LA FIOM LICENZIA SERGIO BELLAVITA PER DISSENSO
Comunicato dell’Esecutivo nazionale di Sinistra Anticapitalista
Sinistra Anticapitalista esprime la netta indignazione per l’epurazione messa in atto dalla segreteria della Fiom Cgil con il licenziamento del compagno Sergio Bellavita, portavoce nazionale dell’area “Il sindacato è un’altra cosa – Opposizione Cgil”.
Sergio, militante e dirigente sindacale da sempre al servizio della causa dei lavoratori, a cui Sinistra Anticapitalista vuole manifestare tutta la sua solidarietà, non viene messo alla porta per aver commesso una qualche scorrettezza, ma solo per aver osato esprimere legittimamente e nel rispetto delle regole dello Statuto il proprio dissenso riguardo le scelte del vertice Fiom e di quello confederale.
Inoltre, essendo Sergio anche il portavoce nazionale della minoranza congressuale, con questo atto la Cgil di Camusso e Landini esprime tutto il suo fastidio per ogni critica che metta in luce il carattere fallimentare della sua linea e minaccia di non voler più rispettare le regole pluraliste che hanno finora caratterizzato la Cgil lungo tutta la sua storia.
La cacciata di Sergio è tanto più drammaticamente grottesca perché messa in atto da Maurizio Landini, cioè da un leader che pretende di presentarsi nei talk show televisivi come difensore dei deboli e della democrazia.
In realtà la pratica sindacale di Landini dal 2011 a oggi è caratterizzata da una sequela di sconfitte e di insuccessi, certamente non mascherati dalle vacue dichiarazioni reboanti fatte alla TV. La linea che Landini ha impresso alla gestione della Fiom praticamente dal momento della sua elezione è stata quella di un rientro progressivo nell’alveo della pratica sindacale già sperimentata da Fim e Uilm. Non a caso oggi il punto di riferimento della Fiom è l’unità con queste due sigle. Ma, visto che queste due sigle non hanno affatto cambiato linea (anzi!), a cambiare linea e a chiudere la fase che aveva caratterizzato la politica prima di Sabattini e poi di Rinaldini-Cremaschi è proprio l’organizzazione di cui Landini è il “capo”.

