio, eurodeputata di Podemos, del belga Eric Toussaint, presidente del CADTM, di Charles-André Udry, economista e editore del sito web svizzero alencontre.org, del britannico Gilbert Achcar, professore del SOAS di Londra, dei greci Antonis Ntavanelos e Sotiris Martalis di SYRIZA.
Spiccano, tra le adesioni collettive, quelle di circoli di base di Rifondazione comunista, di Ross@, del giornale Contropiano, della onlus Medicina Democratica, dell’Anpi, della sinistra rivoluzionaria sarda di Sisma, delle reti antifasciste milanesi. Moltissime le firme torinesi, dalla città in cui Turigliatto vive.
E’ una lista incomprimibile in un articolo che ha la sola ambizione di descrivere e rilanciare una campagna che non è solo legata all’urgenza di una vicenda processuale ma al compito di lunga durata di dover spiegare, in epoca di memoria labile, che “il fascismo è fascista”, che non è una questione di nostalgia residuale ma uno strumento nelle mani delle classi dominanti da utilizzare contro i lavoratori e i movimenti sociali. Tra le tante lettere chiudiamo con quella degli spagnoli di Izquierda anticapitalista: «Caro Franco, tutti i compagni di Izquierda Anticapitalista dello stato Spagnolo ti sono solidali per questo ingiusto processo. L’antifascismo non è una parola vuota che rimane scritta sulla carta costituzionale, ma è un ideale concreto che deve essere esercitato in ogni momento. Ci sembra grottesco che ti processino per aver chiamato fascista e xenofobo un movimento politico che esprime chiaramente ideali del fascismo italiano, politiche razziste contro gli immigrati, contro gli omosessuali, che tiene rapporti con Alba Dorata ed altri movimenti neonazisti europei. Chi ti conosce sa benissimo che questo avvenimento non ti farà retrocedere neanche un passo e che la tua coerenza sará rafforzata anche perché non stai solo. Noi, come Antifascisti, stiamo con te. ¡MUCHA SUERTE COMPAÑERO FRANCO!»








domenica 19 ottobre 2014

NON CI PARLO CON I FASCISTI







NON CI PARLO CON I FASCISTI




Franco Turigliatto, ex senatore e ora dirigente di Sinistra Anticapitalista, è sotto processo perché, nella campagna elettorale del 2008, ha abbandonato lo studio di Porta a Porta per contestare la presenza di Roberto Fiore di Forza Nuova, partito che si richiama esplicitamente ai valori del Ventennio e che si inserisce nell'ondata reazionaria che investe l'Europa, dalla Francia alla Grecia, dall'Ungheria all'Ucraina.

Il leader della formazione di estrema destra non gradì le considerazioni politiche di Turigliatto e del suo partito e il loro richiamo alle norme della Costituzione che impediscono l'apologia del fascismo e la ricostituzione di partiti che si rifacciano a quelle pratiche politiche violente e xenofobe.

Sei anni dopo, con decreto penale richiesto dalla Procura di Roma, un Gip ha condannato la “diffamazione" di Turigliatto, senza nemmeno che Franco abbia saputo di essere stato denunciato, a una pena pecuniaria irricevibile sul piano politico.

Franco si è opposto alla condanna, così il 4 novembre, a Roma, inizierà finalmente il processo pubblico. Noi siamo solidali con Franco Turigliatto e con tutti coloro che, in Italia e in Europa, si battono contro l'aggressività delle formazioni di estrema destra.

L'antifascismo non si processa, è scritto nella Costituzione italiana!




Qui il video di Porta a Porta del 14 marzo 2008
https://www.youtube.com/watch?v=K6KuoCFroT4






SERATA DI SOLIDARIETA’ ANTIFASCISTA



Intervengono:

Saverio Ferrari dell’osservatorio sulle nuove destre

Aldo Giannuli docente università statale di Milano

Sarà presente

Franco Turigliatto Sinistra Anticapitalista




MERCOLEDI 22 OTTOBRE ALLE ORE 21 A MILANO

Sala Livio Maitan - via Varchi 3 

(atm 90/91/92/82 passante Bovisa)




giovedì 31 luglio 2014

RESPINGIAMO LE CONTRORIFORME ISTITUZIONALI E SOCIALI DI RENZI E SOCI di Franco Turigliatto



RESPINGIAMO LE CONTRORIFORME ISTITUZIONALI E SOCIALI DI RENZI E SOCI 

di Franco Turigliatto

E’ corso in questi giorni la prova di forza di Renzi e della ministra Boschi per far approvare il loro disegno di legge su una radicale “riforma” costituzionale che non solo stravolge la funzione e il ruolo del senato, trasformandolo in un ridicolo organo non più eletto dai cittadini, ma che introduce pesanti limitazioni anche agli istituti del referendum e dei progetti di legge popolari. Una controriforma, concordata con Berlusconi e che combinata con il progetto di nuova legge elettorale, altera in profondo l’impianto originario della Costituzione, riducendo od ostacolando, in diverse forme, la libera espressione e partecipazione delle cittadine e dei cittadini alla vita politica e sociale. Il governo in questa opera di smantellamento ha avuto ed ha l’aiuto non solo improprio, ma del tutto anticostituzionale rispetto al suo ruolo di garante, del Presidente della Repubblica.

La natura reazionaria dei provvedimenti

L’insieme dei due provvedimenti (il secondo già approvato alla Camera in prima lettura) al di là delle “allucinazioni” della ministra Boschi che li interpreta come l’avanzamento di una nuova e moderna democrazia, o della lettera di Renzi in cui si invita i senatori a votare il disegno di legge, definito “la rivoluzione del buon senso” e da cui dipenderebbe il futuro dell’Italia, costituiscono una involuzione antidemocratica profonda. Siamo di fronte a un’idea autoritaria della gestione della cosa pubblica, la prevalenza totale dell’esecutivo sul legislativo, la dominanza dei due partiti maggiori, con l’azzeramento delle minoranza e la costruzione di un parlamento in cui solo la “voce del padrone”, cioè le forze completamente allineate sulle politiche capitaliste e liberiste, potranno essere presenti e vendere i loro prodotti avariati, opportunamente distinti in due diverse etichette, alle elettrici e agli elettori e all’insieme della popolazione. Per continuare ad imporre le politiche liberiste dell’austerità serve un sistema politico autoritario e verticistico.
Ancora una volta i media e il governo rovesciano la realtà: quelli che si oppongono alle proposte di Renzi e soci sono presentati come “conservatori” volti al passato, quando invece sono i “veri progressisti” perché difendono alcuni criteri democratici fondamentali della rappresentanza politica. Come scrive il costituzionalista Gaetano Azzariti: “ In realtà questa riforma è fortemente conservatrice: tende a dare una forma stabile – a livello costituzionale – alla lunga regressione che ha qualificato l’ultimo ventennio politico, contrassegnato da una forte verticalizzazione del potere…..In Parlamento il governo, grazie anche ai regolamenti d’aula, ha assunto un potere esorbitante”.
Non possiamo dunque che condividere le tante voci autorevoli di giuristi e costituzionalisti che in diversi articoli hanno messo in luce tutte le storture e il carattere reazionario dei provvedimenti concordati tra il PD di Renzi e Forza Italia di Berlusconi. *
Per questo sosteniamo tutte le iniziative pubbliche che si produrranno per provare a fermare questa deriva autoritaria e l’azione del governo Renzi e quindi anche la legittima azione di ostruzionismo parlamentare che le eterogenee opposizioni stanno mettendo in atto in parlamento, auspicando che abbiano la volontà e la possibilità di reggere le diverse manovre e i ricatti che Renzi sta mettendo in atto per risolvere una situazione che aveva sperato più agevole e meno contrastata.

martedì 18 marzo 2014

MATTEO INTERNATIONAL di Franco Turigliatto





MATTEO INTERNATIONAL


di Franco Turigliatto


Matteo Renzi ha fatto il suo primo giro in Europa incontrando il Presidente francese Hollande e la cancelliera Merkel, visite obbligatorie alle due maggiori potenze del continente alla vigilia del semestre italiano alla guida dell’Unione Europea. 
Il premier italiano, pur in una versione pubblica più sobria, non ha rinunciato alla sua parlantina e ai suoi gesti ad effetto per raggiungere il compito che anche in questo caso si era posto: “tenere la scena”.
In realtà a costruire l’evento sono stati i media che hanno cercato di nascondere la povertà dei contenuti discussi e l’esito effettivo degli incontri attraverso una rappresentazione “teatrale” volta agli spettatori italiani per rendere credibili due elementi fasulli: che contiamo in Europa e che proponiamo una svolta nell’indirizzo delle politiche europee.

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