Cerca nel blog

i Quaderni di Bandiera Rossa "La Storia è finita" di Norberto Fragiacomo
.
Visualizzazione post con etichetta 5 stelle. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 5 stelle. Mostra tutti i post

domenica 28 gennaio 2018

GIARRUSSO, POTERE AL POPOLO E… DON RAFFAÈ!




di Lorenzo Mortara


«Potere al Popolo o ai mafiosi?», si chiede una cima siderale nel firmamento a Cinque Stelle, tale Mario Michele Giarrusso. Abolire l’ergastolo significa per lui liberare mafiosi stragisti. In questa maniera, l’abolizione del 41/bis, come pretendiamo noi, diventa in pratica applicare il Programma del Papello di Totò Riina


Come tutti coloro che hanno i paraocchi, Giarrusso vede solo una parte delle cose e mai l’insieme. Il guaio non è tanto che non veda il Programma di Potere al Popolo nella sua interezza, ma che non veda nemmeno al completo quello dei Cinque Stelle. Nel Papello di Riina c’era l’abolizione del 41/bis per i mafiosi e in pratica solo quello, non c’era invece come c’è nel Programma di Potere al Popolo o di Sinistra Rivoluzionaria, l’abolizione progressiva anche del carcere e del decreto genocida Minniti, la riduzione dell’orario di lavoro a 32 ore, l’abolizione del Jobs Act e del precariato, della Legge Fornero e di tutte le privatizzazioni che hanno messo sotto ricatto perenne della mafia tutto il Sud Italia. È l’inclusione sociale l’unica vera arma contro la mafia, non il bastone, tanto meno la tortura legalizzata. È per questo che sotto il capitalismo non si riuscirà mai a sconfiggere la mafia, perché è un modo di produzione troppo escludente per sconfiggerla. Il capitalismo, società divisa in classi, crea e ricrea sempre il brodo di cultura in cui la mafia si genera e rigenera.


Inoltre, nel Papello di Rina, ed è questa la cosa decisiva, non c’era soprattutto l’abolizione del 41/bis per i NoTav, per i combattenti di classe e per tutti i prigionieri politici del proletariato che sono la maggioranza delle persone contro cui è davvero diretto il 41/bis. Perché contro i lavoratori e i loro rappresentanti, la Legge si applica in maniera spietata, contro padroni e mafiosi si interpreta liberamente a Campari e caffè, secondo il tacito codice del 41/tris di quell’uomo sceltissimo e immenso di Don Raffaè. E per un mafioso che finisce sotto il 41/bis, ci sono 10 proletari che sostituiscono gli altri che restano a piede libero, o per grazia ricevuta dalla Signora Giustizia come Andreotti, o per l’indulgenza dei Procuratori alla Grasso che chiudono un occhio perché l’altro è già aperto e spalancato verso la poltrona della loro fulminea carriera ministeriale. E non sia mai che aprendolo, scontentino qualcuno che gliela potrebbe intralciare.


È verissimo invece che tutto questo nel Programma dei Cinque Stelle non c’è. Di Maio, infatti, sta facendo il giro delle 7 Chiese per rassicurare papi, ricchi e potenti che non ce l’ha con loro, e di conseguenza se la prenderà con i soliti: i poveri. E quando ci si prostra ai piedi delle 7 chiese, ci si prostra anche alla mafia che, se Giarrusso non l’ha ancora capito, non è altro che la loro Perpetua.


Stazione dei Celti
Domenica 28 Gennaio 2018


mercoledì 7 settembre 2016

I 5 STELLE, I PARTITI, LA POLITICA di Maurizio Zaffarano


Virginia Raggi by Luca Peruzzi

I 5 STELLE, I PARTITI, LA POLITICA 
di Maurizio Zaffarano




Per esprimere la mia opinione a proposito della Raggi e delle difficoltà che sta incontrando la giunta romana per diventare operativa faccio due premesse.

La prima. Non ho mai considerato i 5 Stelle come la nuova forma politica in grado di cambiare radicalmente in meglio l'Italia. Contemporaneamente non ho mai considerato i 5 Stelle come i nuovi barbari (o i nuovi fascisti) destinati a completare la distruzione dell'Italia. E non so se fa più ridere o piangere che questa ossessione sia coltivata da chi vota o votava Renzi e Berlusconi o da chi non riesce ad esprimere nemmeno l'uno per cento dell'indignazione che ha per i 5 Stelle nei confronti di chi ci ha condannato alla gabbia dell'austerità liberista e dell'Unione Europea, di chi ha smantellato quel poco di civiltà sociale che avevamo (scuola, pensioni, sanità), di chi galleggia tra mafie e corruzione, di chi ha portato l'Italia in guerra, di chi ha osato progettare la deforma costituzionale (la “svolta autoritaria”) per di più con un parlamento eletto con una legge incostituzionale. I 5 Stelle sono un fenomeno complesso e contraddittorio: in parte incarnazione – nelle forme che possono oggi realizzarsi nel contesto culturale e sociale esistente - del bisogno di ribellione di chi sta in basso contro le élites (ed in questo sta l'aspetto positivo e progressivo dei 5 Stelle), in parte strumento – consapevole o inconsapevole – di “manutenzione” del sistema e di controllo e sedazione della rabbia e della protesta sociale (nella misura in cui non viene messa in discussione l'economia capitalista). Ma ad oggi non avrei esitazioni a votare il Partito di Grillo in un eventuale ballottaggio contro Renzi o chi per lui.


La seconda. Per quelli che sono attualmente i poteri e le risorse a disposizione di un'amministrazione comunale, Roma e i suoi cittadini sopravviveranno anche con una giunta non funzionante. Così come d'altro canto anche una giunta eccellente – con i cordoni della borsa stretti dalle politiche criminali del governo centrale prono ai diktat della UE – non sarebbe in grado di risolvere i problemi di Roma: ridare un senso e un progetto urbanistico alla città, realizzare 100 chilometri di metropolitane, ridurre almeno del 50 per cento la circolazione delle auto private e lo smog che soffoca la città, intervenire in modo significativo sul disagio sociale (diritto alla casa, agli asili nido, ad una istruzione di qualità, al reddito/lavoro, all'assistenza sociale e sanitaria), raggiungere l'obiettivo dei rifiuti zero, garantire per quanto è necessario il decoro della città (la pulizia delle strade, la manutenzione di parchi e giardini, la sistemazione quotidiana delle buche), riattivare iniziative culturali di massa che mancano dai tempi di Renato Nicolini. Stiamo tranquilli: per quanto “pasticcioni” i grillini non potranno mai fare più danni di chi li ha preceduti e cioè le giunte amiche dei palazzinari e delle cricche di mafiacapitale. Certamente i grillini non regaleranno l'ACEA a Caltagirone né favoriranno il consumo di territorio (la speculazione edilizia) più di quanto fatto e deciso in passato.

Stampa e pdf

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...