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i Quaderni di Bandiera Rossa "La Guerra Dimenticata: Il Carnaio del Mondo Musulmano" di Riccardo Achilli
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mercoledì 4 giugno 2014

SEMPLICEMENTE UN APPELLO II, IL RILANCIO



SEMPLICEMENTE UN APPELLO II, IL RILANCIO





Scegliamo, per questo appello, un linguaggio altro, perché è ad altro che non alla sola ragione che noi stiamo parlando, sebbene la logica ed il pragmatismo sorreggano il nostro discorso e la nostra proposta, scegliamo di parlare al cuore, agli uomini, al Signore di Shen, al padrone dei sogni.
Là dove risiedono i motivi, là dove nascono le scelte, là dove si trovano le ragioni vere per cui tutti noi siamo qui. E’ di un altro mondo possibile che stiamo parlando, della sua necessità, del bisogno reale che il grande popolo di quella che chiamammo sinistra oggi manifesta.
Del grido di dolore e dell’esigenza.

Noi non siamo più disposti ad aspettare, non siamo più disposti a rimandare, non siamo più disposti a rinunciare, non siamo più disposti a fallire. Non siamo disposti a fare passi indietro, non siamo disposti a delegare eternamente ad altri di decidere quale sia la forma ed i contenuti sui quali poi riconoscersi. Crediamo nella democrazia dal basso e nella partecipazione, crediamo nell'orizzontalità e nella circolarità, crediamo nella democrazia partecipativa. 

In un Paese devastato dal dominio di un capitalismo finanziario, distruttivo e crudele, che ha progressivamente smantellato le conquiste sociali frutto di decenni di lotte e sul quale si abbatte ormai da tempo la mannaia di una crisi sistemica senza fine e delle ricette recessive e antipopolari imposte dalle istituzioni finanziarie internazionali. In cui sin troppo spesso si spaccia per “sinistra” qualche cosa che sinstra non è (al massimo e solo sinistro) … anzi rappresenta la frontiera della collaborazione e della svendita degli interessi popolari alle elite ed alle lobbies che detengono il potere.
Non è tollerabile che i ceti più deboli – gli ultimi ed i penultimi, i disoccupati, i precari, le donne, i lavoratori, i pensionati, i disabili – cioè la maggioranza, il cuore pulsante di questo paese non riescano ad esprimere una propria diretta rappresentanza politica, che indichi la prospettiva di una società e di un modello economico diversi, fondati sulla giustizia sociale,sull'uguaglianza, sulla liberazione dal bisogno, sulla possibilità per ciascuno di esprimere il proprio talento e le proprie attitudini.
Partendo quindi dall'esperienza “parziale e discutibile” della lista L'Altra Europa con Tsipras, riteniamo si debba “spingere”, oggi più che mai, verso un confronto serrato in nome dell'unità
Oggi si parla a distesa d'una vittoria a mani basse di quello che noi riteniamo un agglomerato neodemocristiano. 
Riteniamo discutibile questa asserzione, la percentuale sempre altissima di astensionismo e il concetto stesso di rappresentanza che riteniamo malato in questo periodo storico, deformato da concetti totalitari neo-modernisti e pseudo-efficentisti pongono forti dubbi sull'affermazione… da cui, sempre più forte si profila il bisogno d'una sinistra vera che sappia riscattare e riscrivere il modo di intendere i temini Socialismo, Progresso e Civiltà.

Il tacitamento della Lista “L'Altra Europa con Tsipras” durante l'ultima campagna elettorale europea ci dimostra e ci fa capire quale sia il pone del prossimo futuro per chi, davvero, remi contro il sistema.
Non possiamo concedere ad un volontarismo confuso, apolitico ed impolitico a tratti più che ambiguo uno spazio che non gli appartiene, ma che è il risultato di un vuoto che esige d'essere riempito.
Non possiamo lasciare che antichi errori e nuovi protagonismi, involuzioni centriste e forze centripete ci trascinino un'esperienza importante come la lista europea per Tsipras verso la voragine di una contiguità con il neo-centrismo liberista travestito da sinistra.
Per questo ci appelliamo a tutti i cittadini, ai movimenti e ai partiti della frammentata galassia della sinistra. Perchè l'esperienza della lista “L'Altra Europa Con Tsipras” continui, liberandosi anche laddove necessario di dubbie ed inutili “Garanzie” ed assumendo un metodo “partecipativo” rispettoso di tutta le esperienze e percorsi. Chiediamo non già la santificazione di alcune icone più o meno rappresentative, non la sostitizione di leadership con un altra, ma la valorizzazione di un'esperienza ed un percorso dfi base, condiviso e collettivo.

Ribadiamo che - ispirandoci al meglio della tradizione della sinistra comunista, socialista, ecologista e del Partito d'azione - vogliamo che ai cittadini sia finalmente offerta la possibilità di scegliere un'Alternativa socialista e libertaria che contrasti la tirannia di un capitalismo sempre più feroce e che sappia rivolgersi e parlare alle persone in modo semplice e concreto. Pensiamo che ne esista il bisogno e lo spazio politico.
Guardiamo con speranza alle iniziative che vengono prese da “gruppi di intellettuali”, dalle segreterie dei partiti, da sindacalisti “fortemente e giustamente” rappresentativi, plaudiamo alle iniziative che vengono prese in difesa e per l’attuazione della Costituzione. Siamo in ascolto ed attesa del fiorire di volontà a seguito dell'esperienza europea.
Ci sentiamo però in dovere di ribadire la necessità e l’urgenza di un nuovo spazio politico di democrazia e di consapevolezza e riteniamo ch’esso non debba essere il risultato d’una combinazione chimica , ma piuttosto d’una alchimia, debba cioè nascere dal basso, nei territori, per scelta strategica di fondo e non per immediata strumentalità ed opportunità elettorale, superando quindi anche le pastoie incontrate nella creazione della lista europea ed eliminandone gli evidenti i difetti, come risposta ai bisogni reali di quella che chiameremo AreA di Progresso e Civiltà.
Chiediamo, qui ed ora, alle varie componenti in cui è frammentata la sinistra radicale e l'area dell'alternativa di dare avvio da subito ad un processo di riorganizzazione per la realizzazione di una proposta elettorale, anche nazionale, che conquisti nella società lo spazio politico che gli è dovuto.
Riteniamo che questo processo debba essere una premessa, un avvio di percorso, un primo passo necessario, ma chiediamo a tutti l’umiltà e la lungimiranza, la visione e la pazienza, già embrionalmente dimostrate con L'Altra Europa, per progettare e realizzare nel tempo una vera AreA di Progresso e Civiltà.
In vista di questi obiettivi, perché non possiamo permetterci nuovi fallimenti, noi da oggi avviamo il nostro percorso, sapendo che serve cominciare subito a lavorare per poter presentare delle liste elettorali con qualche possibilità di successo.
Ai cittadini che condividono l'idea che non c'è più tempo, che non è più possibile attendere oltre,chiediamo di unirsi a noi nella costruzione di questa Alternativa. Noi pensiamo che, nel quadro comune della Costituzione Repubblicana, antiche divisioni tra riformisti e radicali, comunisti e socialisti, marxisti e keynesiani possano oggi ricomporsi e trovare una sintesi in alcune cose urgenti da fare:



1. Il rovesciamento delle politiche liberiste imposte dall'Europa
2. Ridiscussione ed impugnazione dei trattati capestro, finanziari, politici, monetari
3. Rilancio e ridefinizione del concetto originale di “Europa dei Popoli”
4. Ridefinizione dello ruolo dell’europa nel teatro mondiale e rispetto al bene supremo e inderogabile della Pace
5. Creazione ed implementazione di una “Cultura della pace e del confronto”
6. La consapevolezza della necessità dell'intervento pubblico nell'economia per creare lavoro stabile e fermare il declino e deindustrializzazione del nostro Paese
7. La lotta senza quartiere ai fenomeni devastanti della criminalità organizzata, della corruzione, dell'evasione fiscale
8. La lotta senza quartiere alle sacche di privilegio e di parassitismo presenti nella società italiana
9. La garanzia per tutti di accedere gratuitamente o a costi politici a servizi pubblici e beni essenziali quali l'istruzione,l'educazione, la sanità, la casa, i trasporti, la connessione alla rete internet
10. La salvaguardia dell'ambiente e del patrimonio artistico
11. L'implementazione e sviluppo della “Cultura dell’appartenenza” privilegiandola a quella del “Possesso e della Competizione”
12. L'affermazione dei diritti civili e della laicità dello Stato
13. La costruzione di un movimento politico che si fondi su di una presenza concreta nella società italiana e a contatto con i ceti popolari
14. L’implementazione, lo sviluppo e la cultura delle iniziative di economia alternativa, di mutuo aiuto, cooperativistiche, no profit e solidali


dal sito Sinistra Unita





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