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lunedì 29 settembre 2014

SINISTRA ANTICAPITALISTA: IL FUTURO INIZIA A BELLARIA di Stefano Santarelli





SINISTRA ANTICAPITALISTA:
IL FUTURO INIZIA A BELLARIA
di Stefano Santarelli





Il seminario di Sinistra Anticapitalista che si è tenuto a Bellaria, ridente cittadina dell’Emilia-Romagna, il 26/28 settembre ha sancito il superamento della grave crisi che due anni fa a Trevi portò alla conclusione dell’esperienza di Sinistra Critica, l’organizzazione politica nata dall’omonima corrente di Rifondazione comunista, uscita nel dicembre del 2007 e che costituisce l’erede diretta della storica sezione italiana della Quarta internazionale nata nel lontano 1947.
Come si può vedere da queste breve note è una organizzazione, che sia pure nata ufficialmente due anni fa, ha una profonda storia e tradizione politica, che sia pure con tutti i suoi limiti, si è contraddistinta per la sua coerente battaglia per un comunismo molto ben differente da quello staliniano.
La caratteristica più positiva è la ricerca che porta questa organizzazione nel costruire una convergenza tra le opposizioni sociali e partitiche.
Emblematico il ruolo che Sinistra Anticapitalista ha avuto nella nascita di Ross@ e l’appoggio alla Lista Tsipras.
Nel caso di Ross@ i nodi che hanno portato al fallimento di questa iniziativa sono da ricercarsi nella volontà dell’USB e del suo braccio politico (Rete dei comunisti) di costruire il solito e stantio nuovo partitino. L’adesione alla campagna per l’uscita dall’Euro e il non appoggio alla Lista Tsipras ne rappresentano gli aspetti politici che sono stati più determinanti a questa rottura.
Per quanto riguarda invece la Lista Tsipras, che Sinistra Anticapitalista ha appoggiato disinteressatamente, purtroppo le contraddizioni di Rifondazione comunista  da una parte e la crisi di SEL dall’altra che riguardano il rapporto con il PD  stanno facendo naufragare questa esperienza che aveva fatto nascere molte speranze all’interno della sinistra.

Il seminario si è aperto ricordando Roberto Rossetti, storico dirigente di questa corrente rivoluzionaria, scomparso recentemente dopo una lunga malattia.
Durante questi lavori si è analizzato la difficile situazione  politica ed economica che sta attraversando il nostro paese e che ha portato ad un progressivo e permanente impoverimento dei ceti medio-bassi della società.
Sinistra Anticapitalista si caratterizza per la sua attività militante nella CGIL dentro la corrente di minoranza “Il sindacato è un'altra cosa” e che vede nell’ex presidente della FIOM, Giorgio Cremaschi, il suo leader carismatico.
E’ questa un’ardua battaglia proprio perché stiamo assistendo ad una profonda crisi della stessa idea di sindacato, una crisi questa che coinvolge non solo il sindacato confederale ma anche gli stessi sindacati di base. Una crisi che nasce dai profondi tradimenti che la CGIL-CISL-UIL hanno compiuto contro gli interessi dei lavoratori e che hanno delegittimato lo sciopero generale come strumento di lotta ed in questo anche gli stessi sindacati di base hanno le loro responsabilità.
In questo quadro bisogna riconoscere la specificità della FIOM che nelle sue lotte è riuscita a coinvolgere anche le strutture di base. Purtroppo bisogna riconoscere che la FIOM non è riuscita a superare la dura offensiva (padronale e burocratica) che si è violentemente scatenata contro di essa.
La battaglia sindacale di Sinistra Anticapitalista si caratterizza per la costruzione dell’unità di classe senza però patrocinare rotture organizzative. Infatti non è necessario uscire dalla CGIL per entrare o fondare un  nuovo sindacato di base, ma al contrario è necessario costruire un percorso di lotta unitaria creando strutture inter/sindacali che coordinino le nuove lotte che i lavoratori saranno costretti a compiere.
E nella volontà dei lavoratori e nei loro interessi ottenere il raggiungimento dell’unità sindacale ma tale processo unitario ha bisogno di una piattaforma politica oltre che di una ricostruzione di una coscienza di classe e questa può avvenire soltanto con la crescita della conflittualità sociale.
Questi compagni sono consapevoli che i rapporti di forza si possono modificare a partire dai posti di lavoro. La loro impressione è che le lotte che inevitabilmente sorgeranno, come hanno testimoniato le cinque giornate di Genova, si svilupperanno spontaneamente scavalcando le stesse strutture sindacali. Per questo è necessario costruire forme di unità sindacale per offrire ai lavoratori dei validi punti di riferimento.
Una costruzione che si rende assolutamente necessaria proprio per l’aumento del clima repressivo che si respira nel nostro paese. Infatti il recente arresto di Nuzio d’Eramo e Marco Bucci che avevano difeso lo svolgimento di un dibattito contro un attacco omofobico di fascisti e ultrà cattolici è perfettamente inserito nel contesto della dura repressione che colpisce i NO-TAV.

La situazione del nostro paese si inserisce nel quadro della crisi economica che colpisce l’Europa Mediterranea (Grecia, Spagna, Portogallo, Italia e la stessa Francia), ed in effetti in questo contesto l’autore di queste note ritiene che ha ragione il nostro compagno Norberto Fragiacomo nel proporre la costruzione di un Fronte di Liberazione Mediterraneo in antitesi con il CLN proposto dal Movimento Popolare di Liberazione.
L’Unione Europea costituisce uno degli elementi cardini dell’attacco padronale , ma la gravissima crisi economica che colpisce il nostro continente non si può risolvere con soluzioni estemporanee e demagogiche come l’uscita dall’Euro.

Un altro elemento fondamentale del dibattito che si è svolto a Bellaria riguarda la questione dell’ambientalismo di cui questa organizzazione è estremamente sensibile.
La battaglia ECOSOCIALISTA costituisce un elemento fondamentale di Sinistra Anticapitalista e uno dei contributi più interessanti è stato l’accorato intervento di Margherita Matteo sulla gravissima situazione ambientale e sanitaria di Taranto dovuta all’ILVA.

All’interno del Seminario vi è stata anche la presentazione del recente libro di Antonio Moscato “La madre di tutte le guerre” - Ediz. La.Co.Ri – preceduto da una interessante presentazione di Diego Giachetti che ha dato origine ad un dibattito appassionato  sulla Prima guerra mondiale che si è concluso ad un orario non proprio canonico (mezzanotte).
Il giorno dopo Antonio Moscato ha ricordato nel decennale della sua morte, Livio Maitan, l’intellettuale trotskista più emblematico del nostro paese oltre  che storico dirigente della Quarta internazionale. Questo ricordo che ha visto la partecipazione del figlio Marco e di Franco Turigliatto ha toccato non solo gli aspetti politici, ma anche umani di questo grande politico.

Questa assise di Sinistra Anticapitalista ha visto anche la presenza di una folta rappresentanza internazionale: ricordiamo l’ ex parlamentare  europea ed attuale dirigente del Nouveau Parti Anticapitaliste francese Rosaline Vachetta, Miguel Martinez di Izquierda anticapitalista formazione spagnola che è parte integrante di Podemos, della tedesca Angela Klein, di un altro storico rappresentante della Quarta Internazionale come Charles-Andrée Udry oltre che anche di un rappresentante di Syriza a testimonianza dei profondi legami internazionalisti che continua a mantenere questa organizzazione poiché la sua battaglia non riguarda solo il nostro paese.
Interessante è stato anche l’intervento di Giovanna Capelli della Segr. Naz. di Rifondazione comunista che ancora oggi costituisce  il partito con più militanti e più radicamento a livello nazionale della sinistra italiana.

Le conclusioni di questo seminario molto intenso e partecipato le ha tenute l’ex senatore Franco Turigliatto che ha sottolineato con forza la volontà unitaria della sua organizzazione. Ha analizzato poi le differenze che esistono tra la spagnola Podemos sorta nelle lotte spagnole e il Movimento 5 Stelle che resta in fondo un movimento piccolo borghese. Un movimento che comunque deve essere affrontato dai rivoluzionari italiani non chiudendosi a questo nuovo soggetto politico, ma non certamente con gli attuali rapporti di forza.
Ha ripercosso brevemente la storia di Rifondazione comunista, una Syriza italiana degli anni '90 ante litteram, di cui questa corrente politica è stata parte integrante e che ha formato la principale esperienza politica delle nuove generazioni comuniste.
Il crollo di Rifondazione dovuto alla sciagurata partecipazione governativa nel Governo Prodi ha reso oggi il compito di chi vuole trasformare la nostra società in senso rivoluzionario molto più difficile che nel passato. 

Il compito di Sinistra anticapitalista come si può facilmente intuire è veramente titanico, ma l’impressione di colui che scrive queste frettolose note (e di cui mi scuso con il lettore) è che tale sfida possa essere affrontata con successo da questa organizzazione che sia pure con umiltà è perfettamente consapevole delle sue potenzialità. Essa si fa campione dell’unità politica della sinistra, ma in modo dialettico questa unità politica può essere ottenuta soltanto costruendosi come organizzazione nazionale.

Probabilmente a Bellaria è iniziato il futuro.





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