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i Quaderni di Bandiera Rossa "La Storia è finita" di Norberto Fragiacomo
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martedì 21 luglio 2015

UNA CONSIDERAZIONE SCABROSA di Fabrizio Marchi





UNA CONSIDERAZIONE SCABROSA
di Fabrizio Marchi


La considerazione che sto per proporvi è assai scabrosa, me ne rendo conto. So di urtare la “sensibilità” di tante donne e tanti uomini, ma non posso farci nulla. Lo spirito di questo giornale non è quello di rassicurare ma di riflettere e far riflettere a tutto tondo, come si suol dire, anche e soprattutto quando questa riflessione è perturbante. Del resto, come uso dire, la verità non è mai rassicurante, purtroppo…

Ieri sera, durante la trasmissione Piazza pulita, sulla 7, è stato intervistato un gruppo di cittadini del quartiere residenziale di Roma nord, Casale San Nicola, quelli che insieme ai “fascisti del terzo millennio” si sono resi responsabili dell’ignobile gazzarra inscenata alcuni giorni fa per impedire a un gruppo di rifugiati di entrare nella struttura che era stata loro assegnata dalla Prefettura di Roma.
Ad un certo momento, ha preso la parola una delle rappresentanti di questo gruppo di residenti sostenendo che la loro opposizione alla presenza dei rifugiati nel “loro” quartiere era dovuta a ragioni di sicurezza. “Il comprensorio – ha spiegato – è composto di ville isolate l’una dall’altra, e quindi la presenza di stranieri crea paura e insicurezza fra i residenti”. “Non solo – ha soggiunto con tono preoccupato (sapendo perfettamente di toccare un argomento che nessuno avrebbe osato contrastare) – quei 19 rifugiati sono tutti maschi adulti!”. Mentre pronunciava queste parole il capetto di Casa Pound, di cui non ricordo il nome né voglio ricordarlo, faceva cenno di si con la testa come i pupazzetti a mò di cagnolini che si mettono sul cruscotto dell’automobile.

lunedì 20 luglio 2015

L’INADEGUATEZZA DI TSIPRAS (E DELLA SINISTRA DEGLI ILLUSI) di Norberto Fragiacomo




L’INADEGUATEZZA DI TSIPRAS (E DELLA SINISTRA DEGLI ILLUSI) 
di Norberto Fragiacomo



Tsipras: vittima da compatire o traditore da condannare?
Azzardo un’interpretazione mediana: semplicemente un uomo non all’altezza del compito assegnatogli dall’elettorato e dalla Storia. Per carità, era un “compito” da far tremare le vene dei polsi, quasi una missione impossibile – ma nessuno gli ha mai imposto di candidarsi, di scrivere un programma di rottura, di promettere urbi et orbi la fine dell’austerity.

I difensori del buon Alexis, malinconicamente acquattati a sinistra, sostengono che non c’era nulla da fare, che le pressioni erano troppo forti e non c’erano reali alternative al cedimento. Tsipras non agit, sed agitur – chioserebbero i giuristi. Troppo comodo, compagni: magari non si poteva pretendere che il nostro piegasse il grigio Schäuble, ma era lecito attendersi che mantenesse la parola data. “Non sono un uomo per tutte le stagioni”, aveva spergiurato prima del referendum; poi, dopo aver stravinto, ha calato le braghe in un lampo e si è dato al rimpasto di governo, come un Papandreou qualunque. Aveva l’obbligo, morale e soprattutto politico, di dimettersi: non gli è neppure passato per la testa, malgrado il buon esempio di Varoufakis.
Sparito dalla scena (governativa) il ministro delle finanze, in effetti, il castello di carte è volato via: è evidente ormai chi fosse l’anima della resistenza all’Unione. Il primo lunedì di luglio lo statista suo malgrado si è risvegliato politicante levantino, rinnegando nel giro di poche ore ciò che il suo esecutivo aveva fatto fino ad allora.
Resa totale, senza condizioni, senza onore delle armi; a involgarire ulteriormente il quadro è piombato l’ostracismo contro la trentina e rotti di deputati di Syriza che hanno scelto di rispettare gli impegni presi con l’elettorato. Servile con i potenti, inesorabile coi deboli: chi ci ricorda? A me un coetaneo di Alexis, versato pure lui nell’arte dello scaricabarile.

sabato 11 luglio 2015

LA LEZIONE DELLA GRECIA di Maurizio Zaffarano





LA LEZIONE DELLA GRECIA
di Maurizio Zaffarano


Provo a guardare allo straordinariamente positivo esito del referendum di domenica 5 luglio in Grecia non dal punto di vista della questione austerità/euro ma rispetto alla prospettiva della rinascita di un'Alternativa di Sinistra in Italia.
Ciò che ci insegna la Grecia di Syriza ma anche la Spagna di Podemos, due Paesi cioè molto spesso accomunati all'Italia in termini di cultura e "indole" sociale nonché di (in)efficienza delle strutture amministrative pubbliche, è che la condizione indispensabile (anche se non sufficiente) per dare una dimensione maggioritaria e di massa ad una proposta politica di Sinistra è la coerenza e la credibilità di chi la porta avanti.
E' attraverso la propria credibilità e coerenza, rendendo manifesta e innegabile la propria diversità nei confronti dei partiti che si sono alternati al governo della Grecia negli ultimi decenni, che Syriza ha potuto prima vincere le elezioni e poi ricevere un esplicito mandato popolare a trattare con la Troika, sulla base di una linea di fermezza e dignità nazionale, sulla questione del debito (gli esiti e i risultati di questa trattativa.esulano evidentemente da questa riflessione).

mercoledì 8 luglio 2015

UN NO SU CUI RIFONDARE L’EUROPA di Norberto Fragiacomo






UN NO SU CUI RIFONDARE L’EUROPA
di
Norberto Fragiacomo


61,3% di NO: alzi la mano chi l’aveva previsto. Io la mia la tengo a mezz’aria sulla tastiera: troppo comodo spacciare – a posteriori – auspici e speranze per vaticini.

Tsipras ce l’ha fatta, in barba ad anatemi, minacce e calunnie: raschiando il fondo del barile, L’Espresso era andato addirittura a pescare, in Grecia, un professorucolo sedicente di sinistra ansiosissimo di certificare (de relato) che l’attuale premier era all’università uno studente pigro e svogliato. Non so quanto valga Alexis come ingegnere, ma sulle sue doti politiche penso non si possano nutrire più dubbi. Un’immagine, anzi una vignetta (pubblicata da Il Fatto di domenica) fotografa la vicenda e il suo protagonista, raffigurando un ometto che si rivolge ad un gigante alla sua sinistra. Il titano, di cui sono visibili solo i pantaloni, si dice dispiaciuto di non aver potuto indossare la cravatta, dono dell’altro: gli stava stretta. Renzi e Tsipras: da un lato la politichetta furba, ammiccante, plebea, amorale e parolaia, che pesa col bilancino rischi calcolati e micragnosi guadagni e disdegna di guardare oltre la prossima tornata elettorale; dall’altro il coraggio al limite della temerarietà, l’anelito a far ripartire la Storia. Colpisce lo stupore, quasi lo sgomento di certi commentatori nel riferire dei toni usati dal primo ministro greco nei comizi conclusivi: trovavano inconcepibile e quasi blasfemo, nella loro mentalità da contabili, che un leader si riferisse alle tradizioni anziché alle poste di bilancio, facesse appello a una resistenza orgogliosa in luogo di promettere strizzando l’occhio 80 euro, presentasse i molto rispettabili creditori per quel che in effetti sono – taglieggiatori e bugiardi. Assurdo che un politico si giochi tutto (carriera, popolarità, futuro) per… non comprendevano neppure per cosa, pur lambiccandosi il cervello sulla pagina bianca: per opinionisti abituati al quotidiano do ut des della politica fintamente post-ideologica i grandi progetti, le aspirazioni al cambiamento sono versi scritti in una lingua morta.

lunedì 6 luglio 2015

PAPA FRANCESCO E LA DITTATURA DEL PENSIERO UNICO LIBERISTA di Maurizio Zaffarano





PAPA FRANCESCO E LA DITTATURA DEL PENSIERO UNICO LIBERISTA
di Maurizio Zaffarano



L'accusa al capitalismo e al libero mercato - “l'economia che uccide” - di essere alle origine delle inaccettibili disuguaglianze e povertà diffuse nel mondo e della distruzione dell'ambiente naturale, il riconoscimento della Palestina come Stato, la definizione dell'ergastolo quale pena di morte mascherata, l'elogio ricevuto da Raoul Castro per il decisivo intervento volto alla rimozione delle sanzioni economiche da parte degli Stati Uniti nei confronti di Cuba, l'incontro con i movimenti e i centri sociali per riaffermare che terra, casa e lavoro sono diritti inalienabili degli esseri umani, l'invito a Naomi Klein a partecipare ad una conferenza in Vaticano sul riscaldamento globale..

Chiunque auspica la trasformazione del mondo (e dell'Italia) nel senso dell'uguaglianza e della liberazione dal bisogno non può ignorare il contributo che la “svolta” di Papa Francesco sta dando al dibattito politico.
E di questa svolta infatti si trova ampia eco nella Sinistra: con commenti positivi o addirittura entusiastici soprattutto nell'Area Benecomunista e Decrescista ma non solo (Guido Viale e Gianfranco Amendola, Megachip e Comune-Info, Paolo Ciofi e Pierluigi Fagan solo per citare alcuni esempi) accompagnati da dure prese di distanza e denunce dell'ipocrisia papista, in particolare nel mondo dell'ortodossia marxista e di coloro che non vogliono rinnegare il dogma della “religione oppio dei popoli”. Sta di fatto che Papa Francesco riesce ad essere citato sia dal “riformista” Landini che dall'antagonista Cremaschi.

domenica 5 luglio 2015

PRODUCI, CONSUMA, CREPA di Fausto Rinaldi





PRODUCI, CONSUMA, CREPA
di Fausto Rinaldi




A seguito dell’ urbanizzazione di grandi masse di individui (inaugurata dalla legislazione inglese che, tra il 1700 e il 1810, emana gli “enclosure acts”), sorge la necessità di irreggimentare e controllare le moltitudini: a partire dalle “poor house”, passando per le “work house”(che prefigurano quella che sarà la struttura del penitenziario, inteso sia come centro di punizione che di recupero sociale), il carattere di istituzione disciplinare assunto dalle strutture statali collettive risulta evidente: sulla base di queste istituzioni, si organizza un sistema di controllo sociale destinato a diventare una colonna portante delle moderne società complesse, che si sono dotate, come centro unificante, dell’ ideologia del lavoro.


La cornice ideologica all’interno della quale è stato imprigionato l'immaginario collettivo ha dissodato il terreno nel quale coltivare i semi della cultura d’impresa, del liberismo dogmatico, della celebrazione del “self-made man”, del produttivismo compulsivo, di una esiziale reificazione della vita. A tal uopo, la “società disciplinare” foucaultiana si incarica di normare eticamente e concretamente i processi di sviluppo e di rafforzamento degli equilibri di potere interclassistici.
I meccanismi attraverso i quali l’individuo viene trasformato in “macchina desiderante” (Deleuze) sono del più classico patrimonio capitalistico: pletorico sistema pubblicitario ad inchiodare sul ruolo di consumatore le aspettative esistenziali del cittadino.
Sofisticati apparati di controllo sociale (primo fra tutti quello della “segregazione aziendale”) si incaricano di normalizzazione i comportamenti individuali, di favorire la coesione sociale e di contrastare disaffezione e dissenso.
Tutto questo, nelle moderne democrazie rappresentative occidentali, si prefigge sostanzialmente la funzione di garantire la sopravvivenza del capitalismo.


Compito dei dispositivi di controllo, messi in essere da un sistema di potere, è quello di creare soggettività in grado di conformarsi ai dettami propri dei meccanismi di riproduzione sociale; la soggettività è quell’ entità che muove alla formazione ed all’ interazione dell’ individuo con la propria realtà di prossimità, e la cui costituzione presiede alla formazione di desideri, necessità, relazioni sociali.

La materializzazione e la mercificazione delle vite diventano punti di propulsione sociale particolarmente forti, e vettori di connotazione dei rapporti che si sviluppano all’ interno dei gruppi sociali: gli equilibri di una società costruita su queste basi sono scanditi dalla capacità di spesa degli individui.
La “lex mercatoria” ammanta ogni anche più intimo recesso della convivenza collettiva, generando società di individui spinti a costruire e valutare i rapporti interpersonali sulla unica base dell’ interesse materiale.
Il principio di redditività muove le meccaniche di sviluppo delle società, orientando i percorsi lungo i quali gli equilibri sociali maturano e modificano le loro rispettive relazioni con i dogmi del produttivismo capitalista.
Alla base del capitalismo sta la celebrazione del concetto di “processo produttivo”, che consta di quell’insieme di attività volte alla pianificazione, all’ organizzazione, alla gestione e alla realizzazione di un determinato bene o servizio; e che vede al proprio centro il concetto di “impresa”, elevato a significante assoluto nello sviluppo dei rapporti economico-politici dell’ attuale società – definibile, perciò, come “società di mercato”.
E’ l’ implicazione del soggetto nel “processo produttivo” che genera quell’ invincibile meccanismo di corruzione esistenziale e che, via via, ne assorbe tutte le risorse.


Il “processo produttivo”, frutto di una pianificazione eterodiretta, è il fulcro della degradazione dell’ esistenza umana. 
Per la dotazione di senso, vengono incaricati gli strumenti propri dell’ inculturazione e della socializzazione e che, principalmente, si servono dell’acuminato strumento di un’ etica del lavoro pervasiva e totalizzante.
Il lavoro è diventato lo strumento di mediazione sociale supremo (che arriva in ultima istanza e si colloca al di sopra di tutto).
Questa “mediazione” sociale sottintende anche il controllo, per mezzo dei regimi “disciplinari”, dell’ individuo-massa.


Come suggerisce il barbuto di Treviri, il processo di produzione è, nel contempo, anche processo di “riproduzione”: questa notazione sottolinea l’ identità di “ciclo” del processo di valorizzazione capitalistica; all’ interno di questo ciclo, intere generazioni di esseri umani hanno visto le loro vite ingoiate dalla logica della produzione (predazione?) capitalistica.



venerdì 3 luglio 2015

DICIAMO NO ALLA UE DEI BECCHINI di Norberto Fragiacomo




DICIAMO NO ALLA UE DEI BECCHINI
di
Norberto Fragiacomo


Ettore Livini, inviato di Repubblica in una Grecia mai come oggi ansiosa e smarrita, ci regala un pezzo che vorrebbe essere “di colore” (nero): il Comune di Atene avrebbe deciso di “congelare” in questi giorni caldissimi le spese per i funerali, offrendo ai cittadini la chance di morire gratis (http://www.repubblica.it/esteri/2015/07/02/news/grecia_funerali_gratis_per_combattere_la_crisi-118118190/?ref=HRER3-1).

Lo spunto è interessante, anche perché consente di spendere qualche parola sull’Unione europea e le sue strategie/fissazioni, che si riverberano persino su un settore oggetto di scarsa attenzione qual è quello dei servizi (pubblici) cimiteriali. Premetto di non essere un cultore della materia, di per sé indigesta: mi è toccato approfondirla per motivi di lavoro, e mi sono imbattuto in particolari che stanno a mezza via tra il raccapricciante e il farsesco.

Argomenti di studio: trasporto funebre, servizi cimiteriali propriamente detti ed onoranze funebri.

giovedì 2 luglio 2015

IL DESTINO DEL POPOLO ELLENICO di Lucio Garofalo







LE SORTI DEL POPOLO ELLENICO
di Lucio Garofalo



Credo, non a torto, che in queste ore cruciali si stia decidendo il corso della storia, che a noi risulta una mera cronaca quotidiana. In Grecia non sono in gioco solo le sorti del popolo ellenico, o del governo Tsipras. 
In gioco è anche il destino degli altri popoli europei, che potrebbero guardare all'esperimento greco come ad un esempio contagioso e virtuoso. Ma l'elemento cruciale della questione è il tentativo di mettere in discussione (mai accaduto finora, almeno da parte di un governo che faccia parte dell'Unione Europea) di un modello socio-economico e politico, ossia l'assetto global e neoliberista su cui si regge l'unione monetaria europea e da cui scaturisce la nuova tirannide finanziaria imperniata sul regime nazi-teutonico della Merkel, che incarna una sorta di "Quarto Reicht". La cui forza non consiste nell'esercito, ovvero la Wermacht e i panzer, bensì in armi finanziarie devastanti quali lo "spread". 

mercoledì 1 luglio 2015

EMMA, SERGIO E SILVIO di Fabrizio Marchi




EMMA, SERGIO E SILVIO
di Fabrizio Marchi


Come spesso mi succede, traggo spunto da un post pubblicato di recente su Facebook da un amico, per una breve riflessione. In questo caso l’oggetto è un film uscito nelle sale nel 2007 dal titolo “Signorinaeffe”, girato dalla regista Wilma Labate.

Il film è ambientato a Torino nel 1980 nei giorni dell’occupazione della Fiat da parte dei lavoratori. Proprio quella fu l’ultima grande lotta operaia di dimensione nazionale culminata con una sconfitta storica (ricordiamo la famosa “marcia dei quarantamila” quadri sollecitata e organizzata dai vertici dell’azienda) per il Movimento Operaio nel suo complesso (non solo per gli operai della Fiat). Da allora, infatti, nulla sarà più come prima. Quella debacle muterà per sempre i rapporti di forza tra il padronato e i lavoratori, che usciranno da quell’esperienza pesantemente indeboliti, privi di potere contrattuale, sia dal punto di vista sindacale che politico. Il grande processo di ristrutturazione capitalistica avvenuto negli ultimi quarant’anni in Italia affonda le sue radici proprio in quella vicenda. La silenziosa e lugubre marcia dei quarantamila impiegati e quadri della Fiat (anche dal punto di vista “estetico”, l’esatto contrario dei cortei festosi, colorati e combattivi degli operai), in gran parte impauriti e ricattati dall’azienda, simboleggia e segna la fine di quel movimento operaio e sindacale che ha perso ogni sua capacità di esercitare egemonia politica. La sconfitta fu strategica e, a mio parere, da allora, non ci si è ancora ripresi.

lunedì 29 giugno 2015

LA SOLITUDINE DELLA GRECIA di Giandiego Marigo






LA SOLITUDINE DELLA GRECIA
di Giandiego Marigo



Molti parlano della Grecia in questi giorni, com'è ovvio, a me non piace appecorarmi alle tendenze, ma in questo caso aderirò all'indirizzo generale, perché ritengo importante che Tsipras abbia tutto l'appoggio possibile.

Devo dire un paio di cose, però, mi pare il caso vista la realtà di quest'appoggio del tutto verbale ed ipotetico, che non vede grandi mobilitazioni e, soprattutto, non vede alcun Popolo d'Europa, prendersi carico del destino di una parte di sé e quindi, indirettamente ma inesorabilmente, del proprio stesso futuro.

Tutto resta verboso, sospeso, molto chiacchierato, ma l'unico a subire il vero impatto, a resistere, a combattere resta il popolo greco.

domenica 28 giugno 2015

DA DOVE RIPARTIRE COME SOCIALISTI di Marco Zanier




DA DOVE RIPARTIRE COME SOCIALISTI
di Marco Zanier

E’ giunto il momento, secondo me, di creare per gradi il processo di aggregazione a sinistra per dare vita ad un soggetto politico nuovo. Credo che per crearne uno che raccolga le storie migliori della sinistra, ci si debba lasciare molto alle spalle ma non penso che questo debbano essere le antiche appartenenze quanto piuttosto le differenze, le incomprensioni, le diffidenze storiche direi, perché la storia bella di socialisti e comunisti credo possa e debba costituire il cemento ideale della nuova formazione politica da costruire insieme. Penso alle tante battaglie importanti condotte dalla stessa parte nel passato, alle capacità organizzative che hanno permesso alla sinistra di riempire le piazze e di sostenere le lotte nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro, penso soprattutto ad un’ottica di classe che credo vada mantenuta o, meglio, recuperata: lo stare dalla parte degli sfruttati e in contrapposizione netta a chi sfrutta e divide per suo tornaconto personale o di categoria. Per i socialisti in particolare credo si debba ripartire da una certa sana critica dell’orizzonte socialdemocratico, così come lo criticavano Basso e De Martino, per immaginare una società socialista da realizzare veramente più giusta ed equa per tanti.

venerdì 26 giugno 2015

QUELLE DUE di Stefano Santarelli






QUELLE DUE
di Stefano Santarelli



Nella cinematografia hollywoodiana spicca in modo estremamente originale, sia per il tema particolarmente scabroso negli anni ‘60 sull’amore lesbico e sia per la bravura di due bravissime e bellissime attrici come Audrey Hepburn e Shirley MacLaine, il film “Quelle due” (The Children’s Hour) diretto dal celebre regista William Wyler, tre volte vincitore del Premio Oscar, ( La signora Miniver, I migliori anni della nostra vita, Vacanze romane, Ben-Hur).

mercoledì 24 giugno 2015

SINISTRA ... SINISTRA! SINISTRA? di Giandiego Marigo




SINISTRA ... SINISTRA! SINISTRA?
di Giandiego Marigo



Motivo qui, la fine prematura e repentina di “Cornice Rossa” e la mia decisione di allontanarmene, comunque. Da una parte la reazione un poco inconsulta di un webmaster (per altro volontario) alla sollecitazione di un fantomatico legale di un ancor più fantomatico “diffamato” a togliere un articolo (copincollato per altro e con la precisazione dell'origine) che ha provocato la cancellazione di gran parte dei post, vanificando il lavoro di mesi. Dall'altra, ed è la mia ragione, il logorarsi di un antico rapporto virtuale sull'altare di una sinistra che invece di unirsi trova il modo di rinnovare le proprie divisioni cambiando il nome delle proprie fazione, ma permanendo nella sua eterna litigiosità demenziale. 
Fatto!

D'ora in avanti continuerò su “Nuova Resistenza” su questo blogghettino sperimentale messo in piedi a suo tempo e mai frequentato e su “Bandiera rossa in movimento”(sinché avranno la cortesia e la pazienza di tollerarmi) i miei sproloqui o, come la definisce il mio antico amico, la mia produzione di monologhi-fuffa autogratìficanti. 
E buon pro ci faccia a me ed a lui! 
Finito! Passiamo alle cose serie.

Il tempo passa, la situazione si aggrava, nonostante le menzogne del Principino Rottamatore e della sua coorte di super-cinici quarantenni, la crisi si consolida e si cristallizza, fissando l'immagine di un paese alla deriva, moralmente, politicamente ed economicamente. 
Ci si adegua al ribasso, perdendo la memoria del passato, dei propri stessi diritti che divengono antiche fiabe mitologiche e buttando al macero, con un sorriso falso e di circostanza sulle labbra, una delle costituzioni più avanzate dell'occidente. 

venerdì 19 giugno 2015

RICOMINCIAMO DAL SOCIALISMO





Pubblichiamo i due documenti preparatori per l'Assemblea Nazionale Socialista convocata a Roma per il 27 Giugno






Il 27 Giugno, a Roma , nella nostra grande Assemblea nazionale Socialista, che non a caso abbiamo intitolato "Ricominciamo dal Socialismo" , getteremo le basi di un nuovo soggetto politico Socialista, in grado di riaggregare i tanti Socialisti che stanno fuori dal PSI attuale, e tutti i Socialisti del PSI che rifiutano l'annullamento nel PD e non condividono il disegno di stabilizzazione conservatrice del Paese, e di ristrutturazione illiberale delle sue istituzioni democratiche , di cui il governo Renzi rappresenta , in piena continuità con il governo Monti, il vero soggetto costituente .
Il documento conclusivo della prima assemblea del 29 Marzo, e la successiva lettera dei 5 componenti della segreteria socialista hanno definito con chiarezza la nostra volontà.

giovedì 18 giugno 2015

L’ASSALTO AI COMUNI di Norberto Fragiacomo





L’ASSALTO AI COMUNI
di
Norberto Fragiacomo



Per un naufrago su un isolotto laziale ce ne sarebbero, oggidì, di messaggi da affidare alle onde, chiusi in qualche bottiglia di (pessimo) vino “de li Castelli”: un’analisi della battuta d’arresto renziana, che evidenzia la modestia politica dell’omiciattolo solo al comando; un elogio dell’intelligenza e delle capacità manovriere dimostrate da Tsipras – che ironizza sull’irragionevolezza dell’Europa e chiama finalmente le politiche del FMI col loro nome –; molti interrogativi sulla crescita di Podemos in Spagna, e sulla sua fregola di alleanze ovunque e con chicchessia. Oppure, spaziando con lo sguardo, un tentativo di interpretazione delle mosse americane in Europa orientale, possibile prodromo di uno scontro con la Russia, o ancora una riflessione politicamente scorretta sull’emergenza migranti, figlia di primo letto delle ingerenze di un certo Presidente della Repubblica nelle politiche di un certo Governo.

E invece no: scelgo un tema banale, impopolare, negletto – l’agonia dei Comuni.

LA BATTAGLIA DI SAMANTHA COMIZZOLI


Oggi Samantha Comizzoli rientrerà con volo in partenza da Tel Aviv alle 17:55 ore locali, arrivo previsto a Roma intorno alle 21:30 ore italiane. 

Costretta sotto pesanti pressioni a sospendere lo sciopero della fame iniziato dal momento dell’arresto per richiedere la liberazione dei bambini detenuti e torturati nelle carceri israeliane, Samantha rifiuta il provvedimento, non ha accettato il legale e ribadisce la sua ferma volontà di restare accanto al popolo palestinese per supportare la resistenza. 

Continuerà quindi ad opporsi con quella forza e quella determinazione che le hanno permesso di resistere e raccontare ogni giorno gli abusi perpetrati dall’occupazione sionista in Cisgiordania sulla popolazione palestinese. La sua telecamera, sequestrata durante l’arresto, non le verrà restituita, nonostante priva di SDcard, ennesimo atto arrogante di quel mostro che Samantha ci ha insegnato a conoscere bene, giorno dopo giorno. 

Un mostro che può operare sfruttando quella detenzione amministrativa, retaggio di una norma utilizzata durante la precedente occupazione britannica, che consente la detenzione senza regolare processo per un periodo di sei mesi, rinnovabile all’infinito.
Oggi a Nablus un presidio in solidarietà con i detenuti ha ribadito il sostegno a Samantha, chiedendone la liberazione, evidenziando in particolare le gravissime condizioni di Khader Adnan, prigioniero in sciopero della fame da 44 giorni, attivista perseguitato sin dal 1999, anno che segna per lui l’inizio di una lunga serie di detenzioni per un totale di oltre 6 anni nelle carceri israeliane, senza un solo processo ma rinnovando, alla scadenza, la detenzione amministrativa.

martedì 16 giugno 2015

LA TRANSIZIONE POSSIBILE: IL 27 GIUGNO A ROMA




COMUNICATO STAMPA

LA TRANSIZIONE POSSIBILE: IL 27 GIUGNO A ROMA




La crisi economica che ha investito il pianeta è una crisi da cui possiamo uscire solo riprogettando la modalità di produrre, di consumare, di vivere. Per questo non sono utili le ricette che puntano alla semplice ripartenza di un ciclo economico qualunque.

Per questo motivo le associazioni Act!, Campagna per l'Agricoltura contadine, Esse Blog, Fusolab, Net Left, Rose Rosse e Tilt! organizzano per sabato 27 Giugno presso l'ex Fonderia in via Assisi 33 Roma un convegno aperto per presentare e discutere nuove proposte per uscire dalla crisi e che, secondo i promotori possano porre le basi per il superamento di vecchie idee attraverso tavoli di lavoro per ascoltare, proporre, discutere.

Un appuntamento fondamentale sarà la conferenza stampa che si svolgerà presso la Camera il 18 giugno alle 14.30, data in cui verrà lanciata l'iniziativa.

La sinistra di questo secolo ha compiti vecchi e nuovi. non solo uguaglianza e diritti, ma anche la costruzione di pratiche di vita nuove rispetto al presente come i processi di de-mercificazione della vita, di costruzione di nuovi nessi tra il fare, le risorse disponibili, i cicli di sostenibilità e un nuovo approccio di relazione con il resto delle cose viventi del pianeta.

Questo, oggi è alla nostra portata! E possiamo praticarlo da subito, anche senza delegare la costruzione del mondo di domani a dopo una vittoria elettorale. Anzi, questo garantirà stabilità al progetto di cambiamento quando sconfiggeremo elettoralmente il vecchio potere esistente, che si ammanta di nuovo per ingannarci tutti.

L'evento e la comunità sono presenti sui social network ed è presente un sito:

www.latransizionepossibile.it


Roma 15/06/2015



IL TENORE DI BANDIERA ROSSA di Luca Cangianti

Lello Saracino, Il tenore partigiano. Nicola Stame: il canto, la Resistenza, la morte alle Fosse Ardeatine, Alegre, 2015, € 15,00

In una grigia cella del carcere romano di Regina Coeli, Nicola Stame cantava le arie più belle della lirica per portare sollievo ai prigionieri antifascisti. E nessun soldato tedesco si permise mai d’impedirglielo. Quest’immagine drammatica riassume la storia di arte e di rivolta che Lello Saracino racconta nel libro Il tenore partigiano.
Stame era originario di Foggia e iniziò la carriera artistica trasferendosi nel 1932 a Roma, dove abitò in via dei Volsci 101, nel quartiere operaio di San Lorenzo. Si esibì al Teatro dell’Opera e poi, essendogli vietati i palchi regi a causa del suo antifascismo, al Teatro Vittoria e al teatro Al Circo Massimo. La sua voce era “piena, rotonda, morbida, capace di legare come di espandersi senza problemi nelle zone più alte”. Stame fu inoltre partigiano, comandante della I Zona (San Lorenzo, Tiburtino, Pietralata) nella formazione comunista eretica Bandiera Rossa che durante la Resistenza romana arrivò a contare quasi 1.200 effettivi, un numero superiore a quelli del Pci.

mercoledì 3 giugno 2015

COMMENTO ELETTORALE di Maurizio Zaffarano




COMMENTO ELETTORALE 
di Maurizio Zaffarano




La politica non è una partita di calcio e dunque lasciamo le metafore da deficienti sui risultati – 7 a 0, 5 a 2, 4 a 3 – alla propaganda piddina e agli ultras renziani e proviamo a ragionare sui fatti e sui numeri.
Che il PD fosse destinato a prevalere in gran parte delle sette regioni in cui si votava era scontato: per la martellante propaganda televisiva di Renzi, perché tre di quelle sette regioni fanno parte del tradizionale insediamento storico dei degeneri eredi del PCI, perché di fatto il partito di Renzi è oggi pressoché l'unica proposta di governo che ai cittadini è consentito percepire e concepire con il disfacimento della destra berlusconiana, con l'emergere dell'inaccettabile (per la maggioranza delle persone al di fuori del “civile” nord) fascio-leghismo di Salvini, con l'incapacità dei 5 Stelle di diventare i promotori di un'alleanza politica e sociale che vada oltre i confini del grillismo, con la scomparsa della sinistra radicale.
Le elezioni regionali designano dei “vincitori” solo grazie a truffaldini meccanismi elettorali maggioritari e per di più su due delle “vittorie” del PD grava una pesante ipoteca costituzionale-giudiziaria:
sulla costituzionalità della legge elettorale umbra e sulla impresentabilità di Vincenzo De Luca.

lunedì 1 giugno 2015

L'EUROPA AL BIVIO di Alexis Tsipras





L'EUROPA AL BIVIO

di Alexis Tsipras




Il 25 gennaio scorso, il popolo greco ha preso una decisione coraggiosa. Ha avuto il coraggio di sfidare la strada a senso unico della dura austerità del memorandum e cercare un nuovo accordo. Un nuovo accordo che mantenga il paese nell'euro, con un programma economico efficiente, senza gli errori del passato.

Il popolo greco ha pagato un prezzo alto per questi errori; negli ultimi cinque anni il tasso di disoccupazione è salito al 28% (60% per i giovani), il reddito medio è diminuito del 40%, mentre secondo i dati di Eurostat, la Grecia è diventata il paese europeo con il più alto indice di disuguaglianza sociale.
E il risultato peggiore: nonostante abbia gravemente danneggiato il tessuto sociale, questo Programma non è riuscito a rinvigorire la competitività dell'economia greca. Il debito pubblico è salito dal 124% al 180% del PIL, e nonostante i pesanti sacrifici del popolo, l'economia greca rimane intrappolata in continua incertezza causata dagli irraggiungibili obiettivi di salda di bilancio che ha creato ulteriormente il circolo vizioso di austerità e recessione.
Obiettivo principale del nuovo governo greco nel corso di questi ultimi quattro mesi è stato quello di porre fine a questo circolo vizioso, fine a questa incertezza.
Per questo richiede un accordo reciprocamente vantaggioso che fisserà obiettivi realistici in materia di eccedenze e di ripristinare un'agenda di crescita e di investimenti. Una soluzione definitiva al problema greco è ora più matura e più che mai necessaria.
Tale accordo significherà anche la fine della crisi economica europea iniziata 7 anni fa, ponendo fine al ciclo di incertezza nella zona euro.

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