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i Quaderni di Bandiera Rossa "La Guerra Dimenticata: Il Carnaio del Mondo Musulmano" di Riccardo Achilli
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mercoledì 21 settembre 2011

LA LOTTA DI CLASSE NEGLI STATI UNITI DAL CROLLO DEL 2008 di L. Goldner


di Loren Goldner

dal sito PonSinMor

Lo sfondo

Per comprendere la lotta di classe negli Stati Uniti dall’implosione finanziaria del 2007-2008, dobbiamo considerare brevemente la storia dei quattro decenni precedenti, a partire dalla conclusione dell’insorgenza negli scioperi a gatto selvaggio della fine degli anni ‘60/inizi anni ‘70. La storia della classe operaia americana da circa il 1973 (come è ben noto), è stata un’ondata quasi ininterrotta di sconfitte e arretramenti. Ciò è stato descritto come «una guerra di classe in cui soltanto un lato era in lotta». I salari reali erano caduti in quei decenni di una stima tradizionale del 15% e, a partire dal 1960, la famiglia monoreddito del colletto blu cominciò a sparire. Oggi, in una famiglia tipica della classe operaia, sono necessari due-tre salari ed almeno uno è richiesto per coprire da solo i costi della casa (in genere il 50% del reddito familiare). La settimana lavorativa media è aumentata almeno del 10% per quei lavori che impegnano a tempo pieno; in realtà, la forza lavoro assomiglia sempre più alla «società della clessidra» con gli «strati professionali» che lavorano 70 ore a settimana e una maggioranza della popolazione precarizzata nel lavoro irregolare part-time. Il 10% in cima alla popolazione ha denunciato approssimativamente il 70% di tutti gli aumenti nel reddito durante lo stesso periodo. Gran parte del vecchio nord-est industriale (anche questo è ben noto) si è trasformata nel «contenitore della ruggine», con bassi salari, in disfacimento e con lavori «di servizio» (esempio la Wal-mart) al posto dei lavori del vecchio colletto blu abbastanza pagati e relativamente sicuri. Gli Stati Uniti competono col Sud Corea nell’avere i posti di lavoro più pericolosi nel mondo capitalista «avanzato», con 14 operai al giorno uccisi sul lavoro. Il 2% della popolazione (sette milioni di persone)(1), in gran parte neri e latini, è in attesa di processo, in prigione o in libertà vigilata, in gran parte come esito della «lotta alla droga». Con le centinaia di migliaia di persone che perdono le case e gli appartamenti in conseguenza della perdita del loro lavoro, i senza tetto sono aumentati vertiginosamente, intensificando la «guerra ai poveri» nella persecuzione della polizia, che ammassa come bestie la gente in rifugi fetidi che sono poco più che prigioni, e con la criminalizzazione delle persone per strada.
Questa è, dunque, una fotografia istantanea della realtà sociale nel «paese più ricco nel mondo».

Declino dell’attività di sciopero

Di fronte a questa offensiva capitalista dagli anni ‘70, lo sciopero classico, per non parlare dello sciopero a sorpresa, è tramontato fin quasi a sparire. Negli anni ‘70, il 20% degli operai americani era stato interessato ogni anno negli scioperi o nei blocchi e soltanto lo 0.05% nel 2009. I vecchi sindacati industriali si sono indeboliti seriamente a causa della de-industrializzazione; oggi sono caduti dal 35% della forza lavoro nel 1955 all’attuale 12% e la maggior parte di quelli rimanenti è nei sindacati del settore pubblico.(2) (Per non essere frainteso: la maggior parte dei sindacati principali, fino al 1973, combatteva l'insurrezione selvaggia della truppa, non i capitalisti. Tuttavia, la loro perdita di iscritti riflette in parte la loro incapacità persino di continuare il «sindacalismo degli affari» in voga negli anni ‘70.) Quegli operai che mantengono il posto normale con stipendi decenti e indennità, quando scioperano, sono rimasti quasi senza eccezione nell’ambito della legalità e strettamente definiti «unità di contrattazione» che assicura la sconfitta prima che la lotta cominci.

Innalzamento piramidale del debito del consumatore

La classe operaia americana e la «classe media» (un termine sovraccarico di ideologia, legato al «sogno americano» quasi estinto di un lavoro fisso, di una proprietà domestica e di una pensione rispettabile) hanno parzialmente compensato i salari effettivi in diminuzione dopo gli anni ‘70 con il debito crescente del consumatore. A cominciare dagli anni ‘90, questo è stato completato dalla bolla immobiliare, propagata dal mito mediatico che «i prezzi degli alloggi non scendono mai» ed alimentato dalla bolla dei «sub-prime» degli anni 2000, quando virtualmente chiunque avrebbe potuto ottenere un mutuo ipotecario e comprare una casa, o ottenere un secondo mutuo ipotecario ed usare questi «beni» immaginari come base per ulteriore credito. Una gran parte del «recupero» dal crollo del 2000-2003 della bolla del dot.com era collegata con la costruzione di alloggi e con le industrie che vi erano incluse, come gli elettrodomestici e l’arredamento. Questo ammucchiarsi del debito per il consumo da parte dei lavoratori, sia dei colletti blu che dei colletti bianchi, marciava in parallelo all'aumento senza precedenti del debito dello Stato (federale, statale e comunale) e al debito estero degli Stati Uniti (in dollari netti totali tenuti all'estero, meno i beni degli Stati Uniti all'estero) di almeno 10 trilioni di $.
Così l'eruzione effettiva della crisi con la rottura della bolla immobiliare del 2007, seguita dagli spasmi indotti nel 2008 nel settore bancario, era soltanto il culmine di un lungo processo di tempo di acquisto con innalzamento piramidale del debito fin dagli anni ‘70, riflesso di una crisi di fondo del profitto (e in definitiva del valore nel senso di Marx) nell'economia «reale». Ma questa, per lo scopo di questo articolo, è un'altra storia.

La dinamica politica

Nel clima sociale generale non va trascurato il peso dell'elezione del novembre 2008 di Barack Obama (scelto con tutta probabilità dallo scoppio della crisi a ottobre, nelle settimane precedenti). Come nel 1929-1934, la grande maggioranza della popolazione degli Stati Uniti reagì all’inizio del crollo con stupito silenzio. Obama, denunciato dalla «destra» (il Partito Repubblicano e, nei due anni precedenti, la fazione di destra radicale del partito Thea Party (3) dei Repubblicani) come «socialista» (per non accennare all’accusa di essere un «musulmano» e perfino un «marxista»), di fatto ha effettuato le politiche per la destra del suo predecessore George W. Bush in quasi ogni zona. Ma la risposta a tali politiche è stata smorzata perché la sua base liberal (nel senso americano del termine) ha determinato al suo governo ogni beneficio del dubbio. Obama ha intensificato la «guerra contro il terrorismo», che sempre più è un’estensione all'opposizione domestica;(4) ha intensificato il coinvolgimento degli Stati Uniti nelle sue guerre in perdita in Medio Oriente (Irak, Afghanistan) e nei bombardamenti coi droni in Pakistan. Il suo «team economico» include ben noti killers professionisti quali Lawrence Summers (il quale, in qualità di sottosegretario del Ministero del Tesoro, aveva supervisionato la repressione del Sud Corea nella crisi asiatica del 1997-98), Paul Volcker (il quale, come capo della Federal Reserve Bank, aveva gestito la profonda recessione del 1979-1982) e Tim Geithner (ex capo della Federal Reserve Bank di New York). Questa squadra ha architettato enormi salvataggi di banche collassate e di istituti immobiliari, garantendo trilioni di dollari a prestiti difettosi al 100%, ma facendo poco o niente per i colletti blu e bianchi, per non dire della sempre crescente popolazione marginale e senza casa. La «riforma» sanitaria orwelliana di Obama (denunciata persino come «socialista») è stata virtualmente scritta dalle grandi aziende di assicurazione sanitaria private, che dominano il retrogrado sistema sanitario degli Stati Uniti.(5) Nel dicembre 2010, Obama ha esteso le indennità di disoccupazione in un «accordo» con il Congresso che, in più, ha esteso le riduzioni di imposta di Bush per i ricchi, che erano costate al governo federale 200 miliardi di $ all’anno in reddito perso ogni anno dal 2001, mentre le guerre nell’Iraq e nell’Afghanistan sono costate 1.5 trilioni di $, se non più. La sua amministrazione ha sovrainteso a più respingimenti di immigranti illegali che durante tutti gli anni di Bush, che sono a carico più pesantemente sulla popolazione marginale latinoame-ricana entrata nel Paese durante il boom immobiliare pre-2007 per lavorare nell’edilizia e che hanno perso quei lavori quando il boom è crollato. Nella farsa di Washington del Giugno-Luglio sul deficit federale degli Stati Uniti, la minoranza di destra radicale (Thea Party), con enorme influenza sulla Camera bassa del Congresso, ha fornito a Obama la copertura per spostarsi persino più a destra, preparandosi per i grandi tagli nelle «concessioni» - un altro termine sovraccarico ideologicamente che si riferisce all’assistenza medica per i poveri e gli anziani e al sistema di sicurezza sociale per i pensionati. Tutti questi sviluppi illustrano il ruolo storico delpartito Democratico, cioè quello di mettere in atto politiche che susciterebbero seria opposizione se effettuate dai Repubblicani.
Il sistema politico americano è stato descritto come consistente in un partito della destra e in un partito lontano della destra; almeno dagli anni 1880, i due partiti dominanti sono stati impegnati in una prassi «buon poliziotto/cattivo poliziotto». Il 50% più povero della popolazione non vota e la politica ufficiale si è abbassata in un gioco d’ombra che alimenta una passività e un cinismo generali. Questo è uno dei contesti che spiegano i fenomeni strani come l’attuale Thea Party; quando le persone si mobilitano, i populismi di destra e (oggi meno in evidenza) di sinistra (la rivolta della «piccola gente») sono le prime valvole di sicurezza del sistema.
Nel novembre 2010, la collera populista
(6) della destra contro le misure «socialiste» di Obama (il salvataggio delle banche, la «riforma» dell’assistenza sanitaria, gli annacquati e principalmente simbolici tentativi di regolamentazione del governo delle finanze) ha portato massicci avanzamenti repubblicani in entrambe le camere del Congresso degli Stati Uniti, eliminando una maggioranza Democratica nella Camera (bassa) dei rappresentanti e quasi occupando il Senato. Molta della base di Obama del 2008, delusa (o disgustata) con la sua regola praticamente aperta negli interessi del grande capitale, non si mosse semplicemente di casa. (né si dovrebbe trascurare la collera populista della destra, raramente espressa in modo aperto, verso la pelle nera di Obama)

La «recessione» e la tenue resistenza

Dalla caduta del 2008, il tasso di disoccupazione ufficiale negli Stati Uniti ha raggiunto il 9.1% ma con ogni probabilità è più vicino a 15%, con cifre continuamente «rivedute», che includono chiunque lavori un’ora in un mese come «impiegato» ed escludono milioni di persone che hanno smesso completamente di cercare lavoro. Centinaia di migliaia di persone hanno perso le case dopo la perdita del lavoro, particolarmente nelle zone precedenti del «boom» come Central Valley della California, Las Vegas, o Florida; altri milioni sono sottoposti a ipoteche cosiddette «sott’acqua» (superiori al valore reale delle loro case). Qui sono anni che le case vuote sono sbarrate e i prezzi degli immobili continuano a cadere. (Al momento in cui scrivo queste cose – primi di agosto 2011 – i mercati azionari mondiali sono in caduta libera, il che può invecchiare queste cifre di giorno in giorno).
Un fenomeno impressionante, collegato al crollo degli alloggi, è la quasi assenza di resistenza collettiva ai sequestri ipotecari
(7) e agli sfratti (8). Questo è un contrasto importante all’inizio degli anni ‘30, quando a New York City (per esempio) migliaia di persone si radunarono per proteggere i vicini minacciati di sfratto (9), o nelle zone rurali dove i coltivatori (spesso armati) hanno tentato di proteggere la terra dell'azienda agricola dal sequestro da parte delle banche. Un compagno in una delle città economicamente più devastate (Baltimora, Maryland), che ha rivaleggiato con Detroit nel declino dagli anni ‘70, riferisce che la grande maggioranza delle persone oggetto di sequestro ipotecario o sfrattate laggiù semplicemente «si vergogna» della propria situazione, la tiene nascosta ai vicini e se la squaglia tranquillamente nella notte.

Attacchi all’assistenza sanitaria e alle pensioni

Dal 2007-2008, la lotta di classe aperta si è spostata in misura rilevante dal posto di lavoro allo scontro con lo Stato in bancarotta, ad ogni livello (federale, statale e comunale). Ma questo spostamento è stato preparato dalla sconfitta ancora precedente degli operai praticamente in ogni settore industriale dei colletti blu, con in testa gli operai dell’auto. Gli operai del settore pubblico e dei servizi annessi, dopo decenni di propaganda sulla superiorità della privatizzazione, potrebbero essere demonizzati come privilegiati, parassiti super pagati perché erano gli ultimi operai che traggono ancora vantaggio da lavori e privilegi relativamente sicuri.
Una dimensione quasi onnipresente di questo scontro è sui costi della sanità, dato il retrogrado «sistema» privato americano di assistenza sanitaria. Anche prima dell’esplosione generale della crisi, molti degli scioperi che si determinavano erano incentrati sulla sanità
(10) (Per molte persone, specie quelle con famiglia, il programma sanitario privato collegato all’occupazione è altrettanto importante, a volte più importante, che lo stipendio in se). Man mano che la crisi erodeva notevolmente le imposte sul reddito, degli Stati e delle città, sempre più questi non potevano pagare la sanità e le pensioni per gli impiegati pubblici. Ad ogni livello, politici, demagoghi e think tanks lamentano che «i costi dell’assistenza sanitaria salgono vertiginosamente», ma non dicono una sola parola seria sulle sue cause vere, che risiedono nel controllo dell’assistenza sanitaria da parte delle compagnie di assicurazioni private e nei prezzi gonfiati fatti pagare dalle grandi aziende farmaceutiche. (Alcuni mesi fa, un uomo della Florida ha tentato una rapina in banca, per farsi arrestare, così da potere infine ricevere l’assistenza sanitaria in prigione). La tendenza a lungo termine, ancora una volta promossa da quasi tutti i politici ufficiali, verso l’abbassamento delle tasse ad un tetto massimo del 10% o sull’1% della popolazione, ha inoltre mandato in bancarotta molti Stati e città.
La crisi della sanità procede insieme con la crisi delle pensioni, sia nel settore privato che pubblico. A partire dagli anni ‘90, i datori di lavoro si sono spostati sempre più dal pagamento integrale delle pensioni di «indennità definita» al pagamento nell’ambito del «K 40l» dove il datore di lavoro e il lavoratore pagano entrambi in un fondo che viene poi collocato … nel mercato azionario, naturalmente con tariffe per la mediazione dei titoli. Gli studi hanno dimostrato che i pensionati congedati col K 40l sono pagati solo col 10-33% di quello che era pagato con le precedenti pensioni dell’indennità definita (che ha riguardato soltanto un terzo della forza lavoro al suo picco). Questa tendenza, unita agli attacchi congressuali che si aggiungono all’assistenza sanitaria statale ed alla previdenza sociale, indica il rapido impoverimento degli anziani. La crisi intacca i bilanci dello Stato e degli enti locali, lasciandoli incapaci di pagare le pensioni degli impiegati pubblici che vanno in quiescenza. (Nel novembre 2009, per esempio, gli operai del transito a Philadelphia scioperarono per sei giorni per ottenere l’aumento dell’indennità pensionabile).

L'ultima «fortezza operaia» industriale: il crollo della United Auto Workers

Una vittoria chiave nel lungo attacco decennale alla classe operaia degli Stati Uniti – in un certo senso la conclusione di un’epoca – fu l’accettazione nel 2007 di un contratto di secondo livello dei «Big Three» costruttori di auto (GM, Ford, Chrysler) da parte della United Auto Workers (UAW), un contratto affrettato mediante approvazione, nonostante la vasta opposizione da parte degli operai della base. Da allora in poi, le nuove assunzioni dei Big Three partirono a 14 $ l’ora, rispetto a 27 $ l’ora per gli operai più anziani. Il contratto della UAW dalla seconda guerra mondiale era stato un accordo «pilota» per molti altri settori industriali e durante i tre anni successivi il numero dei contratti sindacali di secondo livello negli Stati Uniti è aumentato da 2% al 12%.
Nel 2009, nel bel mezzo del collasso finanziario, sia GM che Chrysler dichiararono il fallimento e furono prese sotto tutela dal governo degli Stati Uniti. Il fallimento era soltanto una strategia per ristrutturare i loro impegni debitori, in primo luogo di tutti gli operai dell’auto pensionati. Quando nelle settimane seguenti le due aziende emersero dal fallimento, il UAW diventava un azionista principale in entrambi i gruppi. Con le procedure di fallimento, le aziende si erano liberate di 50 miliardi di $ dovuti al fondo di sanità per gli operai pensionati. Un nuovo fondo, denominato VEBA (Associazione Volontaria dei Dipendenti Beneficiari), sarà amministrato dal UAW e sarà basato esclusivamente sul valore di mercato dei titoli della Chrysler e della GM. Un crollo dei titoli, o un altro fallimento dell’una o dell’altra azienda, lascerà due milioni di pensionati del UAW ed i loro dipendenti senza assistenza sanitaria e le loro pensioni sarebbero tagliate o assunte dal governo degli Stati Uniti ad un certo sconto.

Attacchi agli impiegati pubblici: Wisconsin

Dopo aver battuto il sindacato che era stato il modello per gli accordi salariali nell’industria degli Stati Uniti per sessanta anni (l’occupazione complessiva negli impianti statunitensi delle «Big Three» stava diminuendo da decenni anche se le ditte straniere di automobili avevano investito molto in impianti non sindacali nel Sud), il capitale ha intensificato la sua offensiva nel 2011 attaccando gli impiegati pubblici e i servizi pubblici, fatto che è meglio illustrato nello Stato del Wisconsin ma con analoghi sviluppi in Ohio, Indiana, Illinois, California, Connecticut, New Jersey, New York (Stato) e New York City. Nel Wisconsin, un governatore repubblicano neo-eletto, Scott Walker, ha tentato di abolire la contrattazione collettiva, in testa alla, fino ad ora, più grande (e più sostenuta) mobilitazione della classe operaia post-2008.
Nelle elezioni del novembre 2010, Scott Walker e il Partito Repubblicano hanno assunto la direzione del governo statale del Wisconsin nella frana generale dei Repubblicani. (Successivamente è emerso che Walker aveva avuto stretti legami coi fratelli del miliardario di estrema destra Koch, che vedevano chiaramente il Wisconsin come un esperimento per una strategia e tattiche da usare altrove). Una volta al potere, hanno attuato importanti riduzioni di imposte ai ricchi ed alle società, e così hanno annunciato un deficit del bilancio pubblico, fatto molto peggio rispetto a quelle riduzioni. Walker ha proposto una legislazione per massicci tagli nei Servizi Sociali, permettendo al governo statale di privatizzare a capriccio, ed abolendo i diritti di contrattazione collettiva per gli impiegati pubblici.
(11) La risposta immediata fu una serie di scioperi selvaggi dalle scuole intorno allo Stato e un «sick-in » da parte degli insegnanti che equivalse a uno sciopero a sorpresa. Il palazzo del Campidoglio dello Stato a Madison fu occupato per settimane da migliaia di persone e manifestazioni di massa furono messe in atto ogni fine settimana fino al 12 marzo, quando 125.000 operai si ammassarono per un raduno. (Cartelli e slogan del movimento evocavano esplicitamente l’occupazione di piazza Tahrir al Cairo, ma diversamente dall’Egitto, il movimento nel Wisconsin non riuscì a rovesciare Walker). Il problema fondamentale emerso nel movimento del Wisconsin è stata la capacità del partito democratico e dei sindacati di controllarlo e di disinnescare un certo sentimento reale per uno sciopero generale in tutto lo Stato. Questo modello è stato ripetuto diverse volte in altri Stati, anche se da nessuna parte la resistenza contrapposta a simili tagli raggiunge la profondità di quanto è accaduto nel Wisconsin. I Democratici e i sindacati si sono collegati molto strettamente perché questi ultimi sono i principali sottoscrittori ai fondi della campagna del partito, i quali provengono dai fondi dei membri del sindacato. Così in California, nello Stato di New York, nel Minnesota e nel Connecticut, i governatori democratici, eletti con il forte contributo finanziario del sindacato, hanno spinto per tagli agli impiegati pubblici simili a quelli di Walker, ma hanno conservato le apparenze della contrattazione collettiva. In altri Stati controllati dai Repubblicani, i risultati sono stati misti e i governi in alcuni casi hanno fatto marcia indietro rispetto allo scontro aperto sotto l’effetto dello scontro del Wisconsin.
Nel Wisconsin in se, dopo che la mobilitazione di massa ha raggiunto il massimo nella manifestazione, i Democratici e i sindacati hanno spinto il movimento nei canali elettorali, tentando di destituire i vari politici repubblicani e di eleggere i Democratici, oscurando interamente il fatto che i Democratici, che avevano perso il potere nel novembre 2010, avevano già imposto una severa austerità e stavano pianificandone di più.
(12)
In breve, il controllo sociale sulla resistenza a questi attacchi, i Democratici e i sindacati, hanno fatto bene il loro lavoro in tutto il paese.(13)

Lotte minori e sconfitte

Anche le lotte minori negli Stati Uniti si sono concluse nella sconfitta parziale o totale. Nel novembre 2008, gli operai alla fabbrica Republic Doors and Windows a Chicago cominciarono a notare che il macchinario spariva dalla fabbrica durante la notte, segno evidente di una chiusura imminente. Il 2 dicembre 2008, l’amministrazione dell’azienda annunciò che l’impianto sarebbe stato chiuso entro tre giorni. Il giorno di chiusura previsto, il 5 dicembre, i 240 operai, prevalentemente neri e latini, [membri dei Sindacati Operai Elettrici (UE) dalla reputazione un po’ più militante della maggior parte dei sindacati] occuparono la fabbrica, esigendo l’indennità di licenziamento e di assistenza malattie, e il 10 dicembre gli operai accettarono un pacchetto di dismissione che raggiungeva in media 7000 $ per operaio e due mesi di assistenza sanitaria. L’amministrazione incolpò la Banca d’America di taglio del credito, nonostante di recente avesse comprato una fabbrica non sindacale di finestre nel vicino Stato dello Iowa. Gli operai picchettarono la banca, e operai provenienti da altre fabbriche portarono cibo, coperte e sacchi a pelo durante l’occupazione.
Nonostante gli operai della Repubblica avessero di fatto vinto qualcosa, essi hanno perso i loro lavori, un piccolo fatto passato inosservato nel gran baccano degli ambienti di lavoro «progressisti» e di sinistra riguardo alla lotta.
Un’altra lotta, con un risultato ancora peggiore per gli operai, fu lo sciopero al biscottificio Stella d’Oro a New York City. Il 13 agosto 2008, 135 operai del Sindacato dei Panettieri marciavano per le trattative contrattuali. In origine un affare di famiglia, con molti operai che avevano decenni di anzianità di lavoro, la Stella d’Oro fu rilevata da un fondo a gestione alternativa (hedge fund)
che stava richiedendo un taglio del salario del 28%, un tetto al pagamento delle ore straordinarie per i sabati e un contributo dei dipendenti del 20% al programma di assistenza sanitaria. Il sindacato insistette su una strategia legalitaria, senza far niente per impedire ai crumiri di entrare in fabbrica, ai camionisti di scaricare la farina, o per allargare lo sciopero alle altre panetterie. Nel maggio 2009, gli operai ricevettero l’offerta di rientrare al lavoro senza un contratto e furono costretti a piegarsi. Il sindacato inoltre convinse gli operai a contare su una decisione favorevole da parte del National Labor Relations Board (NLRB) (Ufficio Nazionale per le Relazioni Industriali), l’organo governativo di «mediazione» degli Stati Uniti. Lo sciopero continuò fino alla fine di giugno del 2009, quando l'Ufficio Nazionale per le Relazioni Industriali del governo (NLRB) decretò che il fondo a gestione alternativa era impegnato in «pratiche di lavori ingiusti» rifiutando di negoziare col sindacato. Ai primi di luglio, il giorno in cui gli operai della Stella d’Oro tornarono al lavoro, l’amministrazione annunciò che stava chiudendo la fabbrica, e continuò ad agire in tal senso.
A Boron, California, a fine gennaio 2010, 500 minatori che lavoravano per Rio Tinto (la terza tra le più grandi aziende di estrazione mineraria nel mondo) furono bloccati fuori dopo il rifiuto di un contratto che avrebbe eliminato le pensioni, ridotto i salari e introdotto la «flessibilità» del lavoro – giustificati con la «competizione globale».
A metà maggio, il Local 30 dell’ILWU (International Longshore Workers Union, il Sindacato Internazionale dei Lavoratori di Longshore) accettò un nuovo contratto, approvato dagli operai con una maggioranza di 3 a 1. Il nuovo contratto comportava un aumento di salario del 2.5% annuo; per i nuovi assunti, le pensioni pagate dall’azienda (come discusso sopra) saranno sostituite con progetti 401(k) finanziati per i dipendenti con un 4% di contributo dell’azienda. I giorni di malattia pagati sono stati ridotti da 14 a 10 all’anno.
L’ILWU, ancora una volta, aveva diretto lo sciopero su una base completamente localista e legalitaria. I crumiri e i dirigenti, protetti da un impiego di polizia su vasta scala, hanno lavorato durante lo sciopero malgrado gli sforzi dagli operai di Boron per bloccarli. Non è mai stato organizzato un sostegno diffuso nella zona e nella vicina Los Angeles. Il sindacato ha invece fatto appelli impotenti alle assemblee degli azionisti della Rio Tinto e tenuto riunioni patriottiche americane al consolato britannico.
Come nel caso della Repubblica, il sindacato e l’ambiente della sinistra «progressista» hanno cantato vittoria.
(Al momento in cui scrivo queste cose, 45.000 operai del telefono nel nordest degli Stati Uniti sono appena scesi in sciopero contro Verizon, organizzati nel CWA (Communication Workers of America, Operai della Comunicazione d'America) e nell’IBEW (International Brotherhood of Electrical Workers, Fratellanza Internazionale degli Operai Elettrici). Verizon vuole «adeguare» il contratto al taglio delle pensioni, al cambio delle regole di lavoro e spinge i dipendenti a pagare di più l’assistenza sanitaria, citando il declino costante nel servizio della linea terrestre e lo spostamento verso i telefoni cellulari e Internet).

Attacchi all’istruzione pubblica e mobilitazione degli studenti

L’istruzione è un’altra dimensione della riproduzione sociale in cui l’austerità dello Stato ha portato alla mobilitazione di massa. Possiamo mettere da parte per un momento la natura dell’istruzione ad ogni livello come una grande macchina fabbricatrice di attestati destinata a mantenere le distinzioni di classe e la gerarchia e a preparare le persone ad accettare il posto di lavoro e la disciplina sociale nei dieci milioni di lavori esistenti (come il settore FIRE - Finanze, Assicurazioni, Immobiliare) soltanto perché la società è capitalista. Una società comunista rivoluzionerà l’istruzione, e il «lavoro», in modo irriconoscibile. Sia come sia, al di sotto delle scuole d’élite (in prevalenza private) (a cui oggi si è ammessi al costo tipico di 40.000 $ l’anno), i «cinder block» statali e gli istituti superiori, nel periodo immediatamente successivo alla de-industrializzazione, rimangono per la gioventù della classe operaia il percorso principale per lavori sopra il livello dei Mc Donalds.
Nella California, dove l’istruzione pubblica, come alla fine degli anni ‘70, era quasi libera, l’insegnamento scolastico ad ogni livello (università, istituto universitario statale, istituto superiore) è aumentato di migliaia di dollari l’anno e la maggior parte degli studenti deve lavorare almeno a tempo parziale per rimanere a scuola, così come devono accumulare debiti per prestiti studenteschi che possono ammontare a 100.000 $ alla laurea. A causa dei tagli nelle scuole elementari e superiori, conseguenti in parte della «rivolta fiscale» populista della destra del 1978 e da allora, la qualità delle scuole pubbliche della California (elementari e superiori) è calata nel corso di parecchi decenni dal primo posto nel paese fin quasi all’ultimo, allo stesso livello del Mississippi e della Louisiana. Le scuole hanno a che fare con una dimensione sempre crescente delle lezioni, con materiali inadeguati (manuali, ecc.), con gli attacchi ai sindacati degli insegnanti e col finanziamento più basso per allievo negli Stati Uniti. Aggiunti ai tassi di incarcerazione in vertiginosa ascesa (fra i più alti negli Stati Uniti) è diventato famigerato negli anni ‘90 che lo Stato della California aveva più uomini di colore in prigione che in college. Sia l’amministrazione di Obama che di Bush hanno tentato di occuparsi di questa crisi a lungo termine imponendo un sempre crescente inquadramento del curriculum di studi, riducendo gli insegnanti addetti alla preparazione degli studenti ad ogni livello mediante prove di obbiettivi standardizzati. (Gli studenti americani si collocano notoriamente al fondo nelle prove comparative internazionali degli studenti di scuola superiore).
Così nell’autunno del 2009, gli studenti delle città universitarie di Berkeley e di Los Angeles dell’Università di California (UC) si mobilitarono contro ulteriori rincari dell’insegnamento e a Berkeley in migliaia si sono scontrati con la polizia. Fu un preludio ad una mobilitazione nazionale il 4 marzo 2010, in cui la California era ancora sul filo di lama. Questa volta il movimento si estese ben oltre il sistema, relativamente d’élite, dell’Università di California fino agli istituti universitari di Stato e alle scuole superiori, dove insegnanti e allievi sono usciti fuori. A Oakland, California, centinaia di studenti bloccarono un’importante superstrada per parecchie ore.
Le azioni della California furono le più grandi tra le mobilitazioni analoghe in più di 20 Stati il 4 marzo, nessuna delle quali riuscì a invertire i tagli.

Sciopero della fame nelle carceri della California

Tutte le tendenze della riproduzione sociale contratta: dalla disoccupazione di massa, ai sindacati pubblici di polizia, alle guardie carcerarie,(14) all’immagazzinamento della gioventù latina e nera nel sistema carcerario, sono giunti a un culmine con una rivolta in un importante carcere nella California nel luglio di quest’anno.(15)
Per anni, la California è stata all’«avanguardia» negli Stati Uniti nella costruzione del carcere «supermax» di massima sicurezza. Una delle più rinomate fra queste installazioni è nella Baia del Pellicano. Per le prime tre settimane di luglio, i detenuti isolati nelle celle di isolamento di calcestruzzo dell’«Unità Abitativa di Sicurezza» (SHU) alla Baia del Pellicano sono scesi in sciopero della fame, reclamando una fine del gruppo di punizione, dello «spionaggio»(16) imposto dalle autorità della prigione, programmi educativi, rapporto umano, chiamate a telefono settimanali, accesso alla luce solare e migliore alimentazione. Lo sciopero si è esteso a tredici carceri che in definitiva coinvolgevano 6.600 carcerati. I carcerati del SHU sono bloccati in celle senza finestre per 22 ore e ½ al giorno sotto luci fluorescenti permanenti.
Lo sciopero si concluse il 21 luglio quando le autorità del carcere acconsentirono di permettere agli internati del SHU di avere calendari murali, berretti di lana per il periodo invernale (le celle non sono riscaldate) e «riesaminare» l’imposizione dello spionaggio.
Le condizioni nelle carceri della California (con un sovraffollamento del 200% rispetto alla loro capienza) sono così scandalose che la reazionaria Corte Suprema degli Stati Uniti le ha giudicate come in violazione dell’emendamento costituzionale degli Stati Uniti contro la «punizione crudele e insolita».

Conclusione

Al momento in cui scrivo questa cose, i media ufficiali stanno sempre più parlando di una «recessione» a «doppio tuffo» negli Stati Uniti. Sulla base dell’analisi precedente, possiamo concludere con certezza che per la maggior parte dei lavoratori, la «recessione» non si è mai conclusa e sta in definitiva peggiorando. La risposta ufficiale post-2007/2008 alla crisi non è stata altro che un tentativo di ristabilire lo status quo ante per il capitale, correndo in salvataggio dei trilioni del debito immobiliare e bancario. Le aziende degli Stati Uniti hanno accumulato trilioni in più ma non li investono; allo stesso tempo, hanno lanciato un attacco generale al salario totale, in termini di paga, assistenza sanitaria, pensioni, espropri abitativi e istruzione.
L’infrastruttura degli Stati Uniti, che sta andando a pezzi, è valutata aver bisogno di 2.3 trilioni di $ di riparazioni e costi di sostituzione. Gli «indicatori sociali»
(17) del «Paese più ricco nel mondo» evidenziano che è una società più polarizzata di quanto lo fosse prima della depressione mondiale degli anni ‘30. Dall’ondata di scioperi della classe operaia degli anni 1966-1973, gli operai americani hanno subito i decenni del riflusso, perdendo una battaglia difensiva dopo l’altra. In questo «atterraggio morbido», e particolarmente dal collasso del 2007-2008, l’intera struttura della società americana post-1945 ha cominciato a dissolversi. Come e quando questo processo sarà invertito rimane una questione completamente aperta.

tradotto a cura di PonSinMor

1. L'aumento nella popolazione carceraria dal 1970 descrive quasi esattamente il numero dei lavori industriali persi nello stesso periodo. Gli Stati Uniti hanno il 25% della popolazione carceraria del mondo.

2. Una percentuale significativa dell’insieme dei membri pubblici del sindacato inoltre è costituita di polizia anti-classe operaia e di guardie carcerarie.

3. Il Thea Party è emerso come una forza alla destra del Partito Repubblicano, a partire dal 2009, esprimendo, meglio di altri raggruppamenti politici organizzati, la collera populista della destra che è stata parte del paesaggio politico americano, di tanto in tanto, dalla fine degli anni ‘70. In Europa, per quanto io ne sappia, non ci sono controparti significative all'ideologia del Thea Party. Esso rappresenta un «declino demografico» dell’anziano, del bianco, della popolazione della classe «media» e «medio alta» che immagina che i problemi dell’America possano essere risolti da un rigoroso equilibrio del bilancio ad ogni livello del governo e quindi di uno «statalismo minimale» che gestisca un «libero mercato» senza restrizioni. Una tale economia non è mai esistita, anche nell'era pre-1914, quando lo Stato costituiva una parte molto più piccola del «P.I.L.», ma ha giocato ancora un ruolo centrale nella politica tariffaria, la rimozione degli indiani per l'espansione dell’economia schiavista del sud e gli espropri della terra per le ferrovie ed i canali. Il contenuto reale di questo miraggio del Thea Party naturalmente sarebbe un grande rafforzamento della repressione di Stato e il mantenimento militare del (declinante) impero degli Stati Uniti, mentre va smantellando tutte le restanti dimensioni «sociali» dello Stato che la destra radicale degli Stati Uniti associa con il New Deal «socialista» degli anni ‘30 e della «Great Society» di Lyndon Johnson degli anni ‘60. La sua base sociale, in modo preponderante bianca, punta ad un (largamente) inconfessato ma molto reale ordine del giorno razziale delle persone spaventate dalle tendenze demografiche che indicano una minoranza bianca nella popolazione entro il 2050, e da un presidente nero. La funzione reale del Thea Party nella politica degli Stati Uniti è di permettere che il «centro» (Obama ed altri) si muova oltre la destra, consentendo al «centro» di apparire come alternativa razionale e sensata ai «fondamentalisti del mercato».

4. Nel settembre 2010, membri dell'Organizzazione (marxista-leninista) della Freedom Road, che era stata attiva nel movimento americano contro la guerra, sono stati attaccati dal FBI in parecchie città e molta della loro apparecchiatura elettronica è stata sequestrata. Sono stati accusati di contatti con gruppi «terroristi» quali il FARC (Colombia), il FPLP (Palestina) e Hezbollah (Libano). Sta rientrando nel regno delle possibilità il fatto che scrivere un articolo favorevole su una di queste «organizzazioni terroriste straniere» (FTO) possa costituire «appoggio al terrorismo», secondo la Legge di Sicurezza della Patria degli Stati Uniti.

5. A partire dal 2014, chiunque dei 50 milioni di persone attualmente senza assicurazione contro le malattie sarà responsabile di una considerevole indennità, se non si iscrive ad un’assicurazione sanitaria privata; le tariffe attuali per un individuo sono sull’ordine di 500 $ al mese; per una famiglia più di 1000 $ al mese.

6. Una spiegazione completa del ruolo del «populismo», sia di destra che di sinistra, nella politica degli Stati Uniti va molto al di là della portata di questo articolo. È importante notare, tuttavia, che una credenza quasi-universale secondo cui la crisi sarebbe stata «causata» da una certa élite, vuoi di banchieri o di amministratori del governo, offusca ogni seria analisi della fondamentale «crisi del valore», di cui banche, credito al consumo, bolle immobiliari o amministrazione del governo sono puri epifenomeni.

7. L’azione di una banca o di un istituto di credito, quando un proprietario di abitazione è inadempiente sui pagamenti ipotecari.

8. Uno sfratto è quando un proprietario di abitazione inadempiente o un affittuario che non paga più l'affitto è rimosso dalla polizia.

9. Sull’inizio degli anni ‘30, vedi questo articolo molto interessante:
http://www.economicpopulist.org/content/unemployed-councils-eviction-riots-and-new-deal. Per un resoconto di questa resistenza che si è manifestata dal 2007, vedi l’articolo di HENRI SIMON in
Insurgent Notes, n. 1 (http://insurgentnotes.com)

10. Una spiegazione del disfunzionale sistema sanitario americano richiederebbe un articolo a parte. Gli Stati Uniti sono l’unico paese capitalista «avanzato» che non ha un’assistenza sanitaria per tutti. Nel 2009, 50 milioni di persone non avevano assicurazione contro le malattie. L’ assistenza sanitaria ammonta ad un costo del 15% del «P.I.L.» e si avvia a crescere al 20% entro il 2020. Il Canada, con un sistema sanitario generalizzato, spende il 10%. Si stima che l'eliminazione degli istituti assicurativi sanitari privati (HMO, o Organizzazioni dell’Amministrazione Sanitaria) e dei loro costi «amministrativi» abbatterebbe il 20-30% dei costi dell’assistenza sanitaria. Ulteriori costi si aggiungono a causa dello stretto rapporto fra le imprese farmaceutiche principali («Big Pharma») e la classe politica. (La legge federale, per esempio, vieta agli Stati di comprare i farmaci generici più economici dal Canada.) La maggioranza degli Americani preferisce un sistema sanitario da «singolo pagatore» (generalizzato), ma i partiti politici ufficiali e i media hanno imposto un blackout virtuale alla discussione su questa alternativa. DAVID HIMMELSTEIN ed altri, in Salassare il paziente. Le conseguenze della sanità corporativa, offrono una buona descrizione della situazione a partire dal 2000; la situazione è solo peggiorata nel decennio passato.

11. Per i particolari sulla lotta, nel febbraio-marzo di quest’anno, vedi i miei due articoli su Madison sul sito Web Break Their Haughty Power, (http://home.earthlink.net/~lrgoldner) e la lettera «Ancora su Madison» in Insurgent Notes(http://insurgentnotes.com) no. 4 (l'agosto 2011).

12. Ai primi di agosto, queste campagne di richiamo hanno fallito lo scopo di por fine alla maggioranza repubblicana nella Camera alta del Wisconsin, nonostante le spese enormi e la massiccia mobilizzazione.

13. I sindacati americani contribuirono con 450 milioni di $ alla campagna di Obama del 2008. Una delle grandi sovvenzioni per questo appoggio fu supposta nella Legge di Scelta Libera dei Dipendenti (Employee Free Choice Act) che rimuoveva alcuni dei tanti ostacoli all’organizzazione sindacale legiferati dagli anni ‘70. Benché Obama si fosse dichiarato a favore della legge, se ne dimenticò nel corso dei mesi della sua elezione.

14. Sul rapporto fra formazione, guardie carcerarie e sindacati degli impiegati pubblici, cfr. JOHN GARVEY, «Dalle miniere di ferro alle sbarre di ferro», Insurgent Notes, N. 1 (http://insurgentnotes.com). Nella prigione statale Corcoran della California, le guardie organizzavano lotte di gladiatori fra i detenuti. Quando ciò apparve su videotape, il movimento sindacale della California mise fine all’indagine perché le guardie erano membri dell’AFSCME (American Federal, State, County and Municipal Employees). [organizzazione sindacale americana dei dipendenti federali, statali, di contea e comunali].

15. Le informazioni a seguire sullo sciopero della fame e sulle condizioni nel carcere della California provengono dal giornale trotskista Workers Vanguard (5 agosto 2011). Per una descrizione generale delle prigioni e delle disposizioni di legge negli Stati Uniti dagli anni ‘70, vedi il libro di CHRISTIAN PARENTI, Lockdown America (1999).

16. Fare la spia significa fornire informazioni su altri prigionieri ai guardiani e ai funzionari della prigione.

17. Gli Stati Uniti, per esempio, sono quarantaduesimi nel mondo nella speranza di vita, dietro un certo numero di Paesi in via di sviluppo ed hanno il più alto tasso di mortalità infantile di tutti i Paesi «capitalisti avanzati».


www.ponsinmor.info

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