Una «parola
nuova»
“L’Ordine Nuovo” nel
biennio rosso
Gabriele Donato
Un’analisi equilibrata del ruolo avuto
dall’“Ordine Nuovo” nel processo che ha portato alla nascita del Pcd’I passa
attraverso un’operazione indispensabile: la revisione delle letture che di
quell’esperienza sono state proposte dai dirigenti del Pci nel secondo
dopoguerra [1],
nel quadro di un’operazione complessivamente finalizzata alla mitizzazione di
un Gramsci tramutato in sostenitore ante
litteram del nuovo corso togliattiano. Non si tratta, naturalmente, di
esaminare la traiettoria di quella rivista «con la matita rossa e blu» [2];
si tratta, invece, di ritornare lucidamente sui passaggi fondamentali della vicenda
di quel gruppo con un obiettivo: metterla a disposizione dei militanti che oggi
la vogliano studiare finalmente libera dai tanti luoghi comuni che – a partire
dagli anni Cinquanta – non hanno smesso di sedimentarsi.
