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domenica 25 maggio 2014

IL MOTIVO PER CUI VOTERÒ “L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS” di Giandiego Marigo


IL MOTIVO PER CUI VOTERO' "L'ALTRA EUROPA CON TSIPRAS"
di Giandiego Marigo


Non sono, l’ho detto molte volte, un intellettuale ben pagato e riconosciuto. Quel che penso e faccio, quel che credo e scrivo ha scarso valore, anche se qualcuno tutto sommato mi legge e mi ascolta. Non posso, quindi, permettermi appelli ed ancora meno “dare Garanzie”.
Ho pensato ad una lista con Tsipras, che valorizzasse il lavoro di Syriza, sin da prima che essa esistesse … perché è, mia assoluta convinzione che questa “esperienza sia “determinante” nella lunga storia della sinistra europea, per il contesto ed il periodo storico in cui avviene. Per il suo respiro unitario, per lo spessore del suo discorso e della sua proposta … ed infine perche l’unità dell’area socialista è il primo passo indispensabile e necessario verso la creazione di un’AreA di Progresso e Civiltà. Ho scritto, nel tempo, molte volte, le ragioni di quest’Area , ho perorato la sua urgenza … ne ho accennato i contorni … per quel che vale, ma oggi qui parlerò delle ragioni di un voto.
Il movimento soffre, da tempo, dell’impossibilità di incidere, la sorte delle lotte locali, anche quand’esse fossero “giuste ed attrattive” o persino “innovative” dimostra, senza ombra di dubbio questa realtà. La sorte dei referendum, splendida vittoria (di Pirro), sull’acqua e sul nucleare in Italia, dimostrano che se il fronte delle lotte, sociali, ambientali e culturali non è, al minimo europeo esse non modificano nulla, non cambiano la società e si spengono, zittite da forme di potere ben più complesse ed articolate del mero potere nazionale o locale.

Il Passo richiesto per pensare “L’Altra Europa con Tsipras” è fondamentale ed è l’unica strada possibile che non transiti per un mostruoso compromesso con le destre anti-euro ed anti-europeiste. Si badi qui nessuno difende l’Euro, funesta moneta non sovrana di proprietà privata, (come la lira per altro … perché è il potere che le sorregge quello da discutere e non i suoi effetti o i suoi espedienti) ma la proposta di uscita sine qua … urlata, sbraitata, affidata a poteri e ad aggregazioni, al minimo, sospette e cupamente nazionaliste, quando non addirittura legate ad indipendentismi locali (piccole patrie) appare persino più funesta e pericolosa della sua permanenza.
Noi non difendiamo l’Euro e non proteggiamo quest’Europa, non aderiamo al suo progetto e lo vogliamo smontare, ma se va fatto si deve seguire la strada della politica e della partecipazione popolare cosciente, alfabetizzazione e coscienza, non dell’irridentismo gratuito e facilone che abbatte senza proporre. Iniziando quindi dalla ridiscussione dei trattati, economici, politici, amministrativi e militari, passando per il sistema monetario, finanziario e bancario, dall’alleanza dei PIGS. Dalla messa in discussione delle “alleanze militari” e delle scelte di tendenza economiche e dagli oscuri interessi lobbistici che li motivano. Creando cioè il terreno necessario al cambiamento, perché esso non sia un’avventura senza ritorno.
Syriza e Tsipras si muovono in quel solco e permettono alla sinistra radicale italiana, malata di alleanze inutili e suicide di pensare Europeo, nonostante la sua stessa resistenza autolesionistica … per questo avranno il mio voto e per questo il mio impegno successivo sarà al mantenimento ed allo sviluppo dell’enorme patrimonio di unità messo in campo dai referendum prima e da questa lista dopo…perchè questa è la strada d’una Sinistra Unita per l’Italia. Prima tappa del lungo viaggio nel deserto verso L’AreA di Progresso e Civiltà.

Non tutto, lo so perfettamente, è andato bene in questa lista, non tutto è stato all’insegna della Circolarità, dell’Orizzontalità, della Condivisione … abbiamo avuto la nostra normale dose di protagonismi ed Ego importanti e sin troppo pesanti, si sono aggirati per le sue stanze … ma è un primo passo, a noi sta indirizzarlo, mantenerlo, far sì che sia nella direzione giusta. Alcuni elementi di “partecipazione dal basso” si sono visti, vanno sviluppati.
Non sono un profeta, sebbene a volte ne assuma i toni, sono un piccolo spiritualista scarsamente illuminato, non so cosa avverrà dopo le elezioni, non so nemmeno se , in Italia, passeremo l’odiata soglia del 4% (pretestuosa ed inventata), ma so che che stiamo camminando nel senso giusto e che davvero tanti, in questa mia esperienza di impegno e di attenzione a “quel che c’è” hanno “imparato la lezione” un poco per forza, ma soprattutto per amore e confido che il dopo sia fruttuoso



La vignetta è del Maestro Enzo Apicella







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