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sabato 1 dicembre 2012

VIAGGIO A MARINALEDA di Jacopo Custodi






VIAGGIO A MARINALEDA
Un’enclave socialista nel capitalismo spagnolo in crisi
di Jacopo Custodi

Il socialismo non è nato per innalzare muri. Socialismo significa tendere la mano agli altri e insieme ad essi convivere pacificamente. Non è il sogno di un visionario ma un preciso progetto politico.


Arrivo a Marinaleda dopo un viaggio di una ora e mezza in macchina da Siviglia. Ho l’impressione di essere qui solo come “turista politico” e la cosa mi molesta un po’, ma sono solo l’ultimo di una lunga lista, dagli Ska-P ai rappresentanti del governo venezuelano. Questo piccolo comune di 2.800 abitanti potrebbe essere uno dei tanti comuni delle immense campagne andaluse, se non fosse che nel 1979, alle prime elezioni municipali libere, vinse un piccolo movimento di estrema sinistra, il CUT, creato appositamente dal Sindicato de Obreros del Campo (sindacato affiliato al movimento internazionale Via campesina) per partecipare alle elezioni. Da quell’anno il CUT e il suo carismatico portavoce, Juan Manuel Sánchez Gordillo, hanno vinto ogni successiva tornata elettorale.

Gordillo mi racconta che prima del ’79 Marinaleda viveva di emigrazione, con alti tassi di semi-analfabetismo e disoccupazione. Oggi ha una disoccupazione tendente allo zero e ci sono un asilo, scuole moderne e attrezzate, un comprensorio sanitario che garantisce i trattamenti standard, un centro sportivo, servizi a domicilio per gli anziani, un centro per i pensionati, un ampio centro culturale, un campo sportivo da calcio, una piscina e un parco tenuto benissimo. Durante l’intervista ritorna più volte sul funzionamento radicalmente democratico del comune. L’Assemblea Generale, a cui partecipano dalle 400 alle 600 persone, discute tutte le decisioni politiche e approva il bilancio comunale. Le Assemblee Locali, espressioni dei vari quartieri, affrontano i problemi locali più urgenti, mentre i Gruppi di Azione si occupano di tematiche specifiche come la cultura, lo sport o l’ecologia. Queste strutture permettono alla cittadinanza di essere realmente partecipe nella presa delle decisioni e sembrano mettere in pratica i concetti di “democrazia diretta” e “bilancio partecipativo”. Gordillo mi confessa che la democrazia assembleare non è facile, e se essa è possibile, è grazie al forte senso di comunità che è maturato negli anni tra la popolazione. Senso di comunità che si è sviluppato durante le numerose lotte di Marinaleda: espropri e occupazioni secondo quella che lui chiama “non-violenza attiva” e che spesso si è conclusa con arresti e repressione (lo stesso Gordillo è stato arrestato pochi mesi fa per aver distribuito generi alimentari agli indigenti rubandoli a un supermercato Carrefour). Ma che a volte ha portato a grandi vittorie, come nel 1991 quando i lavoratori di Marinaleda espropriarono con successo a un aristocratico 3.000 acri di terra, dove oggi si sono organizzati in cooperativa.

Tutti i lavoratori ricevono lo stesso salario, 1.128 euro al mese per 35 ore lavorative settimanali. Inoltre vengono organizzate giornate di lavoro volontario dove la gente svolge progetti di utilità sociale come il miglioramento delle strade o delle case. È possibile avere una casa di 90 mq più cortile per 15 euro al mese, a patto che i futuri inquilini partecipino alla costruzione della casa. Il comune paga dei professionisti che promuovono laboratori rivolti all’insegnamento delle tecniche di muratura, idraulica ecc. e che svolgono i compiti più complicati durante la costruzione.
La polizia locale non esiste, è stata abolita anni fa e i soldi risparmiati vengono utilizzati nel sociale.
La città ha anche una radio e una televisione dove, oltre a programmi di musica e intrattenimento, si parla delle lotte che si sviluppano in tutto il mondo, dai movimenti europei alla Palestina, al Sahara occidentale, all’America Latina. Le vie della città portano nomi come Salvador Allende, Solidarietà e Libertà. Parlando dei suoi rifermenti politici, mi dice di ispirarsi al pensiero marxista e a quello anarchico, e nomina Guevara e Gandhi. Interessato, domando cosa pensa dei governi progressisti dell’America Latina, come il Venezuela. Mi risponde che, nonostante i limiti e gli errori, essi rappresentano una speranza per tutti noi. 

Sul momento penso che anche Marinaleda rappresenta per noi una speranza ma, riflettendoci su, mi rendo conto che non è solo questo, è qualcosa di più. È un esempio, un riferimento, la dimostrazione concreta che anche in Europa, dove infuria la crisi capitalista e il welfare scompare ogni giorno di più, un mondo diverso è davvero possibile.

17/11/2012

scritto per Kronstadthttp://beta.kronstadt.it/




12 commenti:

silvio ha detto...

Salve Jacopo Custodi,
da alcuni mesi sono interessato alla realtà di Marinaleda. Sarei curioso di conoscere di più a riguardo. Approfitto del suo viaggio per chiederle alcune cose. A proposito cito le sue parole nel testo :"
sul momento penso che anche Marinaleda rappresenta per noi una speranza ma, riflettendoci su, mi rendo conto che non è solo questo, è qualcosa di più. È un esempio, un riferimento, la dimostrazione concreta che anche in Europa, dove infuria la crisi capitalista e il welfare scompare ogni giorno di più, un mondo diverso è davvero possibile."
A proposito le chiedo come spiega che ho tante volte e in diversi modi cercato di contattarli (Cordillo (facebook), sito del comune, sindacalisti vicino a marinaleda e altro...)ma da Agosto non ho avuto nessuna risposta.
Mi chiedo come può essere Marinaleda essere un possibile modello migliore di soietà se non riesce inspiegabilmente a rispondere a un simpatizzante italiano del movimento? E' inutile spiegare che anche in Italia un modello tale potrebbe essere necessario....
L'ispirazione da parte di Marinaleda a uomini della storia di sinistra, come Che Guevara, che hanno sempre pensato all'esportazione della rivoluzione nella sua più ampia accezione, nn rischia di sembrare retorica dal momento che, mi sembra, nn cerchino contatti con realtà che non siano spagnole?

In attesa, almeno, di un suo riscontro invio cordiali saluti.

Silvio.

Jacopo Custodi ha detto...

Ciao Silvio,
sulla tua prima osservazione (riguardo al fatto che non ti hanno risposto) ti do completamente ragione. Io ho avuto lo stesso problema, non ho mai avuto risposta alle varie mail e parlando al telefono con un dipendente comunale (lì almeno mi hanno risposto) non sono riuscito a concludere nulla. Una mia amica giornalista lo stesso problema. Alla fine sono andato a Marinaleda senza nessuna intervista programmata e decisamente risentito. Ho cercato la casa del sindaco e ho suonato il campanello. Per fortuna era in casa e si è dimostrato disponibile a fare una intervista senza preavviso. E' stato molto gentile e ho quindi abbandonato il mio risentimento.
Riguardo alla seconda osservazione, secondo qui sarebbe una sorta di piccola isola felice chiusa in se stessa, è più o meno la stessa critica che mi è stata fatta dal professor Moscato dopo aver letto l'articolo. La capisco e ha un fondo di verità, ma mi sembra un pò esagerata. Si sta rimproverando a Marinaleda di non aver fatto abbastanza? Ha comunque fatto molto più di noi. E non mi è sembrata chiusa in se stessa, il sindaco è anche parlamentare andaluso e leader di un sindacato attivo in tutta l'Andalusia. Mi ha detto di essere in contatto con movimenti di tutto il mondo e lo si può vedere dai murales nelle vie che portano simboli cubani, bolivariani, zapatisti, degli indignados, ecc, a volte firmati da questi stessi gruppi.

Grazie per le osservazioni,

Jacopo

Carmen Grimaldi ha detto...

Caro Silvio, da più di un anno ormai sto cercando in tutti i modi un luogo come Marinaleda, sono Italiana, Napoletana per la precisione, ho 2 bambine di 2 anni, io e mio marito facciamo lavori saltuari e seriamente sto pensando di trasferirmi a Marinaleda. Ma avendo 2 bimbe piccole giustamente cerco sicurezza per il loro presente ed il loro futuro. Vorrei avere da te consigli in merito e sul come fare cosa fare per poter trovare lavoro li. Sapere delle scuole ed altro sui siti purtroppo non si parla molto di questa cittadina, se potesse darmi dritte e/o contatti gliene sarei veramente grata.
Carmen

Jacopo Custodi ha detto...

Ciao, Marinaleda l'ho visitata solo per un giorno, facendo l'intervista al sindaco. Non me la sento quindi di darti un consiglio per una scelta di vita così importante. Ti suggerisco però di insistere nel contattarli (numeri di telefono e mail. Sai lo spagnolo?) per parlarne anche con loro e capire se è fattibile trasferirsi lì.
Buona fortuna,
Jacopo

LUCA FORESTIERO ha detto...

ciao jacopo volevo chiedere!!!!io ho una qualifica in operatore agroturistico....dici riuscirei a trovare lavoro nelle terre????io abito al sud e amo il lavoro delle terre....in tal caso dove potrei inviare curriculum????vorrei un consiglio grazie jacopo attendo risposta ciao

Jacopo ha detto...

Ciao Luca, non c'è modo di inviare il curriculum che io sappia. Dovresti visitare direttamente Marinaleda e parlare con le cooperative agricole. Temo però che accettino solo lavoratori di Marinaleda, in quanto sono solo piccole cooperative per l'autosostentamento e poco più.

Anonimo ha detto...

e la religione? si è liberi di professare al religione cattolica o è proibita? c'è una chiesa ed un sacerdote??

Davide Rastapax ha detto...

Non è mica una setta...... puoi anche comprarti casa e non partecipare alla vita della comunità. ....
A Marinaleda comunque l’iniziativa privata è consentita, ed è una parte accettata della vita. Esistono un club musicale con concerti Live. .. ben sette bar privati nel villaggio, tranne il bar del sindacato, e se qualcuno desidera aprire un locale o una attività commerciale lo può fare liberamente.Diverso il discorso se un giorno dovessero arrivare le grandi compagnie come Carrefour o Starbucks, in quel caso Gordillo terrebbe chiusa la porta. Ovvio che per avere queste possibilità bisogna essere residenti li.

Stefano ha detto...

Salve Jacopo,
tu sei stato lì, volevo chiederti se essendo da solo e andando lì sarei stato accettato dalla comunità, mi darebbero una casa ed un lavoro mettendo a disposizione totale me stesso e la mia buona volontà a fare qualsiasi cosa sia necessaria? o come hai detto sono molto chiusi e non accettano nessuno proveniente fuori da Marinaleda?

lia giorgetti ha detto...

Ciao, io sono Lia
Ho cercato in mille modi di contattare l'alcalde, io parlo molto bene lo spagnolo, però sono Italiana, e vorrei trasferirmi a Marinaleda, sono solo io una canina, e una gattina. Tu credi che mi accetteranno? posso lavorare e fare di tutto, ma quì in Italia non posso più stare, sono anche d'accordo su come vedono la politica. ti prego rispondimi, il mio contatto è:
liadigio2011@libero.it......Grazie!!

Chiara ha detto...

Ciao,cerco qualcuno che venga a marinaleda con me io partirei da riccione........

Anonimo ha detto...

Volentieri! Sei già la??
Contatto: al-nino@alice.it

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