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sabato 26 luglio 2014

L'IMPERIALISMO DI NETANYAHU E IL PERICOLO DI UN DUPLICE ANTISEMITISMO, ANTIEBRAICO E ANTIARABO di Michele Basso



L'IMPERIALISMO DI NETANYAHU E IL PERICOLO DI UN DUPLICE ANTISEMITISMO, ANTIEBRAICO E ANTIARABO
di Michele Basso



Qual è lo scopo dell’operazione di brigantaggio di Netanyahu a Gaza? Ottenere il pieno controllo dei giacimenti di gas prospicienti la costa di Gaza; si intima ai palestinesi: “O la borsa o la vita, o mi lasciate carta bianca sui gas, o vi faccio fuori”. Gli dà corda un rabbino impazzito: “"“La Torah spiega in che modo gli ebrei devono difendersi dai propri nemici: se è necessario, Israele deve distruggere Gaza”. Parola di Dov Lior, leader spirituale dell’insediamento illegale di Kiryay Arba alle porte di Hebron, considerato il rabbino più estremista della destra religiosa ebraica. Famoso per aver asserito che “se uno dei due genitori non è ebreo, il bambino avrà i geni negativi che caratterizzano i non-ebrei”; ma anche per essere stato arrestato e interrogato con l’accusa di incitamento alla violenza per aver promosso un libro religioso, “il Re della Torah”, che dà gli ebrei il permesso di uccidere i non-ebrei, compresi i neonati." (1)

Perché uso il termine imperialismo e non sionismo? Seguo la lezione di Trotsky (Lenin, Trotsky, Bordiga, Luxemburg… appartengono alla migliore tradizione del movimento operaio, e non occorre aderire a qualche scuoletta per citarli), che nel luglio 1935 consigliava di parlare di guerra contro l’imperialismo e non contro il fascismo: “ Il problema non è chi è “meglio”, il Negus o Mussolini, è un problema della relazione tra classi e della lotta di un paese sottosviluppato per l’indipendenza contro l’imperialismo” (2) Tra l’altro il Negus abbandonò il paese mentre la guerra era ancora in corso, facilitando la vittoria di Mussolini, e, tra i suoi imitatori troverà proprio il nuovo imperatore di Etiopia, Vittorio Emanuele III, che fuggirà a Brindisi.
Parlare di imperialismo significa anche mettere in evidenza la vera matura dell’aggressione, perché lo stato imperialista può essere totalitario o democratico, laico o clericale, di destra o di “sinistra”, e chi lotta contro l’aggressione non difende il regime del paese vittima dell’imperialismo, ma la sua popolazione. E anche per non dare, a quei personaggi che vogliono identificare antisionismo e antisemitismo, infiniti pretesti per confondere le idee sulla vera posta in gioco.

D’altra parte, ciò che rinfocola le mai spente braci dell’antisemitismo (il socialismo degli imbecilli, si diceva nell’Ottocento!) è proprio la politica militarista di Netanyahu, che massacra con la massima indifferenza civili, donne e bambini in particolare, bombarda scuole e ospedali, e spara sulla mezzaluna rossa (la croce rossa dei paesi musulmani). Inoltra alimenta un secondo tipo di antisemitismo, che ha preso piede soprattutto con le sciagurate presidenze della dinastia Bush, di Clinton e Obama, e che gioca sull’odio antiarabo, il ramo più numeroso dei semiti. Sappiamo che le divisioni razziali non hanno alcun fondamento scientifico, ma non possiamo non tener conto che la propaganda può far credere vere le teorie o i pregiudizi più infondati.

Non è un difensore delle masse palestinesi Putin. In un incontro con un gruppo di sionisti, Putin ha chiesto di portare un messaggio a Netanyahu, e cioè che la Russia è un vero amico d’Israele e del suo primo ministro: “ “Sostengo la battaglia d’Israele che intende proteggere i suoi cittadini “ ha detto sulle operazioni delle Forze di difesa israeliane per restaurare la calma nella regione e fermare il terrorismo di Hamas”. (3)
Non una parola sul massacro dei palestinesi.
Da un lato abbiamo uno stato imperialista, che ha una grande quantità di missili, centinaia di atomiche, l’appoggio del governo di Washington e di quelli europei, la benevolenza della Russia e la pratica indifferenza della Cina; dall’altra parte, non uno stato, ma un Bantustan, al quale vengono bloccati, da Israele e dalla giunta golpista egiziana, persino i rifornimenti di medicine e di acqua. Quale che sia la sua direzione, porlo sullo stesso piano di Israele come fosse uno stato imperialista, proponendo pure per esso il disfattismo rivoluzionario, è una sciocchezza contro il marxismo e persino contro il buon senso. Chi avesse dubbi a questo proposito può leggere o rileggere “Aggressione all’Europa”, di Bordiga, dove si chiariscono i limiti del disfattismo rivoluzionario di fronte a un imperialismo strapotente. (4)

Termino esprimendo ancora una volta il mio apprezzamento per quegli ebrei, che coraggiosamente denunciano la guerra di Israele. E non m’importa se sono comunisti, semplicemente antimilitaristi, laici o rabbini. Conoscono i rischi che corrono, di essere discriminati dalla loro comunità, o, soprattutto in Israele e negli Stati Uniti, di essere arrestati. Su altre questioni ci potremmo trovare forse su fronti opposti, su questa li considero eccellenti alleati.
Se ho scandalizzato qualche chierichetto o qualche suorina del “marxismo accademico”, non me ne scuso affatto.


Note 
1) “Le considerazioni del rabbino estremista, espresse sotto forma di una sentenza religiosa, danno la benedizione alle autorità israeliane di sterminare gli abitanti della Striscia per difesa. Il Meretz chiede di aprire un’indagine”, NENA NEWS 26 luglio 2014
2) Leon Trotsky, The Italo-Ethiopian conflict, 17 luglio 1935.
3) “President Putin: “I Support Israel”” The Federation of Jewish Communties of the CIS.
4) “Aggressione all’Europa”, in “Battaglia Comunista”, n. 13, 1949. Lo si trova negli archivi dei siti internet di Programma Comunista, Il partito comunista, N+1, e altri.


dal sito Il Pane e le Rose


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