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lunedì 29 giugno 2015

LA SOLITUDINE DELLA GRECIA di Giandiego Marigo






LA SOLITUDINE DELLA GRECIA
di Giandiego Marigo



Molti parlano della Grecia in questi giorni, com'è ovvio, a me non piace appecorarmi alle tendenze, ma in questo caso aderirò all'indirizzo generale, perché ritengo importante che Tsipras abbia tutto l'appoggio possibile.

Devo dire un paio di cose, però, mi pare il caso vista la realtà di quest'appoggio del tutto verbale ed ipotetico, che non vede grandi mobilitazioni e, soprattutto, non vede alcun Popolo d'Europa, prendersi carico del destino di una parte di sé e quindi, indirettamente ma inesorabilmente, del proprio stesso futuro.

Tutto resta verboso, sospeso, molto chiacchierato, ma l'unico a subire il vero impatto, a resistere, a combattere resta il popolo greco.

L'assenza di una grande mobilitazione sulla Grecia dimostra l'inesistenza di un'Europa dei Popoli se non nelle dichiarazioni di principio di una netta ed esigua minoranza.
Manca una sinistra politica Europea realmente attiva e reattiva, se non nelle testimonianze, sicuramente manca un'alternativa Made i Italy, anzi, per somma vergogna e sberleffo molti Milanesi ammiratori e fans di Tsipras sceglieranno, nella città meneghina di affratellarsi elettoralmente alla vergogna europeista piddina pur di guadagnare una poltroncina qualsiasi, consumando così l'ultimo peana all'assoluta ipocrisia. Salvo poi ritenersi autorizzati a dar e far lezioni di grecità a destra ed a manca.
La Spagna dal canto suo non ha, per ora, la forza di “appoggiare” realmente la scelta greca, anche se dal punto di vista della mobilitazione può dare lezioni a chiunque.

Sicuramente Tsipras non potrà quindi contare sull'Italia con la sua alternativa radicale incerta, insicura, soggetta a mille ricatti ed alle levate quotidiane d'ingegno del leaderino di turno, che pur di garantirsi la sua personale “conservazione” è disposto a qualsiasi compromesso, lasciando alle parole il compito di pareggiare e riequilibrare l'apparenza.

Eppure nella sua assoluta solitudine la Grecia ci ammannisce una lezione assoluta di democrazia,nel più alto e nobile senso filosofico ed ellenistico del termine.

Nonostante un appoggio ed un gradimento nei sondaggi molto imponente Tsipras si rende conto di essere di fronte a scelte difficili che potrebbero compromettere l'avvenire del suo popolo. Cosciente del fatto che non possa bastare una maggioranza parlamentare per decidere questo si rivolge all'unico interlocutore democraticamente possibile e decide di dare proprio a questo popolo voce e sovranità, nel più puro ed alto senso della democrazia.
Dà facoltà a chi dovrebbe subirli di decidere se voglia accettarne il peso di sacrifici (per altro abbastanza arbitrari) che caratterizzeranno il futuro di molte generazioni.

La risposta dell'Europa Matrigna è scomposta, dittatoriale, violenta e prevaricatoria. Affidata ad un manipolo di non eletti, che ormai detengono il potere per superiore e divina ispirazione, non certo per realizzazione d'una democratica vicenda. E' un grandissimo merito, che va riconosciuto a Tsipras ed a Syriza d'aver scoperto le carte di Un'Unione farlocca affidata a trattati intrattabili ed unidirezionali. Chi nell'area socialista vera, ancora ci credeva oggi è sommerso dalla vergogna. Chi oggi permane nel fronte europeista, così com'è oggi organizzato, lo fa a proprio discredito ed imperitura macchia.
Tutto anche un colpo di stato, anche il taglieggiamento ed il ricatto,m anche l'assedio per fame, purchè non si ricorra al popolo, entità terrorizzante e malefica nella loro visione elitaria e folle.

Eppure, pur con questioni di cotale e cotanta importanza in ballo ed esposte sul tavolo, il silenzio di un grigio e disperato, ipnotico consenso avvolge l'Europa e l'Italia in particolare. Un vergognoso silenzio, punteggiato qual e là dallo strenuo impegno di pochi, eroici, sparuti difensori della partecipazione e della solidarietà.

Al colmo dell'ironia a Milano membri della Brigata Kalimera, pasteggiano e si apprestano a condividere il destino politico degli artefici del “disegno europeista” i burattinai di EXPOi buffoni del socialismo e del democraticismo guerrafondaio europeo, all'insegna del senso pratico e del Mostro Pragma.

Diventa difficile, per molti, come me comprendere il senso e la direzione ed allora l'appoggio al popolo greco rimane l'unica opzione, pensando al nostro futuro in assenza di voce e rappresentanza, senza nemmeno un Podemos o una Syriza a salvarci quel poco di pelle che ci rimarrà da salvare. Pensando ad un paese dove le migliori idee finiscono in solenni e grandiose puttane, pronte a vendersi al migliore offerente.

Un paese dove l'opposizione è affidata ad un guitto, che si occupa solamente degli stipendi della servitù e non mette il suo sensibile naso negli affari di coloro che la manovrano. Che riempie l'aria di parole e rimbrotti, molto raramente seguiti dai fatti, che non disdegna però di sedersi al tavolo dei potenti dei Re e dei Papi, appena questo sia possibile e che echeggia la nenia dell'invasione migrante, come il peggiore dei salviniani leghisti. Povera ItaliaPovera Europa...Poveri noi! Piangeremo, come al solito, quando sarà troppo tardi per qualsivoglia salvezza.




La vignetta è del Maestro Mauro Biani



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