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i Quaderni di Bandiera Rossa "La Guerra Dimenticata: Il Carnaio del Mondo Musulmano" di Riccardo Achilli
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sabato 27 settembre 2014

DOVE VA LA GRECIA ? “ Una catena è tanto forte quanto il suo anello più debole ..” di Giancarlo D’Andrea




Nonostante nessuno parli più della Grecia tutto mi fa pensare che la chiave della situazione dell’eurozona posso essere  proprio lì.

Il fallimento della costruzione di una Europa oligarchica  a disposizione della borghesia tecnocratica e del turbo capitalismo è ormai un fatto evidente , e il rischio di una implosione è all’ordine del giorno.
E’ sempre più evidente che l’introduzione dell’euro,  la svalutazione del valore del lavoro e la svendita del Welfare , avendo imposto di non  poter  svalutare la moneta, stia mettendo in crisi l’intero progetto dell’unione Europea: se procedono queste dinamiche sociali, la situazione si aggraverà in tutt’Europa, con punte di insostenibilità per i paesi del sud Europa.

Anni di macelleria sociale che ha comportato un generale impoverimento della società  a scapito delle classi lavoratrici e drammatiche conseguenze per la classe media e l’azzeramento del welfare, per non parlare  delle conseguenze della crisi sociale sul piano della rappresentanza democratica e  della conseguente profonda ristrutturazione della geografia dei partiti politici, la Grecia sembra prossima  a diventare la protagonista di una svolta drammatica e dagli esiti imprevedibili che non potrà non avere conseguenze per i paesi del Sud Europa.

Un Paese distrutto  da una guerra combattuta  con le armi del debito , divorata dagli interessi , letteralmente in mano alle oligarchie del capitalismo finanziario , con un tessuto  sociale ridotto in povertà  e sull’orlo della disperazione, in presenza di  una crisi alimentare , abitativa e sanitaria che non accenna a migliorare ,  questo lo scenario che si presenta agli occhi dei militanti della sinistra .

Eppure  , dopo  un periodo di fortissima protesta sociale  , dopo innumerevoli scioperi generali che hanno scandito lo scorrere degli scorsi anni ,  in questo momento , e nonostante i mille esempi di generosa e coraggiosa lotta popolare, si vive un momento di stallo , quasi di “pace sociale” , un momento  di riflusso del movimento operaio e giovanile : Perché ? Possibile che paradossalmente le responsabilità siano a sinistra?

La grande e velocissima crescita di Syriza, nelle elezioni del 2012 , il nuovo successo alle recenti elezioni europee, hanno definitivamente confermato il partito di Tsipras come il primo partito della sinistra , archiviato il Pasok  e certificato che lo schieramento di sinistra ha i numeri per governare la Grecia , determinando , però ,  uno stato di stallo e di attesa tra le masse popolari che potrebbe rivelarsi fatale.

La responsabilità è sicuramente dalla linea assunta da Syriza negli ultimi mesi .
Da sempre vicino per tradizioni familiari alla Grecia, alla cultura , alla lingua , alla musica , allo spirito ellenico, quasi una seconda Patria per me, non da oggi vicino alla sinistra greca, sono stato nell’ultimo anno uno dei più sinceri simpatizzanti di Syriza e del suo giovane  Leader , riservando come molti militanti speranze e fiducia in Alexis Tsipras. In più ll mio impegno durante la campagna elettorale per le europee, e la mia indole fortemente unitaria e pluralista, allontanano il sospetto , almeno lo spero fortemente , di esprimere giudizi viziati di settarismo o di presunzione che troppo spesso caratterizzano la sinistra italiana .

La posizione di Syriza negli ultimi mesi assomiglia per certi versi , se mi si concede il paragone , a quella del Movimento 5 Stelle in Italia: “  dateci la forza per  andare  noi al governo del Paese, apriamo le istituzioni come una scatoletta di tonno, rivoltiamo i rapporti di forza con le caste oligarchiche e imprimiamo una svolta al Paese , tutto si risolve nelle istituzioni …“

 Si rischia di privilegiare l’azione parlamentare , la presenza istituzionale, a scapito della mobilitazione popolare , a danno dell’organizzazione vigile e attenta delle masse .
E’ quanto sta avvenendo in Grecia, Tsipras  e Syriza che pure sono stati il canale principale che ha dato spazio all’irrompere della resistenza popolare contro le politiche del capitalismo casinò , stanno ingenerando un momento di aspettativa  nel movimento popolare, quasi di freno della mobilitazione, nel tentativo di accreditarsi come responsabile e affidabile forza  di governo verso le elite oligarchiche europee, moderando non solo i toni ma anche la linea politica .In questo senso vanno letti , a mio avviso , le aperture verso la socialdemocrazia europea che è responsabile della politica della Trioka in Grecia , tanto quanto la Merkel e i popolari europei .

Tutto ci fa pensare che i prossimi mesi vedranno il peggioramento della situazione nell’eurozona con conseguenze ancora più dure per i popoli in particolare dei paesi del Sud Europa, e in Grecia , in particolare ,  si approssima il momento in cui si porrà il problema del governo del paese, perché le elezioni si avvicinano e perché il governo greco ha una maggioranza risicatissima e sempre più precaria.

Gli scenari a questo punto sono due :  il riflusso momentaneo  e la disillusione ingenerata da una politica attendista di Syriza consentirà ai partiti della grande coalizione che governano il Paese al servizio delle oligarchie turbo liberiste di riprendere fiato , e allora le condizioni delle masse peggioreranno ulteriormente con nuove misure di macelleria sociale, e a quel punto la protesta popolare potrebbe trovare altri pericolosi canali di espressione a destra , Oppure , nonostante la politica di freno Syriza e la sinistra vinceranno le elezioni e formeranno un governo di sinistra.

Ma un governo di sinistra , un governo espressione delle forze popolari che misure prenderà a fronte di una situazione di così grave crisi economica, sociale e democratica ? Adotterà le stesse politiche di austerità richieste dalla Troika , sul modello del PD italiano , oppure varerà una politica per il rilancio dell’occupazione , per risollevare sanità , istruzione e assistenza sociale ridotta ai minimi termini ?  Persisterà nelle politiche di austerità per pagare l’enorme debito pubblico e gli interessi che stanno strangolando la vita sociale e democratica , perdendo , così , rapidamente il sostegno popolare ,  oppure denuncerà il debito ?

E come farà il Governo di Tsipras senza poter stampare la propria moneta ? Cercherà una improbabile negoziazione con la BCE  oppure stamperà moneta ,  decidendo  di uscire dall’euro e denunciando i trattati mai votati dai greci ( Papandreu cadde  solo per aver ventilato un referendum popolare al riguardo ) e così rifiutare di saldare il debito ?

A quel punto la mobilitazione popolare, e internazionale , mi permetto di aggiungere ,  sarà il fattore decisivo , senza una forte mobilitazione popolare e per di più concentrata nei primi 100 giorni di un ipotetico governo popolare , Tsipras non potrà farcela e allora tutto sarebbe possibile ….

La catena dell’Europa dei padroni oligarchici e turbo liberisti , ha la forza pari a quella del suo anello più debole, perché è lì il punto di rottura: la Grecia è vicina !

PS : Suggerisco la visione integrale degli interventi dei compagni greci al recente Forum di Assisi per avere una visione più organica e per acquisire dati  indispensabili per comprendere cosa succede in Grecia .




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