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i Quaderni di Bandiera Rossa "La Guerra Dimenticata: Il Carnaio del Mondo Musulmano" di Riccardo Achilli
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mercoledì 27 maggio 2015

IL CONTRIBUTO DI BRIM ALLA CAMPAGNA ELETTORALE DELLE MARCHE di Giuliana Nerla




IL CONTRIBUTO DI BRIM ALLA CAMPAGNA ELETTORALE DELLE MARCHE
di Giuliana Nerla


I partiti di sinistra delle Marche (SEL, Rifondazione Comunista, PcdI), coinvolgendo associazioni, comitati, cittadini e tutte le energie diffuse oggi mortificate da una politica malata, hanno avviato, circa un anno fa, un “Cantiere” al quale hanno aderito liste civico–sociali, coordinamenti di comitati dell’Altra Europa con Tsipras, esponenti dei movimenti e delle lotte per i beni comuni e delle istanze sociali. Tale “Cantiere” è diventato un riferimento per cittadini e giovani a cui sono stati tolti diritti, lavoro, reddito, servizi, opportunità, e ha dato vita, per le elezioni regionali del 31.05.15, alla lista Altre Marche Sinistra Unita, alternativa al modello liberista e austeritario, di svolta rispetto al Governo PD-Spacca, per una nuova stagione economica, sociale ed ambientale orientata ad uno sviluppo nuovo, al ben-essere, al ben-vivere, alla felicità dei marchigiani.

Il Programma è stato elaborato con il metodo della partecipazione tramite tavoli di discussione che oggi rappresentano i principali punti programmatici sui quali è incentrato l’impegno del Candidato Presidente e di tutti i Candidati Consiglieri: economia, lavoro, impresa; welfare, politiche sociali; immigrazione; cultura; ambiente, paesaggio, riconversione ecologica; politiche agricole; sanità; casa, politiche abitative; partecipazione democratica; politiche giovanili, scuola, università; legalità.
Il Candidato Presidente è Edoardo Mentrasti, 58 anni, laureato in Storia Contemporanea alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna, coniugato, una figlia; nato nel quartiere operaio della Palombella di Ancona, dove la solidarietà e la partecipazione alla vita sociale si respiravano come l’aria. Ha sempre vissuto la politica dalla parte dei lavoratori e dei ceti popolari e ha rivestito importanti incarichi politici fra i quali è stato Assessore all’ambiente, urbanistica e trasporti della Regione Marche (1995-2000) nella prima giunta di sinistra con Vito D’Ambrosio, realizzando, fra l’altro, tre nuovi parchi regionali e il primo piano dei rifiuti senza inceneritori.

Il giorno 7.05.15 si è svolto un incontro a Montegiorgio, sito nel cuore della Media Valle del Tenna, per far conoscere il progetto Altre Marche Sinistra Unita e i candidati al consiglio regionale della Circoscrizione elettorale di Fermo, nella quale Montegiorgio ricade: Giuseppe Buondonno, Diletta Parrino, Alberto Procaccini, Maria Paola Volponi. L’introduzione è stata affidata al valente compagno Norberto Fragiacomo di Trieste, redattore di Bandiera Rossa in Movimento, graditissimo ospite della serata che ha arricchito il dibattito con spunti di riflessione di grande spessore morale e culturale. Ho moderato tale incontro e per prima cosa ho messo in evidenza quanto siano importanti liste di sinistra contrapposte ai due grandi partiti liberisti perfettamente intercambiali fra loro, PD e PDL, tema che nel corso della serata sarà approfondito. Ad una di queste abbiamo dato vita a Montegiorgio in occasione delle Elezioni comunali del 2013 ottenendo quasi il 20% dei consensi (successo inimmaginabile che ci ha riempiti di orgoglio) e un seggio in Consiglio comunale, ci rendiamo conto quotidianamente che senza di noi nessuno rappresenterebbe le istanze degli ultimi.

Il Governo regionale PD-Spacca si è reso protagonista dello smantellamento dei servizi sanitari nel territorio e la comunità della Media Valle del Tenna, che lotta per mantenere il poco rimasto dell’Ospedale di Montegiorgio, è continuamente vessata da politiche regionali volte solo al taglio dei servizi. Quando c’è da alzare la voce perché ad esempio la portineria viene chiusa per il periodo estivo e non riaprirebbe se la cosa passasse sotto silenzio, chi “parla” se non noi? Anche quando occorre sollecitare la Regione perché il nostro Punto di primo intervento necessità di un unità di personale medico aggiuntiva ci ritroviamo da soli, ma siamo comunque contenti del lavoro fatto, perché un alleanza suicida col PD, che pure qualche elettore di sinistra non capendo che si stava dando la zappa sui piedi ci chiedeva, non ci avrebbe permesso di lottare con efficacia per difendere i diritti della nostra comunità.

Nella sua introduzione Fragiacomo evidenzia: 

“L’ascesa di Renzi a Palazzo Chigi costituisce per la Sinistra italiana un vantaggio e uno svantaggio insieme (per il Paese – aggiunge – esclusivamente uno svantaggio, anzi l’ennesima iattura). Certo, a penalizzarci è il fatto che, al di là di pochissime eccezioni, il fiorentino ha il pieno sostegno dei media, che gli suonano quotidianamente la grancassa, presentandolo come “l’ultima speranza per l’Italia”; d’altra parte, la sua politica aggressiva e reazionaria costringe anche i più miopi fra gli elettori a fare i conti con la svolta schiettamente di destra attuata dal Partito sedicente Democratico. La cancellazione della democrazia del lavoro (mediante il Jobs Act, che reintroduce persino i controlli a distanza), quella della democrazia locale (attraverso l’unificazione obbligatoria dei Comuni e l’introduzione di meccanismi di elezione indiretta, che recidono il legame tra amministratori e amministrati), i passi decisi verso la compiuta privatizzazione dei servizi pubblici locali, l’aziendalizzazione della scuola non lasciano dubbi: Renzi è un neoliberista, comandato a distanza dalle lobby nascoste dietro lo schermo della UE. Persino i vantati 80 euro sono un provvedimento regressivo: sono i diritti ad essere “di sinistra”, non la beneficenza pelosa (pelosa e pure figurativa, perché con una mano il governo dà, ma con entrambe prende!)”.

Renzi è dunque, per certi versi, l’avversario “ideale”, ma individuare in lui l’unico nemico equivale a guardare il dito che mostra la luna: la presunta sinistra piddina non è meno convintamente liberista di lui, e a provarlo sono i fatti, a questo proposito Fragiacomo non allude soltanto ai ripetuti voti favorevoli concessi in Parlamento agli ukase renziani: le controriforme attuali sono la logica conseguenza di politiche, inaugurate negli anni ’90, di costante compressione dei diritti dei lavoratori, svendita del pubblico e asservimento del Paese agli interessi euro atlantici (v. le vili e controproducenti aggressioni alla Yugoslavia e poi alla Libia). Il PD nel suo complesso si presenta quindi come un avversario da battere: qualsiasi ipotesi di alleanza, magari all’insegna del primum vivere, sarebbe indice, oltre che di imperdonabile opportunismo, di un’evidente incapacità di lettura della situazione politica italiana ed europea. Il PD non sta più “a sinistra” di FI e LN: semplicemente, tutela interessi padronali diversi, quelli del grande Capitale transnazionale – un avversario ben più insidioso del medio imprenditore locale.

Fragiacomo si sofferma anche su altro mito di cui deve liberarsi la Sinistra, se vuole avere un ruolo, che è quello dell’Unione Europea, la cui “riformabilità” viene presupposta più che argomentata, quasi in ossequio alle idee contenute nel Manifesto di Ventotene – che pochi devono aver letto, chiosa, perché è impossibile non cogliere in quel pamphlet un’ambigua strizzata d’occhio alle imprese multinazionali e alla logica oggi imperante della liberalizzazione. L’Unione Europea è in verità irriformabile, per il semplice motivo che è stata costruita a tavolino per raggiungere un unico obiettivo (la privatizzazione integrale della società), proprio questo sta egregiamente perseguendo, incurante di danni collaterali come la distruzione di Paesi interi.

Dopo aver ulteriormente approfondito il tema, e su questo punto non manco di ribadire quanto io condivida la necessità di abbandonare l’idealizzazione dell’Unione Europea come se essa possa effettivamente essere cambiata in meglio (cosa impossibile considerate le sue fondamenta), l’ospite condanna l’economicismo, religione del nostro tempo, che riduce l’esistenza stessa a qualcosa di monetariamente quantificabile, ed augura alla Sinistra Unita (non solo marchigiana) un buon successo elettorale e, soprattutto, ferma coerenza.

I candidati Giuseppe Buondonno, Diletta Parrino, Alberto Procaccini, Maria Paola Volponi non hanno mancato di mostrare il loro valore e le loro doti sia politiche che umane, sia nei loro interventi di presentazione che nell’interessante e partecipato dibattito che ne è seguito. Ascoltandoli non ho potuto fare a meno di sottolineare quant’è diverso il nostro metodo da quello delle altre liste che prendono parte a questa competizione elettorale! I candidati del PD e del PDL si propongono con slogan ad effetto, che nulla c’entrano con le reali problematiche delle Marche, come se dovessero vendere una macchina per il caffè; li si vede in gigantografie sparse per tutto il territorio (è anche evidente la differenza di mezzi economici) e la competizione fra i candidati della stessa lista arriva spesso a sprezzanti scontri fra loro. I nostri candidati invece sono intorno allo stesso tavolo a discutere delle difficoltà dei cittadini delle Marche e a cercare insieme eventuali soluzioni.

Giuseppe Buondonno, nato a Fermo, 52 anni, fa l’insegnante di Lettere presso il Liceo Artistico di Fermo, è tra i fondatori dell’Istituto fermano per la Storia del Movimento di Liberazione e tra gli organizzatori del Premio letterario nazionale “Paolo Volponi. Letteratura e impegno civile”; è stato Assessore alla Cultura della Provincia di Fermo, Consigliere comunale e candidato Sindaco; iscritto alla FLC- CGIL, è stato militante del PCI, poi Segretario cittadino del PDS e Segretario del PD, partito dal quale è uscito dopo la formazione del Governo Letta con Berlusconi. Oggi è iscritto a SEL e militante del Comitato fermano e marchigiano l’Altra Europa con Tsipras; collabora saltuariamente e volontariamente con il quotidiano Il Manifesto.
Nel corso della serata ha rimarcato quanto ci sia bisogno di sinistra contro il neoliberismo, il PD è un partito autoritario e filo capitalista che ci sta portando alla costruzione di un regime, la riforma della scuola ad esempio è un vero ritorno del feudalesimo. Buondonno si riallaccia a quanto rivelato da Fragiacomo sull’Unione Europea, e si chiede: “i suoi mali c’entrano con le Marche?” Purtroppo si, e a questo proposito fa riferimento all’Indesit, dove la politica è stata palesemente schiacciata su principi neoliberisti! La notizia del piano di ristrutturazione dell’Indesit (cioè, fuori dall’ipocrisia linguistica, dei licenziamenti), è stata ipocriticamente commentata come un fulmine a ciel sereno dal Governo PD/Spacca; da notare anche la mobilitazione tardiva del Governo Renzi, il quale più che di salvaguardare il lavoro, si pone il problema di come renderlo licenziabile. Altro che fulmine! E’ stato un film visto decine di volte: si smobilita l’industria italiana, i padroni fanno cassa e i nuovi padroni esteri licenziano. I padroni erano la famiglia Merloni, che è passata all’incasso di 700 milioni di euro; i potentati politici legati a quei gruppi industriali hanno costruito, su quelle relazioni, carriere personali, è il caso di Spacca e di buona parte del PD. E l’Indesit non è un caso isolato, in una regione piccola come questa, storia simile per la Prismian di Ascoli Piceno; stiamo rischiando una seconda Grecia e non per necessità, ma per una politica inadeguata che sa solo tagliare i diritti; guai, quindi, se consentissimo che avanzi la disaffezione verso la politica e smettessimo di combattere.

Diletta Parrino, nata a Fermo, 43 anni, insegnante di Lettere presso IPSIA “O.Ricci” di Fermo; madre di un bambino di 9 anni, è da sempre impegnata in politica. Ha militato in Democrazia Proletaria dal 1989 e poi nel Partito della Rifondazione Comunista, senza mai tesserarsi. Dai tempi dell’università (ateneo di Firenze) è stata membro del Collettivo di Lettere e del Collettivo Antifascista ed ha partecipato attivamente alle battaglie sociali su reddito, casa e politiche giovanili con il C.S.A. Ha trascorso un anno a Parigi per motivi di studio e di lavoro ed è poi rientrata in Italia, lavorando come insegnante a Roma per 5 anni, per poi ritornare nelle Marche a Fermo.
Coinvolgente l’entusiasmo con il quale, racconta, sta affrontando una candidatura per lei importantissima, perché programma e candidati del progetto Altre Marche Sinistra Unita sono davvero rappresentativi dei cittadini che vivono quotidianamente tutti i mali di un Italia in crisi, e sanno intercettare le esigenze di chi vuole l’alternanza di governo. Ha sempre preferito muoversi tra la gente che militare nei partiti: particolarmente significativo il suo impegno, sin dal 1999, nel movimento No-Global (da Seattle a Porto Alegre), ha partecipato al G8 di Genova ed ha costruito l’importante appuntamento del Forum sociale Europeo di Firenze dell’autunno 2001; tutto ciò dopo aver lavorato presso ControRadio, emittente radiofonica fiorentina, libera ed indipendente. Da febbraio 2014 si dedica a tempo pieno alle costruzione del percorso/progetto politico antiliberista nel Comitato fermano e marchigiano l’Altra Europa con Tsipras, ed esorta il pubblico a portare avanti il discorso di Syriza in Italia, per costruire qualcosa insieme a tutti coloro che credono nella solidarietà, contro fascisti e razzisti.

Alberto Procaccini, nato a Fermo, 47 anni, sposato con due figli, vive a Porto Sant’Elpidio. Architetto, lavora come dipendente del Comune di Ancona. Dal 1997 è iscritto al Partito della Rifondazione Comunista per il quale, dal 2008 al 2011, ha svolto l’incarico di assessore nel proprio Comune.
Ribadisce con forza quanto dobbiamo impegnarci per mobilitare la gente, perché la crisi, economica e sociale, si scarica sui ceti più deboli e dobbiamo quindi coinvolgerli e renderli protagonisti del cambio di passo; sui grandi temi, senza mobilitazione, non si ottiene nulla, a questo proposito ricorda la battaglia sull’acqua, che ha portato a buonissimi risultati, e ciò lo rende ottimista. L’impoverimento dei comuni è un disegno, a questo proposito riprende quanto detto da Fragiacomo riguardo alla strada purtroppo percorsa da chi ci governa, cha va nella direzione della completa privatizzazione dei servizi pubblici locali, a tutto vantaggio dei pochi che da questi servizi ricaveranno profitti, e appare motivato a ribaltare la logica delle privatizzazioni cui abbiamo assistito anche nelle Marche. Parla anche di Unione Europea, che dice no a qualsiasi forma di aiuto alla Grecia; le forze politiche solo oggi hanno capito quanto sia stato grave il pareggio di bilancio che ci ha imposto.

Maria Paola Volponi, nata a Porto San Giorgio, 62 anni, vive a Fermo dove nel 1989 è iniziata, la sua attività politica con l’elezione al Consiglio Comunale nelle liste del PCI. Nei primi anni 90 ha ricoperto la carica di Assessore ai Servizi Sociali nello stesso comune, rieletta nel 1993 al Consiglio Comunale nella lista del PDS, nel 1995 è stata candidata alle elezioni regionali. Da allora ha concentrato il suo impegno sull’attività sindacale fino a ricoprire ruoli nella segreteria nazionale del Sindacato Medici Italiani.
Innanzitutto sottolinea che ha accettato la candidatura per aver letto “Sinistra unita”, se non fosse stato un cantiere, un progetto costruito insieme, ma solo da qualcuno, non avrebbe avuto nessuna motivazione per accettare quest’impegno. Altra motivazione, di cui parla approfonditamente anche durante il dibattito, le viene dalle sue conoscenze nell’ambito della sanità. Dal 1984 è medico di famiglia convenzionato, e attualmente è vicesegretario della Regione Marche del Sindacato Medici Italiani, siede quindi in prima persona ai tavoli di trattativa e concertazione regionali, riuscendo così ad avere conoscenza diretta di tutte le gravi problematiche sanitarie del territorio per la cui risoluzione c’è moltissimo da lavorare. Questa è la sfera d’azione sulla quale vorrebbe poter incidere con il suo impegno, perché non si può più accettare che il pubblico venga lasciato morire e che si taglino servizi sanitari con la scusa dei costi per favorire i privati. Le liste d’attesa sono un esempio di questa logica, non sarebbero certo così lunghe se a qualcuno non convenisse sviare l’utenza dal pubblico al privato.

Infine si ribadisce che è spalancata la porta dell’interlocuzione con quanti condividono l’impostazione autonoma e critica di Altre Marche Sinistra Unita. L’obiettivo è quello della costruzione del più largo confronto, della più larga condivisione alla base della società marchigiana sugli obiettivi di cambiamento e di riforma. Si tratta di un work in progress in quanto, avendo deciso insieme di proseguire questa esperienza politica anche dopo le elezioni, si avranno molte altre occasioni di confronto.




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