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giovedì 26 aprile 2012

NPA: UNA SCONFITTA STORICA di S. Santarelli


NPA: UNA SCONFITTA STORICA
di Stefano Santarelli



Quando nel febbraio del 2009 nacque il Nuovo Partito Anticapitalista dalle ceneri della storica e leggendaria sezione francese della Quarta Internazionale, la  Ligue Communiste Révolutionnaire, buona parte dei commentatori politici di sinistra guardò con simpatia e curiosità la nascita di questa nuova formazione politica.
Effettivamente in Francia, e non solo, si sente la necessità di un rinnovamento della sinistra capace di essere all’altezza delle sfide di questo nuovo secolo. La formazione di questo nuovo partito che non utilizza più come simbolo la falce e martello, ma un megafono e che si definisce soltanto con il termine “anticapitalista” ha avuto il merito di attrarre le nuove avanguardie giovanili francesi e molti gruppi politici dell’estrema sinistra giungendo così a triplicare il numero degli iscritti rispetto alla vecchia LCR. E la definizione del portavoce del NPA, Olivier Becancenot:  “Il NPA non è solamente trotskista. Riprende tutte le tradizioni rivoluzionarie, marxiste ma anche libertarie" definisce sinteticamente, ma con efficacia tale volontà.
E bisogna riconoscere che i risultati elettorali nelle elezioni europee del giugno del 2009 sono stati molto incoraggianti. Infatti questa nuova formazione ottenne il 4,98% dei voti sfiorando così l’elezione di un eurodeputato. Sicuramente questo risultato elettorale che se da una parte confermava i voti di cui storicamente disponeva la vecchia LCR (nelle Presidenziali del 2002 prese il 4.25%, mentre in quelle del 2007 il 4.08%), poteva essere un trampolino di lancio abbastanza confortante.
I risultati elettorali di domenica invece hanno pesantemente e giustamente ridimensionato l’NPA che ha preso soltanto un misero 1,15%., un risultato quasi identico alla storica, ma settaria formazione di Lutte Ouvrière che si è accreditata dello 0,56%.
Gli elettori francesi infatti hanno penalizzato l’NPA ed il suo candidato Philippe Poutou (ex dirigente di Lutte Ouvrière) a causa del rifiuto di entrare e sostenere il Front de Gauche. L’Npa non è riuscita a cogliere e comprendere che il Front de Gauche che si è presentato domenica al corpo elettorale era profondamente diverso dal passato. Infatti il FG presentava come suo candidato per la prima volta non un comunista, ma Jean-Luc Mélenchon ex socialista e fondatore del Parti de Gauche ed il suo programma era fortemente orientato a sinistra  aprendosi con forza anche al mondo ecologista ed il suo buon risultato elettorale (11.1%), anche se inferiore alle attese, ne è la dimostrazione.
La decisione di presentarsi da soli è stata per l’NPA semplicemente fallimentare ed è a questo punto necessario un cambio di rotta. Infatti tale sconfitta è stata troppo pesante e rischia di compromettere tutto il progetto politico e le speranze che sono alla base della nascita di questo partito. Per questo sarebbe grave sottovalutare o peggio non sottolineare questo risultato negativo come fa invece Salvatore Cannavò, uno dei dirigenti più rappresentativi di Sinistra Critica quando afferma: “Visto il successo della campagna di Melenchon, quell'1,2 raccolto dal Npa non è da disprezzare. Ma certo per il partito anticapitalista si era data l'opportunità di ricostruire la sinistra e questa è andata perduta”.
L’NPA doveva al contrario essere parte integrante e fondamentale della campagna elettorale di Mélenchon, ma così non è stato per un eccesso, questo va detto, di autoreferenzialità e di settarismo.
E’ necessario quindi questo cambio di rotta a maggior ragione se si tiene in considerazione che il dato politico più preoccupante di queste elezioni è il grande successo elettorale del Front National di Marina Le Pen che con il suo 17.9%  ha ottenuto il terzo posto in queste presidenziali. Tale risultato è estremamente preoccupante proprio perché il Front National è una formazione apertamente fascista che ha intercettato i voti plebei di una Francia razzista che si vuole chiudere in se stessa.
La posta in gioco è troppo importante sia per la Francia che per il resto d’Europa, per questo se l’NPA vuole veramente continuare questo suo coraggioso progetto politico deve allearsi in modo costruttivo e propositivo con quel settore della sinistra rappresentato proprio dal Front de Gauche.
E senza nessuna ambiguità per il secondo turno deve sostenere con forza e decisione la candidatura del socialista Hollande.

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