Cerca nel blog

i Quaderni di Bandiera Rossa "La Guerra Dimenticata: Il Carnaio del Mondo Musulmano" di Riccardo Achilli
.

domenica 22 marzo 2015

TAFAZZISMO INFINITO di Giandiego Marigo




TAFAZZISMO INFINITO
di Giandiego Marigo


Premetto che scrivo questo post come posizione personale, da uomo libero da appartenenze, disinteressato alla difesa di alcuna rendita di posizione. Individuale, così come è stata la decisione di partecipare al percorso dell'Altra Europa.Immagine in linea 1
Assisto, con sommo dispiacere ed anche da questo Blog ad un attacco nei confronti dell'Altra Europa, sancendone anzi tempo, cioè ben prima della conclusione del suo primissimo percorso e della sua stessa Assemblea Costitutiva, la prematura morte.
Forse in nome della Cosa di Landini? Che è, però e resta cosa diversa.
Va riconosciuto che questa fase iniziale sia stata piuttosto lunga e con lunghe momenti di stagnazione, ma forse i nervosismi e le deprecazioni nascono , anche da una scarsa comprensione del percorso stesso.
Oltre ... e va detto ... che da una superficialità endemica alla sinistra che sin troppo spesso inizia cose che non porta sino in fondo, per innamorarsi della novità e del nuovo leader carismatico.

É pur vero ed innegabile che questo percorso fosse cominciato con la presenza, per esempio di SeL e questa stessa presenza oggi sia fortemente in dubbio, quantomeno a livello direzionale, così com'è vero che in tutta la fase iniziale una presenza eccessiva e “pesante” dei garanti ha “oppresso” e frenato questa evoluzione.
Così com'è innegabile che molte “fronde” interne abbiano trasportato al suo interno vecchi stili e vecchi rancori, ma è, per contro, assolutamente e sempre vero che l'adesione all'Altra Europa è personale e non a blocchi.
L'unione non è alchemica e diretta dall'alto , ma frutto di una reale frequentazione e di tonnellate di buona volontà, infatti non a caso, moltissimi compagni di SeL sono rimasti nei “comitati territoriali” sino a Paolo Cento che non mi risulta abbia mai cancellato la sua firma dall'inizio di questo percorso.
La prossima Assemblea del 18-19 Aprile certificherà la nascita ufficiale di questo soggetto e questo sarà avvenuto dal basso ed in modo individuale, faticoso , doloroso ed imperfetto, ma reale.
Nonostante i molti capelli bianchi presenti in questo percorso, esso sarà caratterizzato da una  grandissima attenzione alle problematiche giovanili e di genere. Senza Leader (e qui sinceramente, non capisco i critici che lo definiscono un difetto) nella convinzione che sia dal percorso che una leadership debba nascere, ammesso che davvero occorra.
Con il metodo dell'una testa un voto, che sgombra il campo dal rischio delle fronde pre-costruite …
Cosa ci propongono gli altri percorsi e soprattutto cosa ci propone il percorso di Landini? Che pure va seguito e che io personalmente seguirò con estrema attenzione e partecipazione.
Un leader preconfezionato, carismatico, certo ma su posizioni marcatissime, imposto e calato dall'alto in stile squisitamente sindacale, una segreteria formata con il bilancino. alchemicamente, unendo percentualmente i vari movimenti che concorrono alla cosa.
L'esclusione meccanicistica dei partiti sino a che punto risulta efficace?
Gli aderenti della Fiom, di Emergency. di Libera non sono forse , moltissimi, dei compagni (dai capelli bianchi o grigi) presenti anche negli altri percorsi? Quando non addirittura militanti del PD o di SeL.
Con quale metro vengono misurati gli iscritti alla cosa? Meccanico?
Dov'è la partecipazione dal basso, la circolarità, l'orizzontalità nell'azione politica della FIOM ... da quando? Oppure in quella di LIBERA o ancora in quella di Emergency ( che ha iscritti persino fra il PDL (un sacco di interisti), E l'attenzione al mondo della solidarietà e della mutualità deriva solo dalle esperienze molto specialistiche e parziali di Libera ed Emergency? Coloro che non lavorano, il mondo del precariato e della povertà dove sono rappresentati?
 Questo percorso allora, non assomiglia molto di più a quello di Solidarity for All (organismo di massa che si occupa di mutualismo, solidarietà, organizzazione di momenti di autogestione che ha un legame con Siryza ma non è Syriza) che non ad una formazione politica?
Formazione che si ponga il problema, squisitamente politico dell'unità dell'AreA di Progresso e Civiltà.
E quand'anche prevalesse il ruolo politico e non quello mutualistico-sindacale (per altro ipotetico allo stato) quanto di questo “corpo” millantato da Landini lo seguirebbe, abbandonando in nome della cosa le proiprie formazioni.
Ipotesi: e smetto,
Se Landini divenisse, per esempio, il nuovo Segretario Generale della CGIL dopo Camusso (il che spiegherebbe quasi tutto) che fine farebbe il ruolo politico?
Tornando all'Altra Europa. Ho avuto molti dubbi e li ho ancora ma ho vissuto in prima persona il percorso, ho accettato la sfida da senza-partito e da membro della direzione del Movimento Radical Socialista e sto assistendo alla fatica ed al ritardo che, anche comportamenti di critica sommaria, stanno provocando.
Non, quindi, ai blocchi di potentati, che pure si insinuano e ci provano ma allo sforzo individuale dei compagni che ci stanno provando, davvero, a porre la necessità dell'unità e dell'azione comune al primo posto.
L'Altra Europa non è morta, anche se probabilmente e le lunghe attese , prima di SeL e poi della cosa di Landini non le hanno certo giovato, ma qui sembra che molti non vogliano nemmeno lasciarle il tempo di nascere ed organizzarsi, rispettando metodologie di confronto democratico e di reale acquisizione e condivisione dei passi compiuti.
Molti, dai facili amori momentanei, sembrano non voler vedere che i compagni che circolano in queste avventure sono, alla fine sempre gli stessi … quanti sindacalisti Fiom ci sono nell'Altra Europa ... quanti compagni iscritti ad Emergency o a Libera?(io conosco un dirigente di questa organizzazione che è praticamente in tutti i percorsi, oltre ad essere ospite gradito in Human Factor, così come lo sono una miriade di compagni).
Che senso  potrà mai avere sancire la morte dell'uno rispetto all'altro quando poi a camminarli siamo sempre noi? L'assemblea di Roma ci sarà il 18/19 Aprile! Essa sarà realmente rappresentativa dei comitati sparsi nel paese; per i quali mi aspettavo , sinceramente, maggior rispetto da parte dei commentatori che non li hanno mai nemmeno considerati.
Preferendo accanirsi sulle lotte intestine di Rifondazione, sull'assenza di parte di SeL, quasi che fossero gli unici protagonisti di questo, percorso … al quale, lo ribadisco ciascuno aderisce a livello individuale.
L'assemblea sancirà la fine della gestione temporanea e di ogni forma di “gestione emergenziale” ed allora l'esistenza in vita dell'Altra Europa (o del nuovo nome che verrà deciso in quella sede per caratterizzarne la necessaria autonomia dallo stesso Tsipras) sarà ben chiara.
Finendo, l'assemblea è plenipotenziaria e potrebbe sancire anche la fine di questo sogno … perchè no? Ma non ci sarebbe nulla di cui rallegrarsi, come invece sembrano voler sottointendere i critici esterni. Sarebbe solamente un'altra occasione perduta!

La vignetta è del maestro Mauro Biani


Nessun commento:

Stampa e pdf

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...