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i Quaderni di Bandiera Rossa "La Storia è finita" di Norberto Fragiacomo
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venerdì 8 aprile 2016

LA FIOM LICENZIA SERGIO BELLAVITA PER DISSENSO






 LA FIOM LICENZIA SERGIO BELLAVITA PER DISSENSO


Comunicato dell’Esecutivo nazionale di Sinistra Anticapitalista 


Sinistra Anticapitalista esprime la netta indignazione per l’epurazione messa in atto dalla segreteria della Fiom Cgil con il licenziamento del compagno Sergio Bellavita, portavoce nazionale dell’area “Il sindacato è un’altra cosa – Opposizione Cgil”.

Sergio, militante e dirigente sindacale da sempre al servizio della causa dei lavoratori, a cui Sinistra Anticapitalista vuole manifestare tutta la sua solidarietà, non viene messo alla porta per aver commesso una qualche scorrettezza, ma solo per aver osato esprimere legittimamente e nel rispetto delle regole dello Statuto il proprio dissenso riguardo le scelte del vertice Fiom e di quello confederale.
 Inoltre, essendo Sergio anche il portavoce nazionale della minoranza congressuale, con questo atto la Cgil di Camusso e Landini esprime tutto il suo fastidio per ogni critica che metta in luce il carattere fallimentare della sua linea e minaccia di non voler più rispettare le regole pluraliste che hanno finora caratterizzato la Cgil lungo tutta la sua storia.
La cacciata di Sergio è tanto più drammaticamente grottesca perché messa in atto da Maurizio Landini, cioè da un leader che pretende di presentarsi nei talk show televisivi come difensore dei deboli e della democrazia.

In realtà la pratica sindacale di Landini dal 2011 a oggi è caratterizzata da una sequela di sconfitte e di insuccessi, certamente non mascherati dalle vacue dichiarazioni reboanti fatte alla TV. La linea che Landini ha impresso alla gestione della Fiom praticamente dal momento della sua elezione è stata quella di un rientro progressivo nell’alveo della pratica sindacale già sperimentata da Fim e Uilm. Non a caso oggi il punto di riferimento della Fiom è l’unità con queste due sigle. Ma, visto che queste due sigle non hanno affatto cambiato linea (anzi!), a cambiare linea e a chiudere la fase che aveva caratterizzato la politica prima di Sabattini e poi di Rinaldini-Cremaschi è proprio l’organizzazione di cui Landini è il “capo”.

mercoledì 27 agosto 2014

RENZI: NEMICO PUBBLICO NUMERO UNO di Sergio Bellavita




RENZI: NEMICO PUBBLICO NUMERO UNO
di Sergio Bellavita 



Il quotidiano "la Repubblica" di oggi pone grande enfasi alle anticipazioni della ministra Stefania Giannini sul merito della tanta sbandierata "rivoluzione" Renziana della scuola. Non è ovviamente un caso che la ministra abbia scelto la platea di CL a Rimini per rivelare la logica di fondo del provvedimento di legge. Abbattere ogni steccato ideologico nel rapporto tra privato e pubblico e nel trattamento degli insegnanti. Non sono ancora noti i dettagli ma queste anticipazioni danno pienamente il senso dell'operazione.
Siamo di fronte al tentativo, in totale continuità con le politiche dei governi precedenti, di smantellare la scuola pubblica a favore di quella privata, arrivando anche qui alla riscrittura della Costituzione per detassare le rette versate alle scuole private e all'ingresso deglisponsor privati.
A ciò si aggiunge il tentativo di sottrarre il corpo docente alla contrattazione collettiva stabilendo una differenziazione economica legata al presunto merito e capacità del singolo o della singola, sarebbe a questo proposito molto interessante capire chi dovrà valutare, i presidi? Ne più ne meno di quello che le imprese private esercitano attraverso la pratica dei superminimi ad personam, e tutti sanno quanto la fedeltà al padrone e all'impresa sia il requisito principale per ottenerli.
Se si considera che i minimi salariali sono bloccati da anni, diviene subito chiaro che si vuole stabilire il principio, tanto caro al padronato nostrano più retrivo e totalmente in linea con il documento di Confindustria di giugno, che è finita la stagione del salario a tutti, elargito collettivamente. Anche quando, come nel caso della scuola, si parla di recupero del potere d'acquisto. Così il buon Renzi, userà le risorse risparmiate sulla pelle dei lavoratori per una politica salariale discriminatoria e antisindacale.
Il dato più inquietante, e su cui si misura davvero la furia questa si ideologica del governo, è la cancellazione delle supplenze. Che fine faranno gli oltre 400 mila precari della scuola? Una parte, dice la ministra (bontà sua!!), verrà stabilizzata forse, e gli altri?

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