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i Quaderni di Bandiera Rossa "La Guerra Dimenticata: Il Carnaio del Mondo Musulmano" di Riccardo Achilli
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giovedì 28 febbraio 2013

PRIMI TRANELLI PER I GRILLINI




di Lorenzo Mortara
Rsu Fiom-Cgil Rete28Aprile


Non bene, ma benone ha fatto Grillo, a rispedire al mittente le prime avance velenosissime di Bersani per un Governo in tandem. Le gazzette di regime hanno prontamente esaltato l’anima più candida e ingenua del Movimento grillino che è già pronta a immolarsi tra le braccia di Gargamella alla prima trappola posta sul suo cammino dai terrificanti manovratori del PD.

LA CHIESA-ISTITUZIONE COME "CASTA MERETRIX" di Leonardo Boff






LA CHIESA-ISTITUZIONE COME "CASTA MERETRIX"
di Leonardo Boff                          
Chi ha seguito le notizie degli ultimi giorni sugli scandali dentro al Vaticano, portati a conoscenza dai giornali italiani “La Repubblica” e “La Stampa”, che parlano di una relazione di 300 pagine e elaborata da tre cardinali provetti sullo stato della curia vaticana, deve naturalmente, essere rimasto sbalordito. Immagino i nostri fratelli e sorelle devoti, frutto di un tipo di catechesi che celebra il Papa come “il dolce Cristo in Terra”, Devono star soffrendo molto, perché amano il giusto, il vero e il trasparente e mai vorrebbero legare la sua immagine a notorie malefatte di assistenti e cooperatori.

martedì 26 febbraio 2013

È COLPA DEL POPOLO BUE: QUELLO DI SINISTRA!






di Lorenzo Mortara
RSU FIOM-CGIL RETE28APRILE


Fin dalle prime sezioni scrutinate, quando è stato sempre più chiaro che Berlusconi stava recuperando lo svantaggio, portandosi addirittura in vantaggio al Senato – perso poi per un paio di seggi o poco più – il popolo di sinistra, come un oracolo con le pezze al culo, ha cominciato a riempire tutte le bacheche del mondo coi responsi virtuali del suo spirito da dilettanti: il popolo è bue. Nonostante tutto lo ha ancora votato!

Il voto e la sinistra, di Riccardo Achilli



I risultati del voto odierno aprono più di un interrogativo inquietante, in ordine alla governabilità in una fase di profonda crisi economica e sociale, ai rapporti con la Ue, alla stessa tenuta del quadro politico/istituzionale italiano. Ma non è questo il momento di approfondire queste tematiche, che nelle prossime settimane e mesi verranno al pettine, e per le quali al momento non ci sono sufficienti elementi di giudizio.
Quello che importa, oggi, è di trarre alcune lezioni del voto per la sinistra italiana, o per meglio dire, per ciò che ne rimane, dopo l’ennesimo tsunami elettorale. Mi concentrerò su due possibili lezioni, che a mio avviso si possono ricavare dal voto politico:
aa)      Come fare sinistra in una epoca di coscienza di classe in eclissi;
bb)      E’ possibile, nelle condizioni di oggi, progettare una sinistra unitaria antiliberista?

RIFLESSIONI DAL SOTTOSUOLO di Norberto Fragiacomo





RIFLESSIONI DAL SOTTOSUOLO
di
Norberto Fragiacomo

Malgrado l’appoggio di Romano Prodi, Bersani ha fatto la figura dell’Occhetto, perdendo persino nella sua Bettola. Tra le paradossali sentenze emesse da queste elezioni invernali, una si presenta come autentica contraddizione in termini: si può incorrere in un’irrimediabile disfatta anche prendendo più voti degli altri partiti/coalizioni sia alla Camera che al Senato. Altri verdetti, in ordine di importanza: Grillo ha trionfato; Berlusconi, che speravamo scomparso, è invece vivo e vegeto; Monti potrebbe aver raggiunto il suo obiettivo; l’astensionismo è aumentato, ma di poco (dal 20% scarso del 2008 al 25 di ieri); alcuni protagonisti della politica degli ultimi decenni sono svaniti nel nulla. Fini, Di Pietro: missing in action. Scordato qualcosa, nel rapido sommario? Sì: il risultato delle sinistre, forse secondario nel contesto generale, ma che stava a cuore a chi scrive. Sul tema scribacchierò due parole (amarissime) in conclusione.

Non nominare mai il nome della Rivoluzione invano



di Carlo Felici

Difficile fare un'analisi a caldo dei risultati elettorali senza lasciarsi trascinare dalle invettive catastrofiste oppure dal pessimismo autocommiserante, specialmente per certa sinistra residuale, ma ci proveremo, individuando innanzitutto un vincitore che nessuno pare focalizzare bene in queste ore, troppo indaffarati come siamo a parlare di tsunami, di terremoto o di macerie della seconda repubblica.
Molti dicono Grillo, ed è del tutto evidente che lo si era sottovalutato (anche il sottoscritto lo aveva fatto ed è primo a scusarsene), altri dicono Berlusconi, che si è giocato il tutto per tutto e che però, avrà solo la soddisfazione di dire ai suoi che, senza di lui, e ovviamente i suoi soldi, la sconfitta del centrodestra sarebbe stata una catastrofe.

VINCITORI E VINTI di Stefano Santarelli



VINCITORI E VINTI 
di Stefano Santarelli 


Il primo commento a caldo che viene dalla lettura dei risultati elettorali è l’assoluta ingovernabilità del nuovo parlamento tanto da non escludere la possibilità di nuove elezioni almeno per quanto riguarda il Senato dove non esiste, a differenza della Camera, il premio di maggioranza.

Il dato più importante che viene da questi risultati è la grande sfiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni e della Casta che governa il nostro paese. E questo è testimoniato dall’aumento dell’astensionismo e dalla grande vittoria dei “grillini”. Infatti esiste un solo vero ed unico vincitore: il MoVimento 5 Stelle che è diventato il primo partito italiano superando le stesse previsioni di tutti gli osservatori politici e che è apparso come la vera alternativa al Sistema. Il M5S è un fenomeno totalmente nuovo nella politica non solo italiana, figlio in un certo senso del populismo berlusconiano, che ha intercettato la protesta giovanile e della parte più sana del nostro paese contro le istituzioni repubblicane.

domenica 24 febbraio 2013

IL RISCATTO DELLA CATEGORIA "SPIRITO" di Leonardo Boff





Il riscatto della categoria "spirito"
Leonardo Boff, teologo-filosofo


Nella cultura attuale la parola "spirito" ha perso considerazione su due fronti: nella cultura dei letterati e nella cultura popolare. Nella cultura dominante fra letterati, "spirito" è ciò che si oppone a materia. La Materia sappiamo tutti più o meno quello che è, perché può essere misurata, pesata, manipolata e trasformata, mentre «spirito» si trova nel campo dell'intoccabile, dell'indefinito, e persino del nebuloso. La materia è la parola-fonte di valori assiali dell'esperienza umana degli ultimi secoli. La scienza moderna si costruisce sull'investigazione e sul dominio della materia. È penetrata fino alle sue ultime dimensioni, fino alle particelle elementari, fino al campo di Higgs, dentro al quale sarebbe avvenuta la prima condensa dell'energia originaria in materia: i tanto ricercati bosoni e hadrioni e la cosiddetta "particella di Dio". Einstein ha dimostrato che  materia e energia sono equipollenti. La materia non esiste. È energia altamente condensata e un campo ricchissimo di interazioni.

venerdì 22 febbraio 2013

DOVE NACQUE LA DEMOCRAZIA di Francesco Salistrari.





DOVE NACQUE LA DEMOCRAZIA
di Francesco Salistrari


Nikitas Kanakis, a capo della maggiore ONG operante in Grecia Médecins du Monde, riferisce di una lettera formale con richiesta di intervento all’ONU per il disastro umanitario. Gli stessi greci ormai da diversi mesi denunciano condizioni di vita peggiori addirittura al regime dei colonnelli o all’occupazione straniera (qui)”.

giovedì 21 febbraio 2013

PENSIERINI ALLA VIGILIA DEL VOTO di Norberto Fragiacomo




PENSIERINI ALLA VIGILIA DEL VOTO
di
Norberto Fragiacomo



Hypotheses non fingo, soleva dire Isaac Newton, e a me sembra saggio imitarlo: fare pronostici a quattro giorni dal voto è abbastanza autolesionistico, e porta pure male. Inutile scervellarsi: lunedì sera sapremo di che morte toccherà morire.
Intanto, mi sia consentita qualche riflessione poco impegnata. Stavolta abbiamo tre aspiranti alla vittoria, o per essere precisi due e mezzo – tuttavia, l’apparente allargamento dell’offerta non riesce a celare il fatto, assai difficile da contestare, che i competitori sono fatti della stessa pasta, sono la medesima cosa

mercoledì 20 febbraio 2013

UNA RIVOLUZIONE "CONTRO" MARX? di Pasquale Setola






Una rivoluzione “contro” Marx?
Dal “lavoratore collettivo cooperativo” al partito-avanguardia.
di PASQUALE SETOLA





 Il soggetto della transizione in Marx.

Karl Marx (come Friedrich Engels)[1] nutriva la convinzione che la rivoluzione comunista si sarebbe imposta inizialmente nei paesi a più avanzato sviluppo capitalistico (Inghilterra, Germania, ecc.)[2], dove sarebbero esplose con forza le contraddizioni insite al modo di produzione capitalistico ― che da un lato produce la socializzazione delle forze produttive, e dall’altro le assoggetta alle istanze della valorizzazione del capitale ―, e quindi si sarebbe diffusa al resto del mondo. Sarebbero state le stesse forze produttive che il capitalismo, per valorizzarsi al massimo, crea, a costituire i suoi “affossatori” storici, ossia il “soggetto rivoluzionario della trasformazione anticapitalistica”. Ma, qual era, per Marx, questo “soggetto rivoluzionario anticapitalistico” strutturale che aveva in sé, nella sua essenza sociale, la capacità di superamento del capitalismo?

martedì 19 febbraio 2013

LE RAGIONI DELLA MIA ASTENSIONE ALLE URNE di Giuseppe Angiuli




LO STATO NAZIONALE E’ IN PIENA FASE DI SMANTELLAMENTO.
LE RAGIONI DELLA MIA ASTENSIONE ALLE URNE.
di  Giuseppe Angiuli



Domenica prossima non mi recherò alle urne e cerco di spiegarne approfonditamente il perchè.

Il periodo storico che stiamo vivendo in occidente verrà ricordato sui libri di storia come quello in cui un intero modello di cosiddetta “democrazia rappresentativa” sta entrando nella sua fase di più acuta crisi sistemica: dove per “occidente” dobbiamo intendere l’ampio novero di quelle società, dagli U.S.A. all’Europa, su cui si sono storicamente innestati i valori-modello dettati dalla Rivoluzione Francese di fine settecento.

lunedì 18 febbraio 2013

LA "BUONA VOLONTA'" DEL SOCIOLOGO RILUTTANTE di Deborah Ardilli - Gabriele Donato





la «buona volontà» del sociologo riluttante
L. Gallino, La lotta di classe dopo la lotta di classe, Laterza, Roma-Bari 2012

Note critiche a cura di Deborah Ardilli e Gabriele Donato



«Attese un poco sul viale, quindi rientrò in casa a correggere le sue bozze e a escogitare qualche espediente per nascondere la verità»: con questa istantaea scattata sulla borghesia inglese dell’età edoardiana si conclude l’opera postuma di E. M. Forster, ultimata nel 1914 e pubblicata soltanto nel 1971. Che l’«anno migliore» a cui il romanzo è dedicato sia ancora di là da venire, almeno per quanto riguarda la disponibilità dei ceti medi riflessivi a fare i conti con gli aspetti più scandalosi del reale, è dimostrato dal fatto che la frase in questione potrebbe valere come epigrafe per almeno tre quarti della cultura accademica contemporanea: la quale sembra non volersi fare carico di altro mandato oltre a quello di far dimenticare l’esistenza di una società divisa, «in ultima istanza», in sfruttati e sfruttatori.

domenica 17 febbraio 2013

Quale tipo di papa? Tensioni interne della Chiesa attuale



di Leonardo Boff


Non mi propongo di presentare un bilancio del pontificato di Benedetto XVI cosa fatta da altri con competenza. Per i lettori è forse più interessante conoscere meglio una tensione sempre viva dentro la Chiesa e che segna il profilo di ciascun Papa. La questione centrale è questa: qual è la posizione e la missione della Chiesa nel mondo? Anticipo subito che una concezione equilibrata deve poggiare su due pilastri fondamentali: il Regno è il Mondo.



Il Regno è il messaggio centrale di Gesù, la sua utopia di una rivoluzione assoluta che riconcilia la creazione con se stessa e con Dio. 

sabato 16 febbraio 2013

L’inflazione importata , l’Italia, l’euro e l’Argentina, di Riccardo Achilli


Premessa
Vi è, nel dibattito economico attuale, alla luce della possibile uscita dell’Italia dall’euro, un gran ragionare sulle relazioni fra taso di cambio ed inflazione. Tale relazione deriva dall’ovvia legge economica secondo cui il tasso di cambio agisce in senso inverso sul tasso di inflazione, nel senso che una svalutazione tende ad alimentare inflazione importata, aumentando i prezzi dei beni importati (che devono essere pagati in valuta estera) ed una rivalutazione tende a moderare l’incremento dei prezzi.
Per sostenere la fallacia di questa ovvia legge economica, si porta in genere l’esempio del 1992: nel 1992, la lira si svalutò del 20-25%, a seguito della grave crisi determinata dalla speculazione sul tasso di cambio ed all’esaurimento del testardo (ed ingenuo) tentativo di Ciampi di difendere il cambio prosciugando per secoli le riserve valutarie della Banca d’Italia. E l’inflazione, anziché aumentare, si ridusse di un punto rispetto al 1991, e continuò a decrescere, di ulteriori 0,7 punti, anche nel 1993.
Tutto vero: peccato però che i dati vadano interpretati alla luce della realtà storica di ciò che avvenne in quegli anni. Altrimenti anziché fare gli economisti facciamo i ragionieri, ed i ragionieri muoiono di fantozzismo. Per dimostrare sulla base dei dati reali l’esistenza, e la significatività, di una relazione inversa fra tasso di cambio e tasso di inflazione mi sono preso la briga di stimare, con il metodo dei minimi quadrati ordinari, una equazione rappresentativa dei fattori determinanti il tasso di inflazione. E l’ho stimata proprio con i dati statistici del periodo 1970-1999, che include dunque il caso del 1992.

venerdì 15 febbraio 2013

L’UOVO (MARCIO) DI COLOMBO di Norberto Fragiacomo




L’UOVO (MARCIO) DI COLOMBO
A chi giova il misterioso “patto fra produttori”? di sicuro, non a chi lavora…
di
Norberto Fragiacomo

Nel giorno di S. Valentino, dedicato alle smancerie consumistiche (per chi ha ancora qualche euro in tasca), scorgiamo due personaggi che, incitati da destra e da sinistra, provano goffamente a tenersi per mano, e a percorrere qualche metro insieme: sono il piccolo-medio imprenditore e il suo dipendente, cioè i produttori, ai quali mezzo mondo politico rivolge pressantemente l’invito a federarsi.
In cosa consista questo “patto fra produttori” ce lo dice la locuzione stessa: si sostiene che per salvare il Paese occorrerebbe una sorta di Santa Alleanza dell’economia reale (da una parte i lavoratori, dall’altra le imprese manifatturiere piccole e medie) contro il distruttivo strapotere dei mercati finanziari.
Uno dei due aspiranti ballerini, il salariato, lo abbiamo riconosciuto subito – ma chi è precisamente l’altro, cui, noblesse oblige, spetterebbe guidare il valzer anticrisi?

giovedì 14 febbraio 2013

Il cerchio dei pochi..ma non sempre buoni.



di Carlo Felici


L'atto dimissionario del pontefice della chiesa romana cattolica, o meglio, come si addice nel linguaggio che riguarda non solo un papa, ma anche un re, come di fatto egli è, anche se in maniera elettiva, la sua abdicazione, non ci interessa tanto per i suoi precedenti o per la sua specificità, ma di più per riflettere sullo stesso operato di Benedetto XVI.
In particolare, cercheremo di ripercorrere alcuni elementi della sua peculiarità  dottrinale, arrivando a quello che ci appare come il cuore del suo messaggio.

Per capire bene l’intento che sta alla base del significato dottrinale delle encicliche di questo pontefice, bisogna prendere in considerazione la coerenza dell’operato e degli scritti di questo Papa
Non vi è nulla di nuovo infatti nelle sue recenti posizioni, o in quelle messe in atto durante il suo pontificato, che ribadiscono per altro dei principi già noti e più volte resi pubblici nei precedenti documenti ufficiali della Chiesa Cattolica.

mercoledì 13 febbraio 2013

Sortirne insieme





di Carlo Felici


Chi segue i miei interventi sa che non ho mai smesso di riferirmi ad una questione di cruciale importanza che è alla base della metastasi che sta divorando questo paese, fin quasi a minarne le basi costituzionali e la sua stessa unità nazionale: è la questione del lavoro ormai purtroppo indissolubile da una continua emorragia di risorse umane e di vite di imprenditori e lavoratori.
Oggi, paradossalmente, si muore per precarietà, mancanza o perdita di lavoro più al Nord che al Sud, e in particolare, in quella zona che, fino a qualche tempo fa, veniva descritta come una sorta di isola felice e di modello innovativo e propulsivo per l'economia italiana: nel Nord-Est.

martedì 12 febbraio 2013

BERGAMO, 2 FEBBRAIO: RELAZIONE INTRODUTTIVA di Norberto Fragiacomo




BERGAMO, 2 FEBBRAIO: RELAZIONE INTRODUTTIVA
di
Norberto Fragiacomo


Parlare, oggidì, di diritto del lavoro significa tornare indietro nel tempo, rimpiangere una perduta età dell’oro, riesumare una civiltà scomparsa.
Se intendiamo questa branca dell’ordinamento come una semplice congerie di norme ci tocca concludere che, formalmente, la disciplina esiste ancora; se invece guardiamo alla sostanza, e identifichiamo il diritto del lavoro in un complesso di tutele che garantiscono al lavoratore dipendente un pieno diritto di cittadinanza, dobbiamo tener conto, nel formulare un giudizio, che dette tutele sono state quasi interamente smantellate nel corso degli ultimi anni, in ossequio ad un’ideologia ben precisa – quella liberista.
E’ stato un processo rapido e silenzioso quello che ha portato alla cancellazione o allo svuotamento di istituti giuridici ideati nel dopoguerra: ancora nella prima metà degli anni ’90 ben pochi ardivano contestare la preminenza accordata dall’ordinamento alla contrattazione collettiva nazionale, la regola del tempo indeterminato, il principio della tutela reale in materia di licenziamenti ed il divieto di intermediazione nelle prestazioni di lavoro, sancito dalla legge 1369 del 1960.

lunedì 11 febbraio 2013

LA SCONFITTA DELL'IDEA EUROPEA E L'INUTILE PAVONEGGIAMENTO DI MONTI di Riccardo Achilli



LA SCONFITTA DELL'IDEA EUROPEA
E L'INUTILE PAVONEGGIAMENTO DI MONTI
di Riccardo Achilli


L'accordo politico fra i 27 leader della Ue su ammontare e destinazione del bilancio europeo per il settennato 2014-2020 si è appena chiuso. Normalmente, l'accordo fra i capi di Stato e di Governo chiude i giochi, con il Parlamento Europeo, organismo più che altro rappresentativo di una utopia di democrazia europea, più che di una vera rappresentatività democratica, nonostante le varie riforme intercorse, che controfirma la decisione. 
In questo caso, però, il Presidente del Parlamento Europeo Schultz minaccia fuoco e fiamme, ed addirittura la clamorosa possibilità di non ratificare il bilancio, respingendolo. La scusa "ufficiale" risiede nella differenza fra il tetto massimo degli impegni (ovvero degli obblighi di spesa giuridicamente vincolanti) che nella proposta di nuovo bilancio possono essere assunti, pari a circa 960 miliardi, ed il tetto massimo dei pagamenti, ovvero della liquidità disponibile, pari a 908 miliardi. Tale differenza può generare un deficit da coprire con l'aumento del debito, che in nome di una buona gestione delle finanze europee Schultz respinge. 

domenica 10 febbraio 2013

LA NOSTRA CASA COMUNE di Leonardo Boff






LA NOSTRA  CASA COMUNE

di Leonardo Boff


Nutro la convinzione, condivisa da altri analisti, che la crisi sistemica attuale ci lascerà come eredità e sfida l'urgenza di ripensare la nostra relazione con la Terra, affinché attraverso i modi di produzione e consumo, reinventiamo una forma di governance globale e una convivenza che includa tutti nell'unica e identica Casa Comune. Per questo è obbligatorio rivedere i concetti-chiave, che come una bussola ci possano indicare il nuovo Nord. Buona parte della crisi attuale scaturisce da premesse false.
Il primo concetto da rivedere è quello di «sviluppo». In pratica esso viene identificato con la crescita materiale, che si esprime attraverso il PIL. La sua dinamica è di essere il più grande possibile, il che implica sfruttamento spietato della natura e generazione di grandi diseguaglianze nazionali e mondiali . Occorre abbandonare questa comprensione quantitativa e assumere quella qualitativa, questa sì come sviluppo, ben definito da Amartya Sen (premio Nobel) come «processo di espansione delle libertà sostanziali», vale a dire, l'ampliamento delle opportunità di modellare la propria vita e dargli un senso che valga la pena. La crescita è imprescindibile perché sta nella logica di qualsiasi essere vivente, ma questo vale a partire dalle interdipendenze delle reti della vita, che garantiscono la biodiversità. Invece di crescita/sviluppo dovremmo pensare a una ridistribuzione di quello che è già stato accumulato.

sabato 9 febbraio 2013

GRILLO A TRIESTE di N. Fragiacomo



di Norberto Fragiacomo



Iersera (giovedì 7 Febbraio, ndr) ho assistito al "grande evento", il comizio di Grillo in piazza della Borsa, davanti al palazzo neoclassico innalzato oltre 200 anni fa (Trieste era già allora sinonimo di Capitalismo, oggi semmai di vecchiaia e osmize...) da Mollari. Ho scritto un resoconto breve ed "impressionista" su FB, che ha suscitato parecchie reazioni (ognuno l'ha letto a modo suo). Beh, qualche considerazione al volo: l'uomo è inesauribile, ha una presenza scenica straordinaria, non annoia - fa pensare, diverte, commuove. Nota: la "sua" folla non aveva niente di berlusconiano, era gente attenta, anche un po' critica, spaventata ma (come scrissi mesi fa) abbastanza "consapevole", almeno rispetto alla media italiana. Poco da fare, un Paese che dà ancora il 30% a Berlusconi è irredimibile, una società affetta da demenza (giovanile e senile). 

venerdì 8 febbraio 2013

L’ARMATA DEL GRILLO di Stefano Santarelli





L’ARMATA DEL GRILLO
di Stefano Santarelli


Non occorre essere un grande osservatore politico per sapere che le prossime elezioni del 24/25 febbraio avranno comunque un solo e vero vincitore: Beppe Grillo e il suo MoVimento 5 Stelle. Infatti nei vari sondaggi il M5S viene accreditato di 50/60 deputati e 20/30 senatori che lo farebbero diventare il secondo partito italiano. Niente male per una formazione che oggi conta solo 19 consiglieri regionali e il Sindaco di una città importante come Parma. Anzi bisogna riconoscere che una crescita elettorale e politica così rapida non ha precedenti nella storia italiana avendo questa formazione tra l’altro compreso e creduto per prima alla capacità di Internet, sottovalutata completamente dai politici della 2° Repubblica,  utilizzandola quindi con enorme successo.
Però sia Grillo che i “grillini” sono obiettivamente un oggetto misterioso che costituisce una vera materia di studio per vari analisti e politici ed in merito segnaliamo anche un interessante articolo di uno dei nostri redattori, Norberto Fragiacomo: “Grillo: dai Blog ai Borg”.

giovedì 7 febbraio 2013

PROLETARIO, CHI SEI VERAMENTE? di Norberto Fragiacomo




Il proletario occidentale vanta un’età veneranda, visto che ha mosso i primi passi nella Roma repubblicana, e forse addirittura sotto il potere regio[1].

In quei giorni lontani, la società romana risultava suddivisa al suo interno in base al censo[2]: i cittadini più poveri, dotati di un patrimonio inferiore agli 11 mila assi[3], formavano la “sesta classe” che, se non altro, non aveva l’obbligo di fornire soldati all’esercito.
Si osservi che la citata sesta classe costituiva solamente una porzione della plebe romana[4] e, a quanto pare, raccoglieva poveri, poverissimi e veri e propri nullatenenti. Secondo lo scrittore di età imperiale (II° sec.) Aulo Gellio, “coloro che tra i plebei erano i più umili e poveri, e non dichiaravano all’erario più di 1500 assi, furono definiti proletari. Quanti, invece, non avevano alcun patrimonio o ne avevano uno piccolissimo (inferiore a 375 assi) erano chiamati capitecensi[5].

martedì 5 febbraio 2013

APPUNTI SU SABATTINI - 5) Conclusioni


di Lorenzo Mortara
Rsu Fiom Rete28Aprile



Pubblichiamo la quinta e ultima parte degli Appunti su Sabattini. Qua per comodità del lettore, segnaliamo a mo' di indice le cinque parti con il relativo link di quelle già pubblicate: 





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APPUNTI SU SABATTINI: ULTIMA PARTE


lunedì 4 febbraio 2013

L'ipocrisia del Fondo Monetario Internazionale, di Riccardo Achilli


Da quando la signora Lagarde si è installata alla guida del FMI, numerosi osservatori, ovviamente di parte o superficiali, hanno sottolineato un presunto cambio di passo e di filosofia del FMI, un allontanamento dal cinismo neomonetarista ed iperliberista che da sempre caratterizza l'impostazione, più ideologica che tecnico/professionale, dell'Istituto, e che si trova scolpita nei punti del Washington Consensus, che puntualmente si traducono in “programmi” di austerità finanziaria e riforme strutturali sui mercati monetario e del lavoro e nei sistemi di welfare pubblico suggeriti ai Paesi iper-indebitati, e quindi in terribili recessioni economiche, spaventose e rapide fasi di impoverimento degli strati popolari, aumento delle diseguaglianze distributive, ulteriore avvitamento dei problemi di finanza pubblica.

domenica 3 febbraio 2013

Riflessione teologica minima: in memoria dei morti di Santa Maria. di Leonardo Boff, teologo.




Già gli antichi dicevano: «vivere est navigare» cioè, «la vita è una navigazione», breve per alcuni, lunga per altri. Qualsiasi viaggio in mare comporta rischi, timori e speranze. Ma la nave è sempre attratta da un porto che l'aspetta là dall'altra parte. La nave è in mare. Familiari e amici dal molo accompagnano salutando. Alcuni lasciano cadere lacrime furtive, perché non si sa mai quello che può succedere. Va lentamente allontanandosi. All'inizio è ancora ben visibile. Ma a mano a mano che segue la sua rotta, pare, agli occhi, sempre più piccola. Alla fine è appena un punto. Ancora un pochino, un pochino ancora e sparisce all'orizzonte. Tutti dicono: ecco fatto. È partita. Non è stato risucchiata dal mare. Stanno là, anche se non si vedono più. È come una stella che continua a brillare, anche se una nuvola la mantiene coperta. La nave prosegue verso il suo destino. La nave non è fatta per rimanere ancorata e tranquilla nel porto. Ma per navigare, affrontare le onde, superarle e arrivare a destinazione.

venerdì 1 febbraio 2013

"L'ORDINE NUOVO" NEL BIENNIO ROSSO di Gabriele Donato



Una «parola nuova»
“L’Ordine Nuovo” nel biennio rosso

 Gabriele Donato


Un’analisi equilibrata del ruolo avuto dall’“Ordine Nuovo” nel processo che ha portato alla nascita del Pcd’I passa attraverso un’operazione indispensabile: la revisione delle letture che di quell’esperienza sono state proposte dai dirigenti del Pci nel secondo dopoguerra [1], nel quadro di un’operazione complessivamente finalizzata alla mitizzazione di un Gramsci tramutato in sostenitore ante litteram del nuovo corso togliattiano. Non si tratta, naturalmente, di esaminare la traiettoria di quella rivista «con la matita rossa e blu» [2]; si tratta, invece, di ritornare lucidamente sui passaggi fondamentali della vicenda di quel gruppo con un obiettivo: metterla a disposizione dei militanti che oggi la vogliano studiare finalmente libera dai tanti luoghi comuni che – a partire dagli anni Cinquanta – non hanno smesso di sedimentarsi.

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