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i Quaderni di Bandiera Rossa "La Storia è finita" di Norberto Fragiacomo
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mercoledì 13 marzo 2013

SOCIALISMO E COMUNISMO: DICOTOMIA O ENDIADI? di Norberto Fragiacomo





SOCIALISMO E COMUNISMO: DICOTOMIA O ENDIADI?
di
Norberto Fragiacomo


Parto da un ricordo personale, ormai sbiadito, per introdurre una questione che interessa a una minoranza di connazionali: quella del rapporto (conflittuale, a giudicare da certi scambi di “gentilezze” sui social network) tra socialismo e comunismo. Metà anni ’80: seduto a un banchetto di scuola media, sono alle prese con un tema in classe di italiano. Non rammento il titolo; ma ad un certo punto, nell’aula che guardava ai platani di viale XX Settembre, mi trovai a tratteggiare i lineamenti della società ideale. Parlai di egualitarismo, giusta suddivisione dei beni, meriti da premiare non tanto con il soldo, quanto con maggiori responsabilità – e verso la fine del componimento mi chiesi, provocatoriamente: “è comunismo, questo?” “Niente affatto”, scrissi, rispondendo a me stesso, “questo è Socialismo” (con la maiuscola, credo, ma è roba di quasi trent’anni fa, magari l’autocitazione è imprecisa).

martedì 12 marzo 2013

DALTON TRUMBO: UN COMUNISTA AD HOLLYWOOD di Stefano Santarelli





DALTON TRUMBO: UN COMUNISTA AD HOLLYWOOD
di Stefano Santarelli

La prima guerra mondiale cominciò come una festa d’estate, tutte gonne al vento e spalline dorate.
Milioni e milioni di persone sventolavano i fazzoletti dal marciapiede mentre le piumate altezze imperiali, le serenità, i feldmarescialli e altri idioti del genere sfilavano per le strade delle principali città d’Europa alla testa dei loro scintillanti battaglioni.
Era un momento generoso, il momento delle vanterie, delle bande, delle poesie, delle canzoni, delle innocenti preghiere. L’agosto palpitava e ansimava per le notti prenunziali dei giovani nobili ufficiali e delle ragazze che avrebbero lasciato per sempre dietro di sé. Un reggimento delle Highlands alla sua prima battaglia marciò fin sulla cima della collina al seguito di quaranta suonatori di piva in gonnella che trombettavano a più non posso … contro le mitragliatrici.
Nove milioni di cadaveri si contarono alla fine quando le bande si zittirono e le serenità cominciarono a scappare, mentre il lamento delle cornamuse non sarebbe stato più lo stesso. Fu una guerra romantica, l’ultima del suo genere; e probabilmente l’ultimo romanzo americano sull’argomento fu proprio questo, E Johnny prese il fucile, prima che avesse inizio quella storia totalmente diversa che si chiama seconda guerra mondiale.”

lunedì 11 marzo 2013

Para el recuerdo..


Ancora sulla Super Polizia Europea di cui nessuno sa niente !

INTERVISTA A IGOR PRIBAC a cura di Norberto Fragiacomo





IGOR PRIBAC: “LE ISTANZE DEGLI INSORTI SLOVENI SOMIGLIANO A QUELLE DEL MOVIMENTO DI GRILLO”
Nostra intervista al noto intellettuale sloveno che, venerdì 22 marzo, sarà a Trieste per spiegare alla cittadinanza cosa sta succedendo nella vicina Repubblica (la conferenza si terrà nella sala al pianterreno della Scuola interpreti e traduttori di via Filzi 14, a partire dalle ore 16:30)
di
Norberto Fragiacomo


Igor Pribac, nato a Koper/Capodistria nel ’58, si è laureato in filosofia e sociologia all’Università di Lubiana, dove attualmente insegna. Apprezzato studioso di Hobbes e Spinoza, ha pubblicato numerosi saggi, interessandosi, tra l’altro, ai temi del diritto naturale e del ruolo della televisione nel mondo contemporaneo; si è segnalato anche come traduttore di testi filosofici dall’italiano e dall’inglese. In Slovenia (ma pure all’estero) il professor Pribac è ben conosciuto, oltre che per l’attività scientifica, per l’impegno civile e politico; progressista convinto, ha sostenuto la sfortunata candidatura di Danilo Türk, Capo di Stato uscente, alle elezioni presidenziali dell’autunno 2012.
Fin qui la scheda biografica, ridotta veramente all’osso; merita aggiungere che Igor Pribac è persona disponibile e alla mano, che si esprime in un italiano perfetto. Malgrado l’uso, nell’intervista, del “Lei” di prammatica, nelle nostre conversazioni siamo presto passati al “tu”, su sua proposta. A Trieste è di casa, così come nel natio litorale (i genitori vivono a Koper) - particolare curioso: sembra che apprezzi molto la verdura in vendita nei nostri negozi, “migliore di quella che si trova a Lubiana”.
Di seguito l’intervista, un gustoso antipasto di quello che il professor Pribac ci dirà venerdì 22 marzo, quando sarà ospite del Comitato No Debito di Trieste nella sala della Scuola interpreti e traduttori di via Filzi 14, l’ex Narodni dom progettato da Max Fabiani.

domenica 10 marzo 2013

A 65 anni dalla morte di Placido Rizzotto: Viva il Socialismo !

Ecco la Grecia !

Il collasso della sua teologia: principale ragione delle dimissioni di Benedetto XVI?



di Leonardo Boff        


È sempre rischioso scegliere un teologo per fare il Papa. Lui potrebbe trasformare la sua teologia personale in teologia universale della chiesa e imporla a tutto il mondo. Sospetto che questo sia il caso di Benedetto XVI, prima come Cardinale, nominato Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede (ex-l'inquisizione) e infine Papa. Un simile procedimento non è legittimo e si trasforma in fonte di condanne ingiuste. Effettivamente ha condannato più di 100 teologi   e  teologhe, perché non si inquadravano nella sua lettura teologica della Chiesa e del mondo. Tra le ragioni della sua rinunzia, il Papa allega «diminuzione di vigore del corpo e dello spirito» della “sua incapacità" di affrontare le questioni che rendevano difficile l'esercizio della Sua missione.

IL MAGGIOR PATRIMONIO DEL BRASILE: IL SUO POPOLO di Leonardo Boff




IL MAGGIOR PATRIMONIO DEL BRASILE: IL SUO POPOLO
di Leonardo Boff
Teologo /Filosofo

La nostra storia patria è marcata da un’eredità di esclusione che ha strutturato le nostre matrici sociali. Si è creato qui un software sociale caratterizzato dal più recente analista della nostra formazione storica, Luiz Gonzaga de Souza Lima, come uno Stato economico internazionalizzato, in una parola, la Grande Impresa Brasile, produttrice di beni per le grandi potenze coloniali e oggi globali, (La rifondazione del Brasile, 2011). Un simile fatto ha influito poderosamente sull’invenzione di una nazione sovrana. A guardar bene, siamo vittime di quattro invasioni successive che hanno reso non viabile, fino a poco tempo fa, un progetto nazionale autonomo, aperto alle dimensioni del mondo.

venerdì 8 marzo 2013

Cosa sta succedendo in Europa ? Una Super Polizia...

GLI ITALIANI NON VOTANO MAI A CASO? di Norberto Fragiacomo





GLI ITALIANI NON VOTANO MAI A CASO?
di
Norberto Fragiacomo


Un fantasma si aggira per la rete, e sa pure scrivere (anche se non firma gli articoli).
L’ho intravisto, all’indomani delle elezioni, sul blog per antonomasia – quello di Beppe Grillo triumphator – e, al principio, l’ho scambiato per Massimo Fini, ospite, in video, della stessa pagina; invece no, si trattava presumibilmente del titolare (o del suo alter ego) che distillava verità a cinque stelle ad uso e consumo di masse stordite dall’ebbrezza della vittoria.


giovedì 7 marzo 2013

QUANDO IL GIOCO SI FA DURO... di Carlo Felici





QUANDO IL GIOCO SI FA DURO...
di Carlo Felici


Il Partito Socialista Italiano è il più antico partito di massa e democratico dell'Italia, la sua storia è intrecciata con il progresso civile, politico, economico e sociale di questo Paese.
Non sta a me percorrere le più importanti tappe di questo lunghissimo percorso che ha appena superato i 120 anni di vita.
Io sono tra quelli che, dopo che questa illustre storia è sparita per la prima volta dal Parlamento, con le scorse elezioni politiche, ha disperatamente cercato di riportarcela, assieme a quella della migliore sinistra italiana che potesse esistere oggi. Tra l'altro, io ho sempre affermato che la parola “sinistra” dovrebbe sparire, ed essere sostituita come accade da sempre in tutto quel mondo che, dal Sudamerica all'Europa ed anche oltre, lotta per la libertà e per la giustizia sociale, con il ben più significativo termine di “Socialismo”.

Grecia : stop alla tortura!

8 MARZO - ANTONELLA MARAZZI PARLERÀ SU ROSA LUXEMBURG: RIVOLUZIONARIA, DONNA, FEMMINISTA


8 MARZO - ANTONELLA MARAZZI PARLERÀ SU ROSA LUXEMBURG: RIVOLUZIONARIA, DONNA, FEMMINISTA





"... io spero di morire sulla breccia: in una battaglia di strada o in carcere. Ma nella parte più intima appartengo più alle cinciallegre che ai compagni."

8 marzo 2013    

Care amiche…
Per questo 8 marzo vogliamo riportare fra noi la figura di una donna straordinaria,  una donna – appunto – e una politica e una femminista, perché vogliamo volare alto, perché abbiamo bisogno, in questo presente 
(se non ora, quando?), di bellezza e di intelligenza, di una 
memoria femminile alta, di valori nostri.

Ci vediamo venerdì 8 marzo a IL PANE E LE ROSE,
Via Lorenzo Ghiberti 19 - Roma, alle ore 16,30
per un incontro con Antonella Marazzi, che ci parlerà di

Rosa Luxemburg:
rivoluzionaria, donna, femminista 

“ … Nel  mio intimo mi sento molto più a casa mia in un pezzetto di giardino come qui, oppure in un campo tra i calabroni e l’erba, che non … a un congresso di partito. Nonostante tutto io spero di morire sulla breccia: in una battaglia di strada o in carcere. Ma nella parte più intima appartengo più alle cinciallegre che ai compagni”.

“ … Rimango dell’idea che il carattere di una donna si misuri non quando un amore comincia, ma quando finisce...”.

Chi era questa donna che aveva attraversato come una meteora l’orizzonte politico della Seconda Internazionale per finire assassinata dalla controrivoluzione tedesca, dopo aver polemizzato con alcune delle più acute intelligenze rivoluzionarie della sua epoca?

Parliamone insieme, casomai sorseggiando un buon tè!

Buon 8 marzo!

Il Portogallo in rivolta contro l'austerità

mercoledì 6 marzo 2013

Chávez e la rivoluzione incompiuta




di Carlo Felici



La morte del Comandante Chávez lascia molti di noi affranti e pieni di cordoglio, perché con lui se ne va un tenace combattente per il Socialismo, per l'autonomia e per l'emancipazione sociale e civile dei popoli sudamericani, e non solo, ma anche di tutto il mondo.
Sarebbe però un grosso errore, in questo momento cadere nella disperazione oppure nella fuga verso la beatificazione di tale personaggio che ha segnato la storia di uno dei grandi cambiamenti epocali nel mondo. 
Contrariamente a Che Guevara o a Allende, egli fu un militare di professione ed appartenne a quella tradizione rivoluzionaria legata all'esercito che non di rado è stata interconnessa ai processi rivoluzionari in Sudamerica. 

Hasta siempre, comandante!

ADDIO COMPAGNO COLONNELLO



di Lorenzo Mortara
Rsu Fiom Rete28Aprile


La notizia della tua morte mi ha lasciato impietrito. Lo so, era nell’aria, ma io, sempre sulle nuvole e un po’ fuori dal mondo come sono chissà perché mi ero illuso che un gigante come te non avrebbe mai potuto essere battuto dal cancro. Pensavo che una malattia così comune, per quanto brutta e terribile, non avrebbe mai potuto sconfiggere chi ha battuto e sconfitto in mille battaglie la nera bestiaccia dell’imperialismo americano. Naturalmente non era così e dove non c’è riuscito Bush jr, c’è riuscito questo canchero maledetto che t’ha sfidato non in campo aperto, dove avresti vinto senz’altro, ma nel profondo delle tue viscere, nell’unico posto dove non hai potuto combattere al meglio delle tue forze. 

È MORTO IL PIÙ GRANDE RIVOLUZIONARIO DEL XXI SECOLO



di Giuseppe Angiuli


Con la scomparsa di Hugo Chávez il mondo intero ha perso oggi, senza alcun dubbio, il primo grande rivoluzionario di questo secolo.
Non è possibile descrivere in poche righe la grandezza di quest’uomo ma è sicuro che di lui si continuerà a parlare ancora molto a lungo perché troppo grande è l’esempio che Chávez ha lasciato agli uomini e alle donne di tutto il pianeta, in particolare a quegli uomini e a quelle donne convinti che questo mondo in cui ci è toccato vivere non sia in fondo il migliore dei mondi possibile.

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