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i Quaderni di Bandiera Rossa "La Guerra Dimenticata: Il Carnaio del Mondo Musulmano" di Riccardo Achilli
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domenica 24 febbraio 2013

IL RISCATTO DELLA CATEGORIA "SPIRITO" di Leonardo Boff





Il riscatto della categoria "spirito"
Leonardo Boff, teologo-filosofo


Nella cultura attuale la parola "spirito" ha perso considerazione su due fronti: nella cultura dei letterati e nella cultura popolare. Nella cultura dominante fra letterati, "spirito" è ciò che si oppone a materia. La Materia sappiamo tutti più o meno quello che è, perché può essere misurata, pesata, manipolata e trasformata, mentre «spirito» si trova nel campo dell'intoccabile, dell'indefinito, e persino del nebuloso. La materia è la parola-fonte di valori assiali dell'esperienza umana degli ultimi secoli. La scienza moderna si costruisce sull'investigazione e sul dominio della materia. È penetrata fino alle sue ultime dimensioni, fino alle particelle elementari, fino al campo di Higgs, dentro al quale sarebbe avvenuta la prima condensa dell'energia originaria in materia: i tanto ricercati bosoni e hadrioni e la cosiddetta "particella di Dio". Einstein ha dimostrato che  materia e energia sono equipollenti. La materia non esiste. È energia altamente condensata e un campo ricchissimo di interazioni.

I valori spirituali, nell'accezione moderna convenzionale, sono situati nella super-struttura e non stanno negli schemi scientifici. Il loro posto è il mondo della soggettività, abbandonati all'arbitrio di ciascuno o a gruppi religiosi. Esprimendo in questo modo un po' grottesco, ma neanche tanto, possiamo dire insieme a José Comblin, grande specialista su questo argomento: «Quando si parla di "valori spirituali", tutti immaginano che sta parlando un borghese, in una riunione del Rotary o dei Lions Clubs, al termine di una cena abbondante, accompagnata da vini o gli è servita con piatti sopraffini; per il popolo in generale l'espressione "valori spirituali" equivale a "parole belle ma vuote".

Oppure appartiene al repertorio del discorso ecclesiastico moraleggiante, spiritualizzate e in relazione ostile con il mondo moderno. Perciò, l'espressione "valori spirituali” nasce con più frequenza nella bocca di preti e vescovi conservatori. Da loro sentiamo ad ogni istante che la crisi del mondo contemporaneo risiede fondamentalmente nell'abbandono del mondo spirituale: la non frequenza alla messa e di qualche altra pratica esplicita comandata dalla Chiesa gerarchica. Ma con gli scandali avvenuti negli ultimi tempi che hanno coinvolto preti pedofili e con gli scandali finanziari legati alla Banca vaticana, il discorso ufficiale dei "valori spirituali" ha perso molta della sua efficacia. Non ha perso valore, ma l'autorità ufficiale che li propone ha pochissimo ascolto. Nella cultura popolare, la parola "spirito" possiede una grande forza. Essa traduce una certa concezione magica del mondo a dispetto della razionalità appresa a scuola. Per grande parte del popolo specialmente per quelli influenzati dalla cultura afro brasiliana e indigena, il mondo è abitato da spiriti cattivi e spiriti buoni che intervengono in precise situazioni della vita come la salute e della malattia, la vita affettiva, i successi e i fallimenti, la buona e la cattiva sorte. Lo spiritismo ha codificato questa visione del mondo con la vita di reincarnazione. Possiede più adepti di quello che noi sospettiamo.

Nel frattempo, negli ultimi decenni ci siamo resi conti che l'eccesso di razionalità in tutte le sfere e il consumismo esacerbato hanno generato saturazione esistenziale e anche molte delusioni. La felicità non si trova nella materialità delle cose ma in dimensioni legate al cuore, all'affetto, alle relazioni di amore, di solidarietà e di compassione. Da tutte le parti, si ricercano esperienze spirituali nuove, cioè sensi di vita che vadano al di là degli interessi immediati della lotta quotidiana per sopravvivere. Essi aprono una prospettiva di illuminazione e di speranza in mezzo al mercato delle idee e a proposte convenzionali, veicolate attraverso i mezzi di comunicazione e anche dalle cosiddette "istituzioni del senso" che sono le religioni, le chiese e le filosofie di vita. Queste sono diventate forti attraverso i programmi di TV e dei grandi show  religiosi che obbediscono alla logica della spettacolarizzazione massiva e che, proprio per questo, si allontanano dal carattere reverente e sacro di tutta la religiosità. In una società di mercato, la religione e la spiritualità si sono trasformate pure in  merci a disposizione del consumo generale. E rendono molto denaro.

Nonostante la riferita mercantilizzazione del religioso, il mondo spirituale ha cominciato a guadagnare un suo fascino sia pure nella maggior parte dei casi in forma di esoterismo e di letteratura da autodidatti. Anche così esso ha aperto una breccia nella profanità del mondo e nel carattere grigio della società di massa. Negli ambienti cristiani sono emerse le chiese pentecostali, i movimenti carismatici e la centralità della figura dello Spirito. Questi fenomeni suppongono un riscatto della categoria "spirito" nel senso positivo e perfino anti-sistemico. Lo "spirito" costituisce un referente saldo e non sarà più sospettato dalla critica della modernità che solo accettava quello che passava al vaglio della ragione.

Il caso è che la ragione non è tutto e non spiega tutto. C'è l'irrazionale e l'arazionale. Nell'essere umano c'è l'universo della passione, dell’affetto e del sentimento che si esprime attraverso l'intelligenza cordiale e emozionale. Lo spirito non si rifiuta alla ragione, anzi, ha bisogno di lei. Ma va oltre, inglobando la su un piano più alto che ha a che vedere con l'intelligenza, la contemplazione e il senso superiore della vita della storia. In termini della nuova cosmologia, e esso sarebbe antico quanto l'universo, questo pure portatore di spirito. L'era dello spirito?

Uscirà per i tipi della Vozes, dell’autore: Fuoco dal cielo: Lo Spirito Santo nell’universo, nell’umanità, nelle Chiese e nelle religioni, 2013.

Traduzione: Romano Baraglia
romanobaraglia@gmail.com

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