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i Quaderni di Bandiera Rossa "La Guerra Dimenticata: Il Carnaio del Mondo Musulmano" di Riccardo Achilli
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venerdì 28 novembre 2014

LA MOSTRA “IL LUNGO VIAGGIO DELLA POPOLAZIONE PALESTINESE RIFUGIATA” NON PUÒ CHE CONTRIBUIRE ALLA PACE



ebreicontro



Rete ECO 

Ebrei Contro l'Occupazione si congratula con gli organizzatori della mostraitinerante “Il Lungo Viaggio della popolazione palestinese rifugiata”, curata dall'UNRWA – agenzia ONU per i rifugiati palestinesi – e attualmente esposta presso il Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà di Torino.
La mostra documenta la vita e la sofferenza dei rifugiati palestinesi, una popolazione che oggi – a 66 anni dalla prima guerra arabo-israeliana - conta oltre 5 milioni di persone. 
Guardarli negli occhi è il primo imprescindibile passo verso la pace. 
Si tratta di persone che, nel 1948, hanno visto collassare la propria società. È la storia di un Paese che improvvisamente si svuota perdendo nel giro di pochi mesi circa due terzi dei suoi abitanti, è la storia di famiglie sparse ai quattro venti. È la Nakba. E poi i 66 anni di esilio, insicurezza e povertà: anni in cui Israele, che ha reso queste persone profughe, nega loro il diritto al ritorno a casa, anni in cui il conflitto si acuisce e la conta dei morti continua a salire, anni in cui a volte si è costretti alla fuga più volte – come accadde questa estate a molti profughi nella Striscia di Gaza sotto i bombardamenti israeliani di “Margine Protettivo”, o ai rifugiati nel campo profughi di Yarmouk, in Siria, sotto i bombardamenti delle forze governative siriane durante i combattimenti tra le forze di Assad e le fazioni dissidenti. E mentre nei campi profughi le tende vengono sostituite da baracche, il Paese viene trasformato e colonizzato da altri. I negoziati infiniti sembrano dimenticare i profughi. La speranza viene meno. Aumenta invece la disperazione.

Spiegare e ricordare tutto ciò è doppiamente importante perché in questo caso non si tratta solo di 
commemorare una catastrofe passata per trarne insegnamenti e far sì che non si ripeta, ma anche di riconoscere e fermarne una in corso, una Nakba continua.

Tener viva la memoria, contrastare la disumanizzazione dei profughi e riportare i loro diritti dimenticati al centro dell'attenzione è un dovere etico per chiunque, e non può che contribuire alla pace, far bene all'umanità tutta.

L'archivio dell'UNRWA è un patrimonio inestimabile: in tutti questi anni l'agenzia ONU è stata un'ancora di salvezza per i profughi palestinesi, fornendo loro aiuti umanitari, assistenza sanitaria, educazione ed altro ancora in 59 campi profughi nella Striscia di Gaza, in Cisgiordania, Giordania, Libano e Siria.
Se c'è un'organizzazione al mondo capace di testimoniare la storia e la situazione attuale di queste persone, che le ha accompagnate ovunque lungo l'intero periodo, questa organizzazione è proprio l'UNRWA.
E se c'è un museo adatto a ospitare una mostra del genere, questo è proprio il Museo della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà; museo dedicato alla Seconda Guerra Mondiale e alle sue conseguenze. Perché è a seguito degli orrori di questa guerra che è nato il diritto internazionale umanitario, quello che riguarda la protezione delle vittime dei conflitti armati,fondamento del lavoro dell'UNRWA. 




Rete ECO – Ebrei Contro l'Occupazione


26 nov 2014

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