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lunedì 1 ottobre 2012

AVANZA LA TENAGLIA MENTRE IL CAPPIO STRINGE! di Antonio di Pasquale




AVANZA LA TENAGLIA MENTRE IL CAPPIO STRINGE!
di Antonio di Pasquale

Ma dell'apparizione citazione, con tanto di primo piano, di Nencini, ieri sera sul tg3, ne vogliamo parlare?

La sua dichiarazione è stata: il PSE candida Bersani!
Lungi da me sdoganare il tanto contestato segretario, ma in tutta onestà, le sue amicizie le sa usare bene! 
Se poi riescono ad assorbire anche SeL, fatalmente si porteranno dietro tutta la FDS e il fido gregario sarà riuscito in una vera magia politica tra le fila delle forze politiche costituite tradizionali! 


Certo, resta da capire se le forze costituende del dissenso reale vivo tra i movimenti riusciranno ad organizzarsi e razionalizzarsi in una concreta opzione politica capace di esprimere una coerente massa critica democratica che superi il qualunquismo populista dei grillini.



Se in tutto ciò il toscano ci facesse capire sulla base di quale accordo e indirizzo politico possano conciliarsi affidabilità pd con antisistema SeL, per non parlare dell'antagonismo che cavalca FDS, sarebbe graziosa e gentile attenzione alle istanze della base fino ad ora ostracizzate e isolate da Riccardo Nencini all'interno della sua signoria PSI. 



Re Giorgio e 00d'alema7 continuano dunque, con il fido gregario, oggi in veste di scalatore che supera le resistenze di craxiana memoria, l'operazione migliorista, nella più classica tradizione dirigistica, centralista e autoreferenziale ovvero nel solco avanguardista meritoelitista di spinelliana memoria ... e in tutti questo: ciao democrazia, ciao Costituzione, ciao base, bella ciao ... per te solo propaganda per farti digerire fame sudore e sangue al servizio di questa autoproclamata meritotecnomercatocrazia... la solita vecchia storia! speriamo almeno che il frutto sia la pace e non un armiamoci e partite! 



Tutta questa operazione, a volte, sembra infatti fortificare un fronte europeo che, con la costituzione forzosa degli stati uniti di europa operata con la rivoluzione del terrorismo finanziario recessivo di propaganda, deve ricominciare ad assorbire prodotti Usa e rappresentare nuova sede di investimenti per i mercati tramite l'abbattimento dei diritti sociali e la vendita dei gioielli di famiglia, per cui è difficile comprendere se sia servente interessi geopolitici anglofoni in chiave anti brics ovvero interessi più genuinamente della vecchia europa.

In tutto ciò dunque non si capisce se l'Europa continui a seguire le regole della pace di cui è stata parte integrante dal secondo dopoguerra in poi o inizi, con gli alleati, a battere il tamburo di guerra.
Di certo il calibro dell'operazione non spicca quanto a democrazia e trasparenza. 
Essa appare invece denotata da una forte carica totalizzante e di permanente rafforzamento degli esecutivi in via di fatto con abbandono dello stato di diritto costituzionale e della sovranità politico parlamentare che era stata il fondamentale pilastro della uscita dalle barbarie della seconda guerra mondiale.


Non voglio parlare di sinizzazione della società come qualcuno maliziosamente fa per esorcizzare la necessità storico economico sociale ambientale ed energetica di far ricorso a energie alternative e di muoversi magari in bicicletta anziché con mezzi a motore a scoppio ovvero di denunciare negli odierni conflitti industriali in atto nel tessuto produttivo del paese l'esigenza di enormi sforzi di riconversione industriale e riqualificazione professionale. 



Ho invece paura della sinizzazione della forma di stato e di governo sotto i cui crismi sta nascendo, improvvisamente e a tappe forzate rispetto alla sua fino ad oggi tradizionale gradualità, una Europa tutta mercantista e lobbocratica fatta di insensibili tecnici e tanta retorica sul merito, ma priva di una reale spina dorsale poiché assente una matura comunanza tra i suoi popoli e le sue genti in termini di base sociale. 

Stati e costituzioni che nascono per mera intesa delle élite dirigenti senza consenso materiale della base sociale sono esperienze che si reggono con il terrore e le persecuzioni, con la forza , con l'esecutività di un dover essere che impatta su un non essere che mai potrà acconsentire spontaneamente. Tanto più quando lo si fa indotti da interessi di terzi ed esterni agenti. 
Il potere politico, come quello costituente, che non si legittima dal basso e si pone il problema della legittimazione solo dopo essersi affermato come fatto compiuto condanna il nuovo stato ad una tara genetica che, come la patria storia insegna, riversa periodicamente e le sue perverse eversioni su popoli inermi perpetuando un campo di battaglia di cui rimarranno vittime loro malgrado senza servire ad una propria causa. 
Autodeterminazione e ingerenza esterna sono dunque i limiti tra una costituzione legittima ed una costituzione artificiale che produce rigetti. La legittimazione ex post può essere solo una conferma di un processo democratico a monte giammai di una architettura artificiale e funzionale ad interessi esterni. Questo è il banale insegnamento dell'umana commedia, il saggio bandito dalla corta memoria del continente che invece gli anglofoni custodiscono gelosamente per se e riversano al negativo all'esterno a proprio favore col neocolonialismo, neo imperialismo,  neomercantilismo, altro che neomedioevo e pluralismo nell'universalismo! 
Questo è un abbaglio da cui dobbiamo riprenderci recuperando le ovvietà che abbiamo dato per scontato, come i nostri diritti e i principi di democrazia e giustizia sociale, ma che stiamo perdendo giorno dopo giorno sotto la nebbia della necessità dell'urgenza della governabilità della crisi e della decadenza corrotti dalla perfidia neoliberista e dalla fluidità e superficialità del nuovismo.


30 settembre 2012

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