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venerdì 7 ottobre 2016

ANCORA SUL CONFRONTO TRA RENZI E ZAGREBELSKY di Maurizio Zaffarano

 


ANCORA SUL CONFRONTO TRA RENZI E ZAGREBELSKY
di Maurizio Zaffarano



"Si è molto detto sui social a proposito dell'inadeguatezza alla comunicazione sul mezzo televisivo del professor Zagrebelsky contrapposto a Renzi e che questo dunque avrebbe sfavorito il fronte del NO. In effetti ci sono diversi elementi da valutare, in generale e per quanto emerso nel confronto, per esprimere un giudizio: il fatto che questo tipo di trasmissioni si rivolgono agli appassionati di politica che in linea di massima sono già schierati, la sottile ironia del professore che costringeva Renzi a difendersi dicendo di non essere un suo studente, alcuni concetti esposti da Zagrebelsky di assoluto valore etico e di buona efficacia comunicativa (per citarne alcuni, la politica non come ricerca della vittoria ma come servizio al bene comune, la complessità contrapposta alla velocità, la Costituzione come un vestito che va bene o non va bene a seconda di chi lo indossa e il paragone con la Costituzione di Bokassa uguale a quella degli Stati Uniti). Certamente è mancata da parte del liberaldemocratico Zagrebelsky una contrapposizione argomentata anche sulla denuncia del carattere antisociale e classista alla deforma costituzionale Renzi-Boschi-Verdini non a caso ispirata e sostenuta dalla Troika e dal grande capitale internazionale. Ma al di là di tutto questo, l'immagine principale che a mio avviso è passata dalla trasmissione tv è stata quella del confronto tra un giurista pacato, competente e profondo e un ciarlatano che sta cercando di venderci una batteria di pentole. E per aver capito questo non bisognava essere studiosi di diritto costituzionale ... "


Dunque ciò che maggiormente si può rimproverare a Zagrebelsky è la mancata denuncia del progetto sociale ed economico classista ed antipopolare che è sottostante la deforma costituzionale di Renzi: quando non si è più in grado di raccogliere la legittimazione popolare in quanto Istituzioni, in quanto Stato perché questi non hanno altro obiettivo che massacrare la condizione di vita delle persone per favorire ristrette oligarchie economiche il passo successivo è il consolidamento del potere politico con le truffe elettorali-istituzionali e con l'autoritarismo (e non dimentichiamoci la ferocia con cui viene combattuta da magistratura e polizia l'opposizione ambientale e sociale, si pensi solo per fare alcuni esempi ai Notav, a Nicoletta Dosio, ai No muos o agli operai dell'Alfa di Pomigliano).  
Peraltro nel confronto televisivo a me Zagrebelsky è parso tutt'altro che un pesce fuor d'acqua. Ad esempio l'invito a ciascuno di Zagrebelsky ad immaginarsi al potere (con la potenza di fuoco che gli verrebbe consegnata dalla deforma costituzionale) il personaggio politico che più detesta, teme e disprezza a me è sembrata particolarmente efficace (non solo perché strettamente attinente agli effetti perversi di modifiche costituzionali che hanno l'obiettivo di lanciare "un uomo solo al comando" ma anche perché sottilmente rivolta all'elettorato piddino).
Per quanto riguarda l'affermazione secondo la quale la Costituzione funziona o non funziona, funziona in un senso oppure in un altro, a seconda del "contesto" anche a me, come ad altri, ha sorpreso perché i giuristi mi sembra che siano sempre soliti affermare il "primato" della legge formale. Però si tratta di un'affermazione che condivido pienamente: basti pensare ai principi enunciati dalla nostra Costituzione - l'uguaglianza, il diritto al lavoro, alla salute, all'istruzione pubblica, l'ambiente, ecc.ecc. - rimasti inapplicati in un contesto politico-sociale che era quello della DC e poi di Berlusconi (ma anche del centrosinistra), delle mafie, delle Fiat, del Vaticano, ecc.ecc. Cioè esiste una dimensione dei rapporti di forza politici, economici e sociali che è assolutamente preminente rispetto alla formale enunciazione di principi giuridici.

Per concludere non so se quella trasmissione abbia spostato voti (e quanti voti) a favore di Renzi ma credo che comunque abbia rappresentato un esempio originale ed utile (in quanto non omologato alle abituali chiacchiere da pollaio dei talk show politici) di televisione dando chiaramente l'idea di due mondi, di due filosofie che si contrappongono in modo inconciliabile: da un lato il politicante che cerca consensi per la propria affermazione personale attraverso slogan e luoghi comuni, dall'altro chi intende la Politica come attività al servizio del Bene Comune.

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