ALLA SINISTRA PUO' SERVIRE LA
GEOPOLITICA?
di Amedeo Maddaluno
Ha senso scrivere di geopolitica per una rivista di sinistra, tanto più una delle più rigorose sul piano teorico quanto delle più “ribelli” e fuori dagli schemi sul piano della prassi? Diciamolo chiaramente: la geopolitica a sinistra non è mai piaciuta.
Geopolitica e sinistra vecchia e nuova.
La sinistra classica, storica, si è sempre concentrata - ed avendone ben donde - sulle tematiche della dialettica tra classi laddove la geopolitica si occupa invece di rapporti di potenza tra Stati, rapporti influenzati da dati geografici, antropologico-culturali, economici.
La "new left", o "sinistra" liberaldemocratica, contemporanea ed antimarxista (vera sinistra?) semplicemente esclude ogni dialettica tra classi, ogni contrapposizione tra nazioni, ogni rapporto di forza tra stati dal proprio orizzonte analitico: siamo tutti destinati a dissolverci nell'irenica globalizzazione liberaldemocratica, globalizzazione dominata dalle logiche di mercato andanti e ben temperate dalla "società civile" e dai “diritti umani”. E' una "sinistra" che ha preso piede dal '68 e che ha per l'appunto a cuore non i diritti dei lavoratori e le tematiche economiche e sociali ma invece le libertà individuali e le tematiche individualiste.

