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i Quaderni di Bandiera Rossa "La Storia è finita" di Norberto Fragiacomo
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mercoledì 10 luglio 2019

IL MANIFESTO DELL’ULTIMA DISFATTA GRECA



di Lorenzo Mortara


In vista della disfatta di Syriza, Il Manifesto, ha affidato a Luciana Castellina i suoi piagnistei della domenica. Così, in prima pagina e per altre insopportabili due, il sedicente giornale comunista, ha riempito la domenica dei suoi lettori con tutti i più classici topoi del più veterostalinismo. Ci sono tutti, ma proprio tutti, non ne manca uno, l’intero corredo del cretinismo rosso. 

Di chi è la colpa dell’imminente sconfitta? Dei settari del KKE – gli stalinisti ufficiali – ma soprattutto dei 6 partitini trotskisti che «non contano niente ma sperdono voti». Sei volte zero, alla bisogna dello stalinismo mentale, deve fare evidentemente dieci, tanti sono, infatti, i punti percentuali che servono per colmare il distacco da Nuova Democrazia. Il trotskismo non conta mai niente, fissato alla coda com'è dal suo storico marxismo intransigente, ma appena si perde, diventa il responsabile unico da mettere alla testa della sconfitta. Cosa non si fa pur di non metter mai alla ghigliottina quella vuota degli stalinisti, ufficiali e non. 

L’idea che sia proprio il voto a Syriza quello disperso, non passa nella testa della compagna. Che il voto buono sia quello a favore dei lavoratori contro l’austerità e non il contrario, è ancora un concetto troppo difficile per le colonne del Manifesto. Per la compagna, in pieno idealismo mistico, conta far vincere la “sinistra”, non i lavoratori. Non importa se ha fatto politiche di destra. Contano le parole, i simboli, le bandiere, i segni, in una parola: l’etichetta, cioè tutto purché non i fatti e soprattutto non i lavoratori. Come sia maturato un simile distacco, non è dato sapere, vietato quindi interrogarsi. L’unica risposta è piagnucolare. 

sabato 8 novembre 2014

Marco Revelli e la Sinistra che “s'attacca ar fumo de la pippa”



Marco Revelli è uno dei punti di riferimento intellettuali della Sinistra e, per quanto si possa capire dai suoi scritti e dai suoi interventi in video, una bellissima persona, retta e di specchiata moralità politica.
Ma l'analisi intellettuale è una cosa ed il cimentarsi nella costruzione concreta di un soggetto politico è un'altra. E forse non è un caso che i protagonisti della vita politica italiana dell'ultimo ventennio – da Berlusconi a Renzi passando per Grillo, Bossi e Di Pietro – non sono esattamente dei fini intellettuali cultori delle letture classiche.
Nel documento scritto da Revelli e che di seguito riporto integralmente, ammirevole per quanto riguarda l'analisi della situazione italiana e del renzismo, mi pare, ahimè, ancora una volta di ravvedere, laddove si passa alle proposte operative, molta fumosità e soprattutto la funesta pretesa da parte dei promotori della Lista Tsipras (gli "intellettuali") di mantenere la direzione del processo di costruzione del Soggetto Politico dell'Alternativa.
E' evidente quanto scrive Revelli che rendere maggioritaria nel Paese l'idea che sia necessaria una trasformazione radicale della società e del sistema economico in cui viviamo richiede un lungo percorso – una traversata nel deserto come direbbe l'amico Giandiego Marigo – e l'individuazione di nuove forme di organizzazione, di comunicazione e di partecipazione politica.
Ma rispetto all'oggi, al dovere di resistere al Renzusconi e alla rottamazione della democrazia, alle elezioni forse dietro l'angolo si impone di operare con i mezzi che si conoscono (e i sei mesi fatti trascorrere dal giorno delle elezioni europee, da parte della lista Tsipras, nel silenzio e nella passività rappresentano una colpa imperdonabile).

giovedì 24 luglio 2014

LA LISTA TSIPRAS DOPO L’ASSEMBLEA NAZIONALE di Francesco Locantore




LA LISTA TSIPRAS DOPO L’ASSEMBLEA NAZIONALE




Sabato scorso si è tenuta a Roma l’assemblea nazionale dei comitati della lista Tsipras, il primo appuntamento nazionale importante dopo le elezioni europee. Il risultato positivo della Lista Tsipras, conquistato contro venti e maree, ha creato un clima positivo di discussione e di nuove speranze: per costruire le resistenze sociali contro le politiche dei governi dell’austerità, ma anche per ricomporre le forze sparse della sinistra per essere più efficaci e credibili e per rendere meno lontano un progetto di unità delle classe lavoratrici per un’Europa alternativa a quella capitalista, l’Europa del lavoro e dei diritti. La nostra organizzazione aveva dato indicazione di voto per quelle compagne e compagni con un chiaro profilo politico anticapitalista ed espressione di movimenti sociali. Da subito abbiamo interloquito con le compagne e i compagni che hanno animato questo aggregato nella fase precedente le elezioni, partecipando alle assemblee locali e portando il nostro contributo critico.
Nella fase successiva alle elezioni europee sono emerse alcune delle contraddizioni che erano insite alla composizione dei settori politici che avevano preso l’iniziativa della presentazione della lista, vale a dire il gruppo degli intellettuali, Sel e Rifondazione. Il nodo principale riguarda il rapporto con il Partito Democratico, soprattutto dopo il risultato eccezionale di Renzi in termini di percentuale di consenso. Una parte dei rappresentanti istituzionali di Sel sono entrati in aperta polemica con il proprio gruppo dirigente ed alla fine hanno lasciato il partito proprio per sostenere un rapporto più stretto con il PD, credendo che solo in quell’ambito politico sia possibile fare una battaglia di sinistra per condizionare/calmierare le politiche di austerità del governo Renzi. Sel rimane ancorata ad una visione centrista tra l’opzione di subalternità al Pd e quella riformista radicale rappresentata in Europa dalla Sinistra Europea e in Italia da Rifondazione. Tuttavia anche la proposta della Sinistra Europea – e della sua componente italiana – non ha sciolto fino in fondo il nodo delle alleanze con quel che resta della socialdemocrazia europea.

domenica 23 marzo 2014

LO SPOT TAFAZZIANO DELLA LISTA TSIPRAS (VERSIONE ITALIOTA) di Norberto Fragiacomo



lo spot tafazziano della lista tsipras (versione italiota)
di
Norberto Fragiacomo


Uno spot si aggira per la rete, e a noi militanti di sinistra non fa fare una gran bella figura.
Per la verità, nuoce anche al “prodotto” pubblicizzato, la lista L’Altra Europa con Tsipras – tanto che, in chi lo vede per la prima volta, suscita il dubbio che sia stato commissionato dalla concorrenza per ridicolizzare il movimento. Non è così, ci assicurano… d’altra parte, l’Italia è il Paese dei cialtroni, in politica e fuori.
Provo a riassumerlo, non prima di avervi invitato a dare un’occhiata al video (http://www.ilpost.it/2014/03/17/spot-elettorale-tsipras-europee/): un ragazzotto si lascia cadere sulla sedia di un bar, all’aperto, accanto alla sua bella. E’ sfinito: ha raccolto firme tutto il giorno, naturalmente per la lista Tsipras. Al tavolo siedono compagne e compagni di mezza età; risuona la domanda: “allora, ‘sta Lista Tsipras?”

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