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i Quaderni di Bandiera Rossa "La Guerra Dimenticata: Il Carnaio del Mondo Musulmano" di Riccardo Achilli
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domenica 17 agosto 2014

LA DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA E' IN PERICOLO E SI FA POCO O NIENTE di Felice Besostri






Il senso delle riforme istituzionali ed elettorali di Renzi è chiaro, non la strategia di chi si oppone, come le vicende al Senato hanno dimostrato. Sono costretto a fare un discorso personale, ma è necessario. Insieme con altri colleghi abbiamo intrapreso azioni giudiziarie per portare il “Porcellum” al controllo di costituzionalità. Ci siamo riusciti dopo 7 anni in assoluto silenzio fino all’ordinanza di rinvio della Cassazione il 17 maggio 2013. Non solo il “Porcellum” è stato annullato in due disposizioni fondamentali, Premio di Maggioranza e liste bloccate, ma cosa più importante la Corte di Cassazione con sentenza numero 8878/2014 ha accertato che erano stati violati i diritti costituzionali dei ricorrenti dalla data di entrata in vigore del “Porcellum” fino alla data di deposito della sentenza n.1/2014 della Corte Costituzionale. Questa sentenza è importante perché sancisce l’esistenza di un rimedio giuridico contro le leggi elettorali incostituzionali, altrimenti blindate dall’art. 66 Cost., il vero ostacolo a far applicare la sentenza di annullamento del “Porcellum”. 
Non per nulla della sentenza della Cassazione non si è quasi parlato. Lo strumento è stato ancora una volta utilizzato da alcuni avvocati da me coordinati per la legge elettorale europea provocando ben 3 rimessioni alla Consulta (Tribunali di Venezia, Cagliari e il 12 agosto Trieste), ma tre Tribunali devono ancora pronunciarsi (Milano, Napoli e Roma). 
Altro insegnamento non bisogna puntare come vorrebbe l’Avvocatura dello Stato su un Tribunale solo quello di Roma, perché quello che è incostituzionale per Venezia la soglia di accesso è perfettamente costituzionale per Cagliari e Trieste, che invece sono stati durissimi sulla discriminazione delle lingue minoritarie, che per Venezia non erano importanti pur essendo il Nord Est la circoscrizione europea che con Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia era la più interessata dalla questione. 
Le elezioni europee quelle con il miglior risultato percentuale (NON IN VOTI ASSOLUTI) della storia di PD, DS, PDS e PCI sono state alterate da norme incostituzionali e contrarie al Trattato di Lisbona anche per la mancanza di coraggio, tranne che i Verdi, di presentare liste in conformità della normativa europea e non della sola legge italiana. Ci sarebbero state tutte le condizioni per un annullamento parziale di quelle elezioni. Della incostituzionalità della legge elettorale europea avevo informato i Presidenti della Camera e del Senato e con l’audizione in Commissione Affari Costituzionali della Camera il 14 Gennaio 2014 tutti i gruppi parlamentari. Ebbene si sta procedendo con un procedimento elettorale incostituzionale di secondo grado per le Città Metropolitane e per le ex Province. E’ un passo in avanti: con i premi di maggioranza si vuol sapere chi ha vinto la sera stessa delle elezioni, con le elezioni indirette si vuol sapere chi vince LA SERA PRIMA DELLE ELEZIONI!
QUALCUNO HA NOTIZIA DI UNA MOBILITAZIONE POLITICA SU QUESTO PUNTO CAPITALE? Nelle regioni la maggioranza delle quali voterà la prossima primavera non votano (Lazio, Lombardia, Sardegna, Abruzzo, Molise, Basilicata, Piemonte e Friuli Venezia Giulia) sono in vigore leggi elettorali di sospetta costituzionalità alla luce dell’ordinanza del Tar Lombardia sempre su un ricorso promosso dagli stessi avvocati e già pubblicato sulla G.U. Serie Speciale del 11 giugno 2014. Tra le leggi regionali che possono essere impugnate vi è anche quella della Puglia perché l’opposizione ha fatto saltare il tentativo di riforma. Un tentativo che sarebbe stato rafforzato dall’esistenza di un ricorso per incostituzionalità. 
Altro punto di incostituzionalità comune alle leggi elettorali regionali è la violazione dell’art. 51 Cost. sul requilibrio della rappresentanza di genere, anche in regioni rette dal centro-sinistra e con la presenza di formazioni di sinistra nella maggioranza. Non solo alcune Regioni (Toscana e Liguria) stanno per approvare nuove leggi elettorali, che se ne fottono della sentenza sul “Porcellum” e che sono una versione regionale dell’Italikum. Avete notizia che di questo si parli, o si annuncino mobilitazione, pur aggravando gli effetti della riforma del senato poiché spetterà ai futuri consiglieri regionali eleggere i senatori. Ho preso una decisione perché non sono un generico avvocato democratico, ma un avvocato socialista, che crede nel nesso indissolubile tra socialismo, libertà e democrazia, che non sono disponibile ad azioni individuali e solo giudiziarie senza valenza politica. Dall’opposizione all’Italikum, alla riforma costituzionale, alle leggi elettorali regionali maggioritarie alle elezioni di Città Metropolitane e ex Province in violazione dell’art. 3 della carta Europea delle Autonomie locali, ratificata dall’Italia senza riserve tutto si deve collegare. Se chi è stato colpito dalla crisi, chi è precario, chi è disoccupato o non riesce ad arrivare alla fine del mese, chi non appartiene al 10% che possiede il 50% della ricchezza nazionale non può scegliere chi lo rappresenti nelle istituzioni, come si può pensare che si faranno provvedimenti a loro favore? 
L’argomento che le riforme elettorali non interessano la gente, va rovesciato: si vuole che non interessino per poter manipolare il voto e non dar loro rappresentanza politica. Tanto l’1% dei più ricchi si fa rappresentare in misura più che proporzionale dalla classe politica. Il voto non deve essere uguale ovvero lo si deve poter comprare con 80 euro al mese. A spese nostre!



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