Cerca nel blog

i Quaderni di Bandiera Rossa "La Storia è finita" di Norberto Fragiacomo
.
Visualizzazione post con etichetta D'Andrea Giancarlo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta D'Andrea Giancarlo. Mostra tutti i post

domenica 18 gennaio 2015

Europa 2015: Nasce la Rete della Sinistra No Euro ! di Giancarlo D’Andrea

                                              



            Europa 2015 :
Nasce la Rete   della Sinistra No Euro !
Incontro internazionale
Roma 24-25 gennaio 2015

di Giancarlo D’Andrea


Il 2015 ,un anno forse decisivo per il futuro del nostro continente, è cominciato  con la strage di Parigi e l’inasprimento dei rapporti con la vicina Russia, e si incontra tra pochi giorni con un primo crocevia di grande valore e significato politico: le elezioni politiche in Grecia, i cui esiti , in ogni caso decisivi per il martoriato popolo greco,stanno aprendo scenari epocali.
Del resto questo è un anno che si concluderà con le elezioni in Spagna, dove, come in Grecia si intravvedono le possibilità concrete per una svolta politica di straordinaria importanza per il futuro dell’intera eurozona.

domenica 11 gennaio 2015

NO, IO NON CI SAREI ANDATO! di Giancarlo D’Andrea





NO, IO NON CI SAREI ANDATO!

di Giancarlo D’Andrea




Se mi fossi trovato a Parigi nelle ore dell’orrenda strage a Charlie Hebdo, avvenimento che ha scosso fortemente la mia coscienza, sicuramente avrei raggiunto facilmente, anche per una certa familiarità con la città per antiche frequentazioni politiche, Place de la République alla Bastiglia assieme alle migliaia di parigini che li sono convenuti spontaneamente e sicuramente mi sarei trattenuto per la veglia notturna:
Avrei così manifestato la mia solidarietà umana per le famiglie delle vittime e la mia identità politica di militante marxista.
Oggi, alla grande manifestazione di unità nazionale, che vedrà a Parigi milioni di persone manifestare contro il terrorismo, i partiti della destra  assieme a quelli di sinistra, i sindacati assieme alle organizzazioni imprenditoriali, guidati da Hollande, il peggior socialista europeo, assieme alla Merkel e a Renzi, oggi no, io non avrei partecipato!
Avrei preso una carta geografica dell’Africa e del Medio Orinte e segnato con un cerchio rosso le regioni ove opera la Francia con le forze d’elite delle sue forze armate, Infatti L’esercito francese è impegnato in operazioni militari offensive non solo in Afganistan contro i talebani, ed in Iraq contro il’ISIS è  In Africa, che Parigi difende militarmente i suoi interessi imperialisti .
La Francia è  Parigi è impegnata :
in Mali (Opération Serval, 2800 soldati);
in Ciad (Opération Epervier, 950 soldati);
in Centroafrica (Opération Sangaris, 1200 soldati + Opération Boali, 410 soldati);
nel Golfo di Aden (Opération Atalante 200 soldati);
in Costa d’Avorio (Opération Licorne, 450 soldati);
Dispone poi di basi permanenti in Gabon (922 soldati);
in Senegal (343 soldati),;in Gibuti (1975 soldati) :
nelle isole dell’Oceano Indiano Mayotte e La Réunion (1277 soldati):
Per non parlare delle forze d’intelligence e dei “contratteur”, mercenari, al servizio dei padroni francesi e dei loro pupazzi locali.
No, non sarei andato alla manifestazione dell’unità nazionale, me ne sarei rimasto in qualche bistrot e magari avrei sommessamente intonato l’Internazionale, magari in francese.




domenica 4 gennaio 2015

GRECIA, ELEZIONI: E SE L'ANELLO DEBOLE SI SPEZZASSE? di Giancarlo D’Andrea




anello spezzato.jpg




GRECIA, ELEZIONI: E SE L'ANELLO DEBOLE SI SPEZZASSE?
di Giancarlo D’Andrea






La Grecia andrà al voto il prossimo 25 Gennaio, come ampiamente prevedibile l’elezione a Presidente del tecnocrate Dimas è fallita. Samaras ha fortemente deciso di drammatizzare lo scontro per ribaltare i sondaggi elettorali che attualmente prevedono la vittoria di Syriza, con l’accordo della Troika , oppure qualcuno pensa che una tale rischiosissima scommessa sia frutto del solo pupazzo alla guida della martoriata Grecia ?

In fondo il margine tra Syriza e Nea Dimokratia  è assai limitato, Samaras, che sarà sostenuto come non mai dall'Unione Europea e dal Fondo monetario internazionale, pensa di poter recuperare lo svantaggio che i sondaggi segnalano, la cosa è possibile, e se alla fina vincesse Samaras sarebbe la legittimazione dei sacrifici imposti dalla Troika e si scatenerebbe una violenta offensiva neo-liberista sul disgraziato popolo greco, con ripercussioni in tutta l’Europa del sud.

Naturalmente ci auguriamo, al contrario, che Syriza vinca le elezioni e costituisca un governo di svolta l'unico modo per invertire in Grecia i disastri e la macelleria sociale della Troika.
A questo proposito ci piacerebbe pensare che Syriza non approfitti della inevitabile polarizzazione che il passaggio elettorale drammatico imporrà: appelli al “voto utile“ di veltroniana memoria, potrebbero avere per conseguenza la desertificazione della sinistra greca, la scomparsa delle altre forze di sinistra peserebbe sulla possibilità di dar vita dopo le elezioni ad un governo di emergenza delle forze popolari.
Così come ci piacerebbe pensare che le altre forze della sinistra greca , in particolare il KKE, abbandonino una politica ultrasettaria e si preparino unitariamente ad uno scontro che sarà senza esclusione di colpi.
Forse, purtroppo, questi rimarranno solo auspici di buon senso …

martedì 23 settembre 2014

BILANCIO E PROSPETTIVE: RISPOSTA A ZAFFARANO di Giancarlo D'Andrea




BILANCIO E PROSPETTIVE: 
RISPOSTA A ZAFFARANO
di Giancarlo D'Andrea



Bandiera Rossa in movimento, il blog per il quale collaboro , ha pubblicato lo scorso 21 settembre  un articolo di Maurizio Zaffarano dal titolo  "Una critica al Sovranismo", già pubblicato lo scorso 10 Agosto dal blog "Verità e Democrazia" .
La pubblicazione avviene significativamente dopo il Forum di Assisi , cui un autorevole membro della redazione di "Bandiera Rossa in movimento" ha preso parte contribuendo , per quanto possibile , al successo indiscutibile dell’iniziativa .
L’articolo di Zaffarano e  la decisione della sua pubblicazione su Bandiera Rossa in movimento, rappresentano un fatto significativo nel dibattito che anima questo blog, di per se caratterizzato da una scelta decisamente pluralista ,che spesso si è concretizzata in autentiche “ provocazioni “  politico – culturali nel tentativo di animare un dibattito che spesso ristagna nel panorama desolato della sinistra italiana. Ultima , ma non per importanza, credo sia stata proprio la discussione e la battaglia ingaggiata molti mesi prima delle ultime elezioni europee per la presentazione della Lista Tsipras.

LA LISTA TSIPRAS

Ferma restando le iniziative di forze organizzate e fatte le dovute proporzioni , posso affermare di essere stato tra i primi militanti della sinistra in Italia , subito seguito da gran parte della redazione di Bandiera Rossa e da altri compagni di strada , a perorare la causa della presentazione della Lista Tsipras alle recenti elezioni europee con la speranza che il processo di presentazione della lista, la campagna elettorale e il risultato finale , potessero innescare un processo dinamico di superamento della crisi in cui da molti anni versa la cosiddetta “ sinistra radicale “ e promuovere un indispensabile movimento verso la costruzione di un nuovo soggetto politico popolare, unitario , anticapitalista e socialista  sull’onda di fenomeni quali quelli cui abbiamo assistito in Grecia con Syriza e in Spagna , più recentemente e con una velocità quasi imprevedibile , con Podemos.

Oggi credo sia necessario che proprio sulle pagine di Bandiera Rossa , sia il caso di cominciare a trarre un bilancio da quest’esperienza e riprendere il nostro infaticabile dibattito sulle prospettive .

martedì 26 novembre 2013

LE CINQUE GIORNATE DI GENOVA CHIAMANO LA SINISTRA DI CLASSE ... di Giancarlo D'Andrea






LE CINQUE GIORNATE DI GENOVA CHIAMANO LA SINISTRA DI CLASSE ...
di Giancarlo D'Andrea



Genova la rossa, Genova dei camalli e della rivolta contro il Governo Tambroni, ha vissuto cinque giornate significative per la sua importante storia di lotte sindacali e politiche.
Questa volta protagonisti sono stati i lavoratori delle aziende del trasporto pubblico genovesi in rivolta dura e rabbiosa contro la delibera di PRIVATIZZAZIONI  varata dalla  Giunta Doria, sindaco in quota SEL.
Si è trattato infatti di una mobilitazione straordinaria, non priva di  limiti e contraddizioni, ma comunque straordinaria: per ben cinque giorni i lavoratori hanno sfidato la Giunta Comunale, i partiti e i sindacati ufficiali, senza indietreggiare di un millimetro neanche di fronte alla precettazione con annesse salatissime multe per interruzione di pubblico servizio.
A Genova è scoppiata una  rabbia profonda accumulatasi nell’arco degli anni, con istituzioni incapaci di prendere decisioni, partiti imprigionati nelle logiche delle compatibilità impossibilitati  a dare indicazioni a fronte  di un dissesto finanziario delle aziende partecipate del trasporto, dissesto che ormai tutte le più autorevoli fonti inseriscono nel dissesto generale del trasporto pubblico dell’intero Paese, che vede ormai tecnicamente in default il 44% delle aziende di trasporto pubbliche italiane, nel frattempo, mentre si insiste in progetti costosi e fallimentari come la TAV, la soluzione è la privatizzazione a scapito dei livelli occupazionali e salariali dei lavoratori e a costi sociali altissimi .
Le improvvide dichiarazioni del Sindaco Doria, cui si sono aggiunte le posizioni apertamente antipopolari del PD, hanno rischiato di aprire la porta a qualche Masaniello della destra di cavalcare la protesta correndo il rischio di sbocchi pericolosi.
Nonostante i disagi fortissimi per la popolazione costretta a piedi ininterrottamente per ben cinque giorni, si percepiva immediatamente che la simpatia del popolo genovese era tutta per i lavoratori in lotta, studenti, lavoratori, anziani non hanno esitato a sostenere e simpatizzare attivamente con i tranvieri in lotta. Tutta Genova ha espresso una solidarietà forte creando il clima, l’atmosfera favorevole, che ha sostenuto la dura lotta dei tranvieri e spinto lavoratori di altre aziende, e gli studenti medi e universitari a scendere in piazza e nelle strade piene di migliaia lavoratori .

E  il sindacato?

Quelli confederali e gli autonomi, in particolare quelli dei tranvieri,  compreso che senza  l’autorevolezza necessaria ad un’opera di contenimento, una volta scoppiata la protesta e constatato che assumeva radicalità e durezza col passare dei giorni, ha tentato  di cavalcarla: senza indicare obiettivi concreti tali da costituire una vera piattaforma rivendicativa, senza una strategia chiara e condivisa dai lavoratori, dimostrando una grande irresponsabilità.
I lavoratori si sono così  trovati in una strettoia tale per cui o si sarebbero strappati risultati concreti accettabili  oppure si sarebbe stati costretti ad andare avanti a oltranza, con la consapevolezza che in ogni caso si sarebbero fatte avanti  la stanchezza, le sanzioni, la pressione per riprendere il servizio .
La rabbia crescente e la compattezza dei lavoratori ha spinto il sindacato ad avviare una trattativa senza alcun mandato diretto dei lavoratori che si è conclusa con la firma di un accordo che prevede l’ingresso del privato in AMT attraverso l’esternalizzazione delle linee collinari, la  copertura del buco finanziario con risorse in parte improbabili (recupero dell’evasione),  e infine “garanzie” su occupazione e retribuzione per i lavoratori sulla cui  inesigibilità si aprono grandi perplessità.
Emblematica è stata la conclusione nella incredibile assemblea svoltasi sabato 23 , che ha visto una grande esposizione mediatica.
Il pasticcio finale della “votazione o di qua o di là “ in assemblea, come se non fosse bastata la condotta irresponsabile seguita dalle burocrazie sindacali, ha creato le premesse per risentimenti  e ulteriore rabbia che solo in parte si è manifestata con la contestazione ai sindacalisti e il lancio di decine di tessere contro la presidenza segno evidente  che il sindacato, come la Giunta Doria e i Partiti politici,  ne escono con un crollo di credibilità ricco di opportunità per la sinistra di classe ma anche carico di pericoli di derive spurie.

Ormai appare evidente che il peso della crisi economica, il crollo di credibilità della politica e delle istituzioni, stanno comprimendo una rabbia sorda e profonda, che così come è successo a Genova potrebbe esplodere con violente e rabbiose esplosioni di collera, ormai il problema di una strategia per uscire dalla crisi a sinistra è all’ordine del giorno, la sinistra di classe deve farsene carico e farne una ragione decisiva per gettare le basi per una unità programmatica, politica ed organizzativa, altrimenti l’uscita dalla crisi potrebbe avvenire verso altre , tragiche, direzioni.



mercoledì 10 luglio 2013

Assemblea Nazionale di Falce Martello: il nostro REPORT




di Giancarlo D'Andrea

"Cari Compagni,
approfittando dei miei doveri di figlio/badante, costretto in casa come tutti i sabati e domeniche (quando appunto manca la badante della mia adorata mamma!) ho dedicato sabato 6 e domenica 7 Luglio, provvisto di una scorta adeguata di birre fresche, all’assemblea di Bologna di Falce Martello, sezione italiana della Tendenza Marxista Internazionale, corrente di Rifondazione Comunista,  dal titolo significativo  “Sinistra, Classe, Rivoluzione “, trasmessa in streaming e della quale ho ascoltato la quasi totalità degli interventi.
Se avrete la bontà di leggere queste sintetiche note, conoscerete le mie riflessioni e... impressioni su questo evento" Giancarlo D'Andrea

REPORT sintetico:

1-   Partecipazione: la sala era piena  a mio avviso con circa 200 presenze, tante quante all’assemblea costituente di ROSS@ il mese prima. La differenza è che si trattava di una assemblea di un’unica forza, Falce Martello. La presenza quindi è stata all’altezza delle mie aspettative.

2-   È intervenuto tutto il gruppo dirigente (45/55 anni con almeno 30 anni di militanza trotzkista ininterrotta), che da 30 anni, appunto, conduce instancabilmente e coerentemente una battaglia di tendenza rivoluzionaria dentro il movimento operaio italiano, e in Rifondazione dalla sua costituzione.

Stampa e pdf

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...