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i Quaderni di Bandiera Rossa "La Storia è finita" di Norberto Fragiacomo
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domenica 17 febbraio 2019

SUI GILETS JAUNES di Lucio Garofalo









SUI GILETS JAUNES
di Lucio Garofalo


"Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare". Mai come nel caso dei Gilet Gialli, un sommovimento politico-sociale inedito fino ad oggi, quell'adagio popolare è assai appropriato. 

Tre mesi di rivolte di massa durissime. Un gran numero di morti e di feriti. Per non parlare degli arresti da parte della polizia, che si contano a centinaia. 

Insomma, le forze dell'ordine hanno instaurato un clima di repressione brutale delle sommosse e rivendicazioni popolari avanzate in Francia. 
Ma il movimento non desiste affatto e resiste. Anzi, incalza e le le proteste si vanno intensificando. Le tensioni sociali sono sempre più elevate e pressanti. 

Sembra, tuttavia, che la partecipazione alle mobilitazioni dei Gilet Gialli, negli ultimi tempi, sia progressivamente calata a causa proprio della repressione durissima da parte della polizia transalpina. Per cui in piazza scendono soprattutto le soggettività più decise e più tenaci, meno disposte alla resa, anzi. 

Mi pare di poter dire, dunque, che restano in gioco i più duri e i più irriducibili. Com'è già capitato in simili circostanze storiche. La novità di tale movimento politico-sociale, consiste nella sua eterogeneità ideologica e nell'assenza di una direzione politica. 
Per alcuni, questo elemento costituirebbe un deficit, ovvero un limite ed una fragilità. Per altri, direi anche per il sottoscritto, potrebbe rappresentare l'occasione per creare un modello di esperienza totalmente inedito. 

Il movimento dei Gilet Gialli si è scisso anzitutto tra due fazioni, se non sbaglio: c'è chi vorrebbe convertirsi in un partito politico ufficiale, nelle modalità dei 5 Stelle, e c'è chi spinge in un'altra direzione, verso forme assembleari, all'insegna dell'autogestione politica di tipo orizzontale. 

Mi pare che questo sia il quadro riassuntivo in cui si possa sintetizzare e raccontare l'esperienza, assolutamente anomala ed originale, dei Gilet Gialli, almeno fino al momento in cui scrivo.



martedì 14 marzo 2017

L’OCCASIONE PERDUTA DEL PLAN B di Giulio AF Buratti






L’OCCASIONE PERDUTA DEL PLAN B di Giulio AF Buratti


Il Plan B sbarca a Roma ma è la pallida copia di quello visto a Madrid. Ospiti d’eccezione selezionati da Fassina ma quasi nessuno in sala. Un sindacalista belga: «Ma dove sono i movimenti sociali?»


La sera dell’11 marzo scorso, un sabato, c’erano centinaia di persone in fila, composti, nella michelangiolesca piazza del Campidoglio, in attesa di accedere ai musei capitolini, ai piedi della scalinata che porta alla Sala della Pinacoteca. L’ingresso serale, gratuito o a due euro una volta tanto, attira molti di coloro che hanno dovuto tagliare le spese per la cultura a causa della crisi. Centinaia, di ogni età, e ignari che poche decine di persone fossero proprio alla Protomoteca alle prese con l’ambizioso progetto di un Plan B contro la stessa austerità che sottrae, tra gli altri, il diritto alla bellezza.

venerdì 18 dicembre 2015

LA GAUCHE PERDUE di Stefano Santarelli





LA GAUCHE PERDUE
di Stefano Santarelli



L’articolo indiscutibilmente provocatorio, ma certamente stimolante del nostro compagno Norberto Fragiacomo “Con Sarkhollande vince solo la UE” ha scandalizzato alcuni compagni, in verità pochi ce ne aspettavamo di più, in ogni caso una eventualità prevista sia dall’autore che dal sottoscritto che dirige questo sito.
Le provocazioni hanno anche e soprattutto lo scopo di fare riflettere e di mettere in luce le incongruenze di avvenimenti straordinari. Ed in questa categoria rientrano sicuramente i risultati elettorali delle ultime elezioni regionali francesi che hanno rappresentato non solo una ulteriore sconfitta per la sinistra, ma anche un pericoloso campanello d’allarme per tutti i paesi europei e principalmente anche del nostro.
Il Front National è diventato il primo partito francese con il suo 27,3% con 6 milioni di elettori al primo turno che sono diventati 6,7 milioni al secondo turno, mentre in alcune regioni il FN ha sfiorato punte di quasi il 41% (Provenza –Alpi-Costa Azzurra e Nord Calais-Piccardia) e al secondo turno di ballottaggio Marion Le Pen è riuscita ad ottenere ben il 45,22%.
Risultati che non possono essere giustificati solo dall’astensionismo che se vedeva al primo turno  solo il 49% dei votanti al secondo turno invece raggiungeva il 58,5%.
Questi risultati si commentano da soli e dimostrano che nonostante il FN non sia riuscito a prendere neanche la presidenza di una regione  grazie alla alleanza tra Hollande e Sarkozy rimane comunque il vero vincitore di queste elezioni a maggior ragione se si pensa che le prossime saranno le presidenziali nel 2017 dove il FN si presenterà senza il fardello delle responsabilità politiche e amministrative.

sabato 14 novembre 2015

LA BARBARIE IMPERIALISTA CREA QUELLA DEL TERRORISMO



 

LA BARBARIE IMPERIALISTA CREA QUELLA DEL TERRORISMO 


Comunicato del Nouveau Parti Anticapitaliste 



 Gli orribili attentati che hanno avuto luogo venerdì sera a Parigi, con almeno 120 morti, centinaia di feriti, quella violenza cieca, suscitano rivolta e indignazione. l’NPA condivide questi sentimenti ed esprime solidarietà alle vittime e ai loro parenti. E’ un dramma tanto più rivoltante in quanto colpisce vittime innocenti, con gli attentati rivolti contro la popolazione.

 Questa barbarie abietta nel centro di Parigi risponde alla violenza altrettanto cieca e ancora più omicida dei bombardamenti perpetrati dall’aviazione francese in Siria decisi da François Hollande e dal suo governo.

Si tratta di bombardamenti presentati come contro lo stato islamico, i terroristi jahadisti, ma, nei fatti, ancor più dopo i bombardamenti russi, proteggono il regime del principale responsabile del martirio del popolo siriano, il dittatore Assad.

E anche là è la popolazione civile ad essere la prima vittima, condannata com’è a cercare di sopravvivere sotto il terrore o fuggire a rischio della propria vita.

La barbarie imperialista e la barbarie islamista si nutrono a vicenda. E questo per il controllo delle fonti di approvvigionamento del petrolio.

In un penoso intervento, Hollande si è commosso in diretta e ha farfugliato qualche parola sulla Repubblica. Lui, che gioca alla guerra e porta un’immensa responsabilità in questo nuovo dramma, reclama “fiducia”. Ha decretato lo stato d’emergenza in tutto il territorio, pensando che la risposta da dare era quella di calpestare le libertà fondamentali. E’ stato immediatamente sostenuto da Sarkozy. Le autorità politiche possono così ormai proibire riunioni pubbliche e controllare la stampa.

Ancora una volta, i principali responsabili di questa esplosione di violenza barbara fanno appello all’unità nazionale. Cercano di rivolgere una situazione drammatica a loro vantaggio, per soffocare l’indignazione e la rivolta. E per fare ciò trovano un capro espiatorio, i musulmani. Noi rifiutiamo ogni unità nazionale con i responsabili delle guerre, la borghesia, Hollande, Sarkozy e Le Pen. Denunciamo il razzismo che lo stato distilla nel nome dei presunti “valori della repubblica” nello stesso momento in cui, con il pretesto della lotta contro il terrorismo, sono i diritti democratici ad essere minacciati. Chiediamo la revoca dello stato d’emergenza.

 La sola risposta alle guerre e al terrorismo è l’unità dei lavoratori e dei popoli, al di là delle rispettive origini, del colore della pelle, della religione, al di là delle frontiere, per battersi insieme contro chi vuole farli tacere, sottometterli, per farla finita con questo sistema capitalista che crea la barbarie.

 Per mettere fine al terrorismo, bisogna mettere fine alle guerre imperialiste che puntano a perpetuare il saccheggio delle ricchezze dei popoli dominati dalle multinazionali, imporre il ritiro delle truppe francesi da tutti i paesi in cui sono presenti, in particolare in Siria, in Iraq, in Africa. dal sito Sinistra Anticapitalista



dal sito Sinistra Anticapitalista






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