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i Quaderni di Bandiera Rossa "La Guerra Dimenticata: Il Carnaio del Mondo Musulmano" di Riccardo Achilli
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sabato 20 aprile 2013

CRETINISMO QUIRINALIZIO




di Lorenzo Mortara
Rsu Fiom -Rete28Aprile-




Se solo ci fosse, in Italia, una sinistra di classe, se ne fotterebbe altamente delle interminabili votazioni del loro Presidente della loro stramaledetta Repubblica.
Se solo ci fosse, in Italia, una sinistra anche solo in grado di non scimmiottare in tutto e per tutto la destra, ieri, dopo la caduta di Prodi, impallinato per la seconda volta da D’Alema, avrebbe trovato il tempo per ridere a crepapelle di miserie che non le appartengono.

Purtroppo, con la “sinistra” istituzionale che ci ritroviamo, doppiogiochista per manifesta inferiorità e traffichina sempre, ci tocca sopportare lo spettacolo di veti, tiri incrociati, colpi bassi e contrattazioni sottobanco per spartizioni di affari comunque non suoi. La sinistra cretina si immischia in tutte le cretinate del mondo borghese pena non esservi più ammessa. Guai! Questo non deve succedere, sarebbe il tracollo. A quello di ieri, forse, c’è rimedio, a questo no.
Per fortuna chi di sinistra non è ancora istituzionalizzato, stamattina si è alzato come suo solito bevendo un caffè e aprendo le finestre. Di drammatico, pioggia a parte, non ha visto niente. Anzi leggendo le prime strisce quotidiane borghesi, ha pensato di essersi risvegliato negli anni ruggenti di Topolino con le sue memorabili gag che davano una carica di ottimismo per tutta la giornata.
Cosa dice in sostanza la borghesia? A due mesi dalle elezioni è preoccupata perché senza Premier ha paura di non riuscire più a soffocare gli operai. Di conseguenza, senza Governo, si sente soffocare. Al piagnisteo del Governo si affianca ora quello presidenziale. Una lagna unica e straziante. C’è un traditore su quattro nel PD e non tre quarti di fessi che costituiscono il 75% della carcassa di un partito. Per il Re dei fessi, Prodi, e per i suoi seguaci, si tratta di errori per cui qualcuno dovrà pagare e rispondere. Dove l’ottusità liberale vede questioni etiche e morali, noi vediamo scontri tra interessi sociali diversi. Dove chi perde alza ancora la testa per pretendere pure una resa dei conti appena fatta sulla sua pelle, noi vediamo l’occasione per infierire ulteriormente sulla sua dabbenaggine e su tutte le nullità pretenziose come lui. Se la disfatta alle elezioni, ha dimostrato che la Seconda Repubblica, nel campo borghese, ha un solo politico di razza, Berlusconi, il tracollo del Mortadella, ci dice che l’ala sinistra del Capitale ha un solo nostromo capace di tenere il mare della finta Opposizione, e quest’uomo è D’Alema. Prodi al suo confronto è un volgare mozzo. Ed è giusto che ritorni immediatamente con la coda tra le gambe, nel sarcofago da cui l’ha riesumato la sua presunzione. Presto lo raggiungerà anche Renzi, per lui è già pronto il mausoleo delle cariatidi premature del centro sinistra. Già perché Baffino ha sconfitto anche il profeta del nuovo mondo. Il vecchio rottame del vecchio PC, ha battuto il rottamatore per cappotto. KO alla prima ripresa. 5 a 0 e pallone gonfiato rispedito a Firenze. Il vecchio, usato e sicuro, ha impallinato il nuovo che non avanza. E ora la borghesia s’interroga se non abbia sbagliato ad affidare le sue future speranze a un somarello che di fronte ai cavalli di razza fa subito la figura del ciuco qual è. Eh sì, perché la borghesia comincia a capire che Renzi può andar bene finché si va avanti con due fazioni di un unico partito, ma se appare all’orizzonte una terza temibile forza, basterà un pugile che viene suonato alla prima occasione importante della sua vita? E questa forza è il M5S che i pennivendoli del Capitale cominciano a riconoscere per quello che effettivamente è: il vero centro-sinistra, la prima opposizione entrata nel Parlamento della Seconda Repubblica. Scrive infatti Panebianco: «è comunque Grillo, per ora, a condurre il gioco. Si sta affermando come il vero leader della sinistra italiana (Matteo Renzi può aspirare al massimo al ruolo di comprimario)». Ecco perché il PD non può votare Rodotà, perché il Capitale non può votare il Presidente scelto da un’Opposizione che non collabora all’inciucio. E inciucio in un modo o nell’altro sarà, anche a costo di suicidare il PD che è solo personale politico della borghesia e non può in alcun modo anteporre il suo interesse privato di partito a quello generale della classe che rappresenta. Questo ci dice in ultima analisi il tracollo di ieri. A noi non resta che mettere in guardia i grillini dalle loro illusioni. Rodotà andrà bene finché non lo voterà il PD. Qualora Rodotà salisse al Quirinale col voto incrociato dei grillini e dei piddini, l’inciucio avrà lo stesso volto che avrebbe avuto con Prodi o con Marini, i quali diventerebbero lo stesso presidenti mascherati solo da Rodotà. Il M5S per ora non può governare, perché col 25% può solo fare l’Opposizione. E siccome la sta facendo tutto sommato bene, a noi tocca solo incoraggiarlo perché la faccia ancora meglio. Ha già fatto fuori parecchi partiti minori, ora ha l’occasione di vibrare il colpo mortale che abbatterà il PD. Non se lo lasci scappare per le sirene di un improbabile inizio di cambiamento. Il cambiamento comincerà quando saranno per terra, esangui, i due principali partiti che non lo vogliono. Per ora non si preoccupi se ala sinistra e ala destra del Capitale eleggeranno il loro Presidente. È inevitabile. Pulito o sporco che sia, figlio dell’inciucio o meno, sempre il Presidente della loro Repubblica sarà. E non sta a noi sostenerla, in qualunque vesti si presenti, a noi spetta il compito di raderla al suolo. Il giorno che lo faremo, non ci sarà pietà neanche si presentasse al nostro cospetto candida e pura come la Vergine del Pilar. Anzi in quel caso lo faremo con ancora più gusto. Un gusto che il M5S, purtroppo, non può sentire. In mancanza delle nostre papille gustative, in attesa del loro ritorno, per ora ci basta che ci liberi dal disgusto di tutti i partiti i borghesi con tutti i loro rampolli passati, presenti e futuri. La sinistra di classe rinascerà da qui, o continuerà a dormire il suo lungo sonno.

Stazione dei Celti
Sabato 20 Aprile 2013

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