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mercoledì 15 ottobre 2014

IL PD NUOVA CERNIERA MODERATA DELLA GOVERNABILITA' DEL SISTEMA - PAESE di Franco Bartolomei










IL PD NUOVA CERNIERA MODERATA DELLA GOVERNABILITA' DEL SISTEMA - PAESE 
di Franco Bartolomei



La Partita giocata da Renzi da tre anni nel PD  per la sua trasformazione da partito della sinistra di governo, centro di alleanze  di governo costruite in una logica bipolare, sostanzialmente legato nelle sue politiche, pur con grandi limiti e contraddizioni, alle socialdemocrazie  d'europa, a nuova cerniera, centrale e moderata, della  governabilità del sistema-paese  attorno a cui andrà a ruotare il nuovo sistema politico in via di ricomposizione, è ormai bella e chiusa .
La abolizione dell'art 18 è un punto di non ritorno su questa via della trasformazione strutturale del PD verso la piena  assunzione del ruolo di centro politico del sistema paese, deputato a mediare gli interessi in gioco sempre in termini di assoluta garanzia delle compatibilità di sistema, all'interno di un sistema politico che si punta a rendere sostanzialmente unipolare  .
Questo disegno di cui Renzi è solo la faccia esterna, che punta alla trasformazione del PD nello stabile asse di riferimento della governabilità del paese,secondo tutti i dettami  di Strasburgo, ed in nome rispetto rigoroso delle compatibilità  complessive del sistema bancario e  finanziario che regola l'attuale modello di sviluppo occidentale, si è compiuto addirittura prima del previsto, e purtroppo senza neanche  uno scontro interno palese ed esplicito in quel partito  con tutti quelli che, anche se in modo illusorio ed ipocrita, avevano concepito il PD come la possibile esaltazione di una sinistra di governo moderna in grado costruire una forte egemonia progressista sulla società civile .

La fase politica che abbiamo appena attraversato ha in realtà preparato adeguatamente questo esito, e ora diviene di ancor più facile lettura se analizziamo con attenzione il senso della assoluta assenza di una opposizione sostanziale, ormai garantita stabilmente dopo i primi tentennamenti, da parte di Forza Italia e del suo leader Berlusconi al governo Renzi .

E' evidente come Berlusconi , non solo in cambio dello scioglimento delle sue ambasce giudiziarie, si sia messo anch'esso, dopo i montiani, completamente a disposizione, di un disegno di consolidamento degli equilibri del nostro sistema -paese attorno ad un quadro politico che possa assicurare una gestione, senza tentennamenti, delle grandi scelte di compatibilità, che dovranno inevitabilmente essere adottate in linea con le necessità del nuovo sistema globale, integrato e vincolante, di relazioni finanziarie e geo-politiche che l'occidente sta ricostruendo come via d'uscita complessiva alla crisi finanziaria ed economica delle proprie economie sviluppate.

In attuazione di questo obiettivo il Cavaliere, per ciò che lo compete, sta sistematicamente lavorando ad una "eutanasia" progressiva di Forza Italia, con l'obiettivo, neanche particolarmente dissimulato , di favorire, direttamente o indirettamente, il consolidamento di un ulteriore forte consenso dell' elettorato moderato attorno a Renzi , che vada a consolidare la prima confluenza di consensi sul suo nuovo PD gia' realizzata alle europee dai Montiani, in modo da rendere il presidente del consiglio libero da qualsiasi possibile forte condizionamento da parte della componente interna del PD ancora legata ad una tradizione di sinistra, e metterlo, in prima battuta, nelle condizioni di essere pienamente in grado di agire del tutto liberamente nelle scelte di politica sociale, finanziaria , economica , fiscale, ed internazionale ,che dovranno necessariamente caratterizzare la propria azione di governo immediata .

Il disegno è però molto più ampio, ed il consenso di Forza Italia al progetto Renziano di riforma elettorale ed istituzionale ne rappresenta solo un aspetto particolare.

In prospettiva, ed in caso di necessità, l'obiettivo è lavorare in modo che Renzi al momento opportuno, in un eventuale possibile futuro confronto elettorale che dovesse scaturire da una crisi verticale dei rapporti interni del PD, divenga in condizione di poter costruire attorno alla sua nuova leadership una vittoria elettorale di un PD, in cui i conti interni siano definitivamente regolati anche attraverso una fuoriuscita di parte della sinistra , finalmente pienamente trasformato in una grande forza moderata di massa, che divenga nel lungo periodo l'asse politico di riferimento del processo di riorganizzazione del paese richiesto dai nuovi assetti di potere economico e politico sovranazionale a cui l'occidente ha ormai riaffidato, dopo lo sbandamento degli ultimi anni successivi al 2008, il ruolo di guida e definizione delle caratteristiche dei propri modelli sociali e politici.

Purtroppo l'insipienza di ciò che resta della Sinistra Italiana sembra renderlo un disegno perfetto, nonostante sia pieno di buchi , e soprattutto sia fondato su un'ipotesi di modello economico non più fondato su uno schema di crescita e di sviluppo reale, ma caratterizzato da un andamento tendenzialmente stagnante all'interno di un quadro di fortissimi vincoli di spesa pubblica, totalmente privo di politiche anticicliche e di interventi di riequilibrio sociale , e gestito attraverso un sistema di relazioni economiche che ,non andando a riequilibrare i processi di redistribuzione della ricchezza sociale esistenti , finirà, inevitabilmente, per collidere nelle sue implicazioni sociali con un assetto costituzionale pienamente democratico.
Un sistema globale integrato strozzato da gravi contraddizioni sociali, che già da ora ricomincia a mettere nel conto un possibile scontro frontale con le forti realtà politiche ed economiche esterne ad esso, a cominciare dai Bric, ed in particolare Russia e Cina, come strada pericolosissima di un tentativo estremo di possibile risoluzione delle proprie insolubili contraddizioni interne .

Da questo ragionamento scaturisce per corollario logico che I Socialisti che non sono d'accordo con Nencini sulla confluenza, esplicita o camuffata fa lo stesso, nel PD, debbono risolversi finalmente a lavorare ad un nuovo processo costituente a Sinistra con una loro nuova soggettività politica organizzata , aspettando i reduci sconfitti della sinistra diessina fuori dal PD, e con essi radunare tutto ciò che da sinistra è fuori dal progetto renziano , anche riassorbendo tutta l'esperienza della lista Tsipras, su un progetto di ricostruzione, in termini nuovi, della sinistra, fondato su un modello alternativo della crescita e dei rapporti sociali .



12 ottobre 2014

L'autore è membro della Segreteria Nazionale del PSI

La vignetta è del Maestro Mauro Biani



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