E. LOUKAS (DIMAR): NON SI PUO’ GOVERNARE UN PAESE IN CRISI SENZA UNA GRANDE ALLEANZA POLITICA E SOCIALE
Il membro greco-triestino del Comitato centrale di Sinistra Democratica auspica, per la Grecia, un governo di cambiamento con SYRIZA, che dovrà però abbandonare le proprie “posizioni populiste”
di
Norberto Fragiacomo
Incontro l’ingegner Efstathios “Stathis” Loukas al Caffè S. Marco, storico luogo di ritrovo di artisti e letterati triestini (Claudio Magris ha combattuto un’appassionata battaglia per scongiurarne la chiusura). Tutto, in questo locale, richiama la Trieste cosmopolita di cent’anni fa: le decorazioni art noveau, la compostezza degli avventori, la presenza, tra loro, di un rabbino e di un regista greco che, accompagnato dallo sceneggiatore, illustra la sua ultima opera, presentata proprio in questi giorni al Trieste Film Festival. Qui dentro, insomma, si respira un’aria vivace, multiculturale; fuori la strada intona la monotona canzone d’un presente gramo. E proprio di attualità – e più precisamente di quanto sta avvenendo in Grecia – parliamo Stathis ed io, davanti ad un caffè nero e ad un tè.
Gli chiedo di presentarsi ai lettori, ma lui mi precede, consegnandomi un foglio word che contiene, oltre ai dati fondamentali, una sua analisi della situazione politica ellenica: vengo così a sapere che dal ’72 al ’74 è stato segretario della Federazione italiana del Partito Comunista Greco dell’interno (nato da una scissione del KKE e molto vicino al PCI italiano); nel frattempo dirigeva la rivista “Quaderni della Resistenza Greca”. Di particolare rilievo è il conferimento della medaglia al valor civile per la Resistenza contro la dittatura dei colonnelli. Di altri fatti ero già al corrente: dopo la laurea all’Università di Bologna, Loukas, già sposato con un’italiana, si è stabilito a Trieste; dal 2011 fa parte del Comitato centrale di DIMAR/Sinistra Democratica, una formazione politica che, dopo aver contribuito a dar vita al gabinetto Samaras (2012), ne è uscita la scorsa estate per incomponibili divergenze (sabotaggio della Nuova Legge Antirazzista da parte di Samaras e suo colpo di mano con la chiusura della RadioTV). Precisa, a voce, che “un compromesso non può reggersi con radici unidirezionali”, ed aggiunge di essere “esponente di una corrente di pensiero che all’ultimo congresso del partito, a metà dicembre, ha ottenuto il 25% dei voti in seno al Comitato centrale – 26 su 111 – per uno spostamento più a sinistra, nella prospettiva di un’alleanza con SYRIZA per un governo di cambiamento.”
